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sabato 31 gennaio 2026

...le sembrò di vedere, nei cieli dischiusi, un pappagallo gigantesco che aleggiava sulla sua testa. | Gustave Flaubert - Un cuore semplice

Tre racconti è una raccolta di racconti di Gustave Flaubert. I racconti apparvero inizialmente divisi in episodi su due diversi giornali nel mese di aprile 1877 e furono pubblicati nella loro interezza il giorno 24 dello stesso mese dall'editore Georges Charpentier. Quest'opera, che Flaubert impiegò circa trent'anni a scrivere, costituisce la sua ultima produzione narrativa compiuta, poiché l'autore sarebbe morto tre anni dopo la sua pubblicazione.
Un cuore semplice
Dopo un'infanzia miserevole in cui fu messa come semplice ragazza di fattoria nella campagna normanna dopo la morte dei suoi genitori, Félicité incontra ad un ballo un giovane che le piace e le chiede la sua mano. Al momento stabilito, lo spasimante non si presenta all'appuntamento, ed ella apprende che si è sposato con una vecchia zitella per pagare un uomo che faccia il servizio militare al posto suo. Tradita, Félicité abbandona la fattoria e parte per Pont-l'Évêque in cerca di un posto da domestica. Essendo le sue richieste molto basse, viene assunta da Madame Aubain, una giovane vedova madre di due bambini, Paul e Virginie, che vive delle sue rendite (i nomi dei personaggi rimandano ai protagonisti del romanzo di Bernardin de Saint-Pierre uscito nel 1789). Félicité si occupa dei suoi compiti con efficienza e parsimonia, e si affeziona ai bambini, che accudisce di tutto cuore.

Paul, per la sua istruzione, deve recarsi al collegio di Caen, e Virginie inizia il catechismo accompagnata da Félicité, che impara così i rudimenti della religione cattolica, che l'affascina ma che interpreta comunque a suo modo. Virginie deve a sua volta recarsi dalle suore per ricevere la sua istruzione, lasciando sola sua madre. Félicité, privata dei due bambini, trova allora un calore affettivo con suo nipote Victor, che le rende visita ogni tanto. Gli anni così passano, e nel 1819 Victor si imbarca come marinaio di lungo corso. Félicité, in pena per questa partenza, corre da sola a piedi fino a Le Havre per dirgli addio. Un giorno riceve la triste notizia della morte di suo nipote a Cuba per i postumi della febbre gialla e si chiude nella tristezza. Qualche mese più tardi è la signora Aubain che riceve delle cattive notizie sulla salute di Virginie la cui debole costituzione sembra mal sopportare i suoi problemi polmonari. I medici raccomandano un soggiorno in Provenza per approfittare del clima, ma Madame Aubain declina la proposta quando sua figlia sembra rimettersi. Tuttavia il recupero è di breve durata, e Virginie è uccisa da una flussione di petto. Félicité veglia la piccola defunta per due giorni e due notti: sua madre precipita nella disperazione. Gli anni passano, al ritmo dei piccoli lavori di casa e degli eventi della prima metà del XIX secolo.

Nel 1828, la moglie del nuovo sottoprefetto Larsonnière, nominato a Pont-l'Évêque, fa visita a Madame Aubain. Le due cominciano a frequentarsi e stabiliscono un'amicizia borghese di provincia. La baronessa Larsonnière possiede un domestico nero e un pappagallo che affascina Félicité per il fatto di provenire dalle Americhe e di evocarle così il ricordo di suo nipote Victor. In seguito alla promozione del marito a prefetto, la baronessa Larsonnière lascia come regalo d'addio il pappagallo a Madame Aubain che, infastidita, ne fa dono alla sua serva. Félicité inizia così a prendersi amorevolmente cura del pappagallo Lulù. Un giorno che il pappagallo approfitta della sua libertà per scappare, Félicité rimane molto colpita dall'esperienza, da cui non si riprenderà mai del tutto. Successivamente, in seguito alle conseguenze di un raffreddore, diventa sorda. Tale condizione la porta a chiudersi sempre più nel suo mondo interiore, mentre il pappagallo diventa per lei sempre più come un figlio. Durante l'inverno del 1837, Lulù muore di congestione. Félicité lo fa impagliare e lo sistema nella sua modesta stanza tra oggetti religiosi e chincaglierie. Contemplando l'immagine dello Spirito Santo in chiesa, trova somiglianze coi colori sgargianti e le ali spiegate di Lulù. Acquistata l'immagine, la sistema nella sua stanza in modo da vedere contemporaneamente il pappagallo impagliato e l'immagine sacra che diventano per lei un tutt'uno.
Nel marzo del 1853, la Aubain muore con grande cordoglio di Félicité. Pochi giorni dopo la casa viene messa in vendita. Affranta di dover abbandonare la camera diventata il tabernacolo di Lulù, lo abbraccia e implora lo Spirito Santo. Prende quindi l'abitudine di pregare davanti al pappagallo. Per paura di essere sfrattata, si adegua a vivere senza chiedere la riparazione del tetto da cui filtra acqua che le bagna il capezzale e le causa una polmonite che dà inizio al suo degrado fisico. Durante i deliri dovuti alla malattia, Félicité non smette di trovare conforto in Lulù, ormai ridotto a brandelli dai tarli. Sul letto di morte, Félicité vede un enorme pappagallo librarsi in cielo. 
Per mezzo secolo le borghesi di Pont-l’Evêque invidiarono alla signora Aubain la serva Felicita.
Per cento franchi all’anno cucinava, teneva dietro alla casa, cuciva, lavava, stirava, sapeva mettere le briglie a un cavallo, ingrassare il pollame, sbattere il burro; e rimase fedele alla padrona, che pure non era una persona amabile”.
Le sue labbra sorridevano. I battiti del suo cuore rallentarono a uno a uno, ogni volta più incerti, più tenui, come si esaurisce una sorgente, come si disperde un’eco; e, quando esalò l’ultimo respiro, le sembrò di vedere, nei cieli dischiusi, un pappagallo gigantesco che aleggiava sulla sua testa.”

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