Archivio blog

martedì 5 maggio 2026

Ricordo di Ermanno Corsi alla finale del Premio Nazionale di Poesia Cerino

 

Torna l’appuntamento con la grande poesia a Napoli. Sabato 9 maggio, la suggestiva Chiesa di S. Maria del Parto, famosa per la Tomba di Sannazaro, ospita il Premio Nazionale di Poesia Cerino giunto alla XXII edizione, vuole essere un omaggio al poeta Salvatore Cerino e un tributo alla sua poesia, che ha segnato il Novecento artistico napoletano.

I nomi dei vincitori saranno annunciati durante la manifestazione dalla giuria presieduta da Francesco D’Episcopo e composta da Lydia Tarsitano, Iana Salerni e Marco Molino. La lettura delle opere vincitrici sarà affidata alla voce dell’attrice Liliana Palermo e accompagnata dagli intermezzi musicali di Giovanni Paturzo.

A quasi un anno dalla scomparsa di Ermanno Corsi, storico membro della giuria del Premio, il Salotto Cerino dedicherà un ricordo al grande giornalista, legato alla famiglia Cerino da una profonda amicizia. A rievocare la figura del noto intellettuale napoletano sarà il giornalista e scrittore Gino Giaculli, che ricostruirà il ruolo svolto da Corsi nella professione, nella vita culturale, nella politica e nel meridionalismo.Per riaffermare la continuità di una vicinanza rafforzatasi nel tempo, la poetessa Assunta Sperino declamerà la poesia che si classificò al primo posto nell’edizione 2024, leggendo la menzione che Corsi le dedicò di suo pugno. Sempre più numerosi i poeti partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia, che concorrono con opere in lingua italiana e in napoletano.Obiettivo del premio è promuovere la poesia e avvicinare i giovani all’arte letteraria che crea sentimenti ed emozioni; una specifica sezione è, infatti,riservata agli alunni della Scuola secondaria di 1° e 2° grado: verranno premiati studenti provenienti da scuole di tutto il territorio nazionale che si sono cimentati nella composizione in versi.I primi classificati di ciascuna sezione riceveranno un buono da spendere presso la libreria MOOKS Mondadori di Napoli.

Salvatore Cerino (Napoli, 1910 – 1992) è stato uno degli ultimi grandi poeti in vernacolo napoletano. Appassionato cantore di sentimenti e luoghi della sua città natale, ha fatto della natura il principale motivo ispiratore della sua poesia. Amico di Raffaele Viviani, fu apprezzato da Libero Bovio, E.A. Mario, Mario Pomilio, Antonio Ghirelli, Michele Prisco e da tanti altri. È stato promotore di numerose iniziative culturali, ospitando nel suo salotto letterario, attivo fin dal dopoguerra, i più celebri intellettuali e artisti dell’epoca. Comunicato Stampa

lunedì 4 maggio 2026

Maggio si tinge di nuove storie e approfondimenti per la Giannini Editore.

Maggio si tinge di nuove storie e approfondimenti per la Giannini Editore. La storica casa editrice napoletana presenta le sue novità editoriali: “Benessere digitale” di Paolo Siani, “Posidonia” di Elisabetta Montaldo e “Indomita” di Domenico Pennone.
Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.
Paolo Siani è pediatra e primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.
Posidonia è un romanzo dalla struttura inusuale, narrato in prima persona dai due protagonisti, Vera e Leonardo, personaggi realmente esistiti ma reinventati dalla scrittura. Entrambi raccontano senza filtri le proprie vite fino al momento dell’incontro che le cambierà radicalmente. Vera Vergani è una celebre attrice degli anni Venti, manager della propria compagnia teatrale, capace di rivoluzionare lo stile del teatro italiano e di portarlo sulle scene internazionali. Leonardo è comandante sulle “città galleggianti”, uomo di mare e protagonista di un’epoca segnata dal progresso e dall’avventura.
Sarà il mare a farli incontrare e a unire i loro destini. Dalla casa di Procida, Vera ripercorre una vita vissuta tra i palcoscenici e l’oceano, senza nascondere conflitti, errori e colpe, in una lucida e spietata analisi delle loro esistenze. Lo sfondo è quello degli anni ruggenti, attraversati da tensioni sociali, migrazioni, conquiste scientifiche e artistiche: dal futurismo ai grandi transatlantici, dai Ballets Russes alle figure che segnarono l’epoca, da Marconi a Toscanini, da Eleonora Duse alla giovane Anna Magnani, da Pirandello a D’Annunzio. A raccontare è Elisabetta Montaldo, la nipote, che osa reincarnarsi nella figura potente e fragile della nonna restituendo un romanzo intenso, intimo e profondamente storico.
Elisabetta Montaldo è scrittrice, pittrice e costumista legatissima all’isola di Procida. Nella sua carriera firma una ventina di film italiani e internazionali, tra tutti I cento passi, La meglio gioventù, I demoni di San Pietroburgo, che la coronano con due premi David di Donatello, due Ciak d’Oro e altri. Con Giuliano Montaldo firma diverse opere liriche per l’Arena di Verona, lo Stadio Olimpico e la città di Tokyo. Nel 2001 ha iniziato parallelamente la sua carriera di scrittrice con Il Mestiere di Costumista. Ha scritto i romanzi: Rafìla (2008), Calipso (2023) oltre ai numerosi saggi sull’isola di Procida, tra storia e costume.
Indomita ricostruisce i quattro giorni che cambiarono il volto di Napoli e della Resistenza italiana, trasformando un’insurrezione popolare nella prima vittoria autonoma di una grande metropoli europea contro l’occupazione nazista. L’opera fa dialogare la precisione del dato d’archivio con la forza della memoria orale, indagando le radici politiche e sociali della rivolta e documentando come Napoli, abbandonata dalle istituzioni dopo l’8 settembre 1943, ritrovò la propria dignità civile attraverso la lotta armata. Tra i punti chiave: il dato ufficiale dei 1.589 partigiani riconosciuti dalla Commissione Ministeriale per il Riconoscimento Partigiano (Fondo Ricompart); la storia inedita di Domenico, tranviere che osò schiaffeggiare un fascista per difendere una donna; e il mosaico sociale della partecipazione di studenti, femminielli e giovani eroi come Gennaro Capuozzo e Maddalena Cerasuolo. L’opera si propone anche come strumento didattico e civile, ricordando le radici della Costituzione italiana e della democrazia europea tra le barricate napoletane del settembre 1943.
Domenico Pennone, giornalista, ha una lunga esperienza nella divulgazione documentaristica e saggistica. Già Capo Ufficio Stampa della Città metropolitana di Napoli, ha curato il documentario “Maurizio Valenzi: 100 anni di una vita meravigliosa”. Esperto di comunicazione e innovazione, ha pubblicato per Maggioli, Il Sole 24 Ore e Formez.

sabato 2 maggio 2026

Marco Visconti - “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”,

Un paganese nel cuore della tempesta bolscevica: “La penna e il passaporto” svela la vita incredibile di un protagonista paganese dimenticato del Novecento.

Immaginate un uomo partito da Pagani (Sa) e ritrovatosi, nel giro di pochi anni, a gestire i visti diplomatici nella Mosca di Lenin, a cenare con Curzio Malaparte e a sfidare con i suoi articoli la censura di Stalin. Quell’uomo esisteva davvero: si chiamava Pietro Sessa, e la sua storia, rimasta per decenni nell’ombra, riemerge oggi grazie alla penna dello storico e prof. Marco Visconti.

Il volume “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”, edito da Omnia Liber Edizioni, ha quasi il sapore del thriller storico. Visconti ricostruisce l’esistenza di un personaggio “camaleontico”, capace di attraversare le epoche più buie del secolo scorso con un’unica arma: la scrittura.

Pietro Sessa non fu solo un testimone, ma un attore della storia. Come segretario del consolato italiano a Mosca, poi console, visse in prima linea il crollo dello Zarismo e l’alba sanguinosa dell’Unione Sovietica. Ma è come inviato de «La Stampa» e «La Tribuna» che Sessa compie il suo capolavoro: raccontare agli italiani le contraddizioni del regime stalinista, muovendosi sul filo teso tra il dovere di cronaca e le pressioni politiche del Fascismo.

«Ho scoperto Sessa quasi per caso — dichiara l’autore Marco Visconti — e mi sono trovato davanti a un enigma: come ha fatto un personaggio così influente del “secolo breve”, tra le altre cose traduttore di Puškin e per questo citato da Antonio Gramsci, a sparire dai radar della memoria?». Il libro risponde a questa domanda attraverso documenti rari e articoli d’epoca (riportati in appendice), che restituiscono il sapore di un giornalismo d’altri tempi, fatto di polvere, treni internazionali e intuito formidabile.

Il libro gode del patrocinio e della postfazione dell’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno (AssoStampa), presieduta dal presidente Salvatore Campitiello, e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, della prefazione del prof. Alfonso Tortora dell’Università degli Studi di Salerno e della postfazione del dottor Francesco Nacchia (Amalinze).

Biografia autore

Marco Visconti, laureato in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II» con il massimo dei voti (110 e Lode), insegna Italiano e Storia nelle scuole secondarie di secondo grado del Napoletano. Dal 2020 è giornalista pubblicista: ha collaborato con testate locali come «Vesuvio Live» e «Le Cronache», e collabora attualmente con «la Città», ricoprendo il ruolo di caporedattore per «MediaNews24». La sua attività giornalistica gli ha valso diversi attestati di stima. Parallelamente, ha sviluppato un’intensa attività poetica, ottenendo riconoscimenti in premi nazionali e internazionali e partecipando a importanti eventi culturali pubblici. Nel 2024 ha pubblicato la raccolta di poesie Sommersi. Gabbie dorate per uomini liberi, edita da PrintArt Edizioni. È inoltre l’autore del volume La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin.