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martedì 25 febbraio 2020
LEONARDO E LA MAREA Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone Illustrazioni di Desideria Guicciardini
LEONARDO E LA MAREA
Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone
Illustrazioni di Desideria Guicciardini
Editori Laterza
Perché sulla spiaggia ci sono tutti questi legnetti, chiede Leonardo? Perché c'è la marea? Perché le cose pesanti si attraggono? È il mare che di notte porta tutti questi tesori alla luna... L'unica cosa che vede è la luna, e così se ne innamora. Un racconto senza peso per affrontare con la grazia dell'infanzia due immensi misteri, i fenomeni fisici che regolano il mondo e il legame tra due cuori innamorati. Età di lettura: da 6 anni.

Leonardo, un bambino di cinque anni vispo, sveglio e dalle gote pienotte, si trovava in vacanza al mare con la mamma e il papà. Un giorno il ragazzino aveva comprato in edicola una maschera da sub di cui andava molto orgoglioso (“sapeva benissimo che era una cosa da grandi”). Lungo la battigia Leonardo aveva notato ogni genere di cose: sassolini arrotondati, palline di plastica, palline di alghe, ma soprattutto legnetti. Leonardo aveva domandato alla mamma il motivo della comparsa di tutti quei legnetti. La donna gli aveva risposto che, a causa della marea, di notte il mare sale e deposita i legnetti sulla spiaggia. A questo punto il bambino voleva sapere che cosa fosse la marea e la mamma aveva evitato di fornirgli un’arida spiegazione e ne aveva cercata una fantasiosa ma adatta al suo perspicace bimbo.
“Un giorno, nostro figlio Leonardo, curioso come tutti i bimbi, ha iniziato a chiederci il perché di alcune cose. Samantha si è inventata lì per lì una storia per spiegare perché il mare lasciava tutti quei legnetti sulla spiaggia. Leonardo non si è accontentato di quella spiegazione e ha continuato a chiedere, a quel punto Samantha si è resa conto che non poteva dare una spiegazione così semplice, così ha provato a spiegargli il vero motivo del perché accadeva quella cosa strana che è la marea. Ne è venuta fuori una storia talmente bella che io ho detto che era giusto scriverla affinché altri bimbi come il nostro potessero sentirsela raccontare o leggerla”.
venerdì 21 febbraio 2020
Oren Lavie L’orso che non c’era. Illustrazioni Wolf Erlbruch
L’orso che non c’era
novembre 2014, pp. 48
ISBN: 9788866325581
Traduzione: Silvia Manfredo
Area geografica: Letteratura tedesca
Collana: Il Baleno
Una magnifica favola per ragazzi illustrata da uno dei più grandi illustratori del mondo, il tedesco Wolf Erlbruch, autore di capolavori come La grande domanda, L'anatra, la morte e il tulipano, La fabbrica delle farfalle, Due che si amano e altri ancora. È la storia di un orso in cerca della propria identità. Gira per il bosco chiedendo agli altri animali: "Chi sono? Sono felice? Sono bello? Siamo amici? A cosa stai pensando? Posso pensare assieme a te?". Incontra la Mucca Mollacciona, il Ramarro Rilassato, il Penultimo Pinguino, la Taxi-Tartaruga e nella Fantastica Foresta si chiede quali sono i vari tipi di silenzio. Una storia ricca di immaginazione e di filosofia, semplice, ironica e intelligente, illustrata dai meravigliosi disegni a colori di Wolf Erlbruch.
«Davanti allo specchio, a certi Orsi,
Basta uno sguardo per riconoscersi.
E per esser sicuri, se hanno dei dubbi,
Si fanno l’occhietto … capito che furbi?»
Wolf Erlbruch è nato a Wuppertal, in Germania, ed è considerato uno dei più importanti illustratori europei. Nel 2006 ha vinto il premio Hans Christian Andersen, da tutti considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. Nel 2003 ha vinto il premio speciale alla carriera del Deutscher Jugendliteraturpreis e nel 2004 il Bologna Ragazzi Award per la categoria fiction.
In Italia, per le Edizioni E/O, sono già usciti La fabbrica delle farfalle (testo di Gioconda Belli), La signora Meier e il merlo, Il miracolo degli orsi, La grande domanda, Un paradiso per il piccolo Orso (testo di Dolf Verroen), La Creazione (testo di Bart Moeyaert), La Notte e I terribili cinque.
Oren Lavie è nato nel 1976 a Tel Aviv, dove vive. È compositore, musicista e drammaturgo. Il suo album intitolato The Opposite Side of the Sea (2007) ha ricevuto il rinomato premio ASCAP per i migliori testi. L’orso che non c’era è il suo primo libro. https://www.edizionieo.it/ 
Photo by http://www.scaffalebasso.it/
giovedì 20 febbraio 2020
SCONOSCIUTI IN TRENO - Patricia Highsmith
Ritenuto da tutti i suoi estimatori il capolavoro di Patricia Highsmith, Sconosciuti in treno è il romanzo che ha ispirato il memorabile film di Alfred Hitchcock Delitto per Delitto.
Guy Haines e Charles Anthony Bruno si trovano per caso a viaggiare nello stesso vagone di un treno diretto verso sud. Per vincere la noia del viaggio cominciano a parlare e a raccontarsi vicende sempre più personali. E così i due viaggiatori scoprono di vivere due situazioni assai simili. Guy vuole divorziare dalla moglie per risposarsi, mentre Charles deve liberarsi di suo padre. A un certo punto Charles chiede a Guy: "Hai mai avuto voglia di ammazzare qualcuno?" Da questa fatidica domanda prenderà l'avvio un'inquietante vicenda al limite del surreale, il cui esito, secondo il piano preciso di Charles, sarebbe stato un duplice omicidio in cui ciascuno avrebbe dovuto uccidere per l'altro.
SCONOSCIUTI IN TRENO
di Patricia Highsmith
Bompiani - Corriere della Sera
2012, brossurato
300 pagine
Da "Sconosciuti in treno", romanzo del 1950 con cui la Highsmith ha esordito, Alfred Hitchcock ha tratto nel 1951 uno dei suoi capolavori, "Delitto per delitto" (sceneggiato, peraltro, da Raymond Chandler). Nel film, il protagonista, Guy Haines, è un tennista di successo, nel romanzo un architetto di grido, ma alla fine l'idea di fondo è sempre quella, semplice e geniale, di due perfetti sconosciuti che, incontrandosi per caso in uno scompartimento su un vagone ferroviario, scoprono che da un delitto a testa ricaverebbero grossi vantaggi: la moglie crea problemi a Guy, il padre opprime Charles Bruno, l'altro viaggiatore. E' proprio Bruno a suggerire che se ciascuno dei due uccidesse per l'altro, si realizzerebbero due delitti perfetti: al momento degli assassinii, ciascuno dei beneficati potrebbe vantare un alibi di ferro. Haines non ci sta, ma Bruno, che è un alcolizzato psicopatico, entra comunque in azione e uccide la moglie di Guy. Poi comincia a perseguitarlo pretendendo che l'altro ricambi la cortesia. Il martellamento da perfetto stalker con cui Bruno conduce Haines quasi sul punto della pazzia è uno degli elementi di maggiore interesse del romanzo, un classico che non si può fare a meno di leggere (o almeno, da recuperare nella versione cinematografica hitchcockiana).

Il film è stato successivamente riedito con il titolo Delitto per delitto (L'altro uomo).
Il soggetto del film è tratto dal primo romanzo, pubblicato nel 1950, di Patricia Highsmith, allora una sconosciuta autrice di thriller. Hitchcock, che era sempre alla ricerca di buone storie da trasformare in film, acquistò i diritti sul libro per soli 7500 dollari, trattando tramite un intermediario che non rivelò mai che la persona interessata al romanzo fosse il grande regista. Il negoziato si concluse con un contratto firmato il 20 aprile 1950. In seguito la Highsmith si disse amareggiata per la condotta di Hitchcock, che avrebbe potuto pagare ben di più, ma la pratica di usare intermediari anonimi era molto diffusa all'epoca a Hollywood: se ne servivano infatti grandi studios e molti altri famosi registi
Il regista Alfred Hitchcock fa la sua comparsa all'inizio del film, salendo in treno dallo stesso sportello da cui è appena sceso Guy e portando con sé un grosso contrabbasso.
Riconoscimenti
Nomination Migliore fotografia a Robert Burks
Nomination miglior regista a Alfred Hitchcock
1951 - National Board of Review Awards
mercoledì 5 febbraio 2020
Napoli: Figure e Paesi e Luci e Ombre Napoletane Salvatore Di Giacomo
Salvatore Di Giacomo (1860 – 1934),
poeta, drammaturgo e saggista italiano.
’O PRANZO A ’O NNAMMURATO
Ah, si ’o ssapesse Aniello «’o scarrecante»,
si ll’ appurasse chello ca è custato
sta mullica ’e furmaggio pizzicante
e stu pullo nfurnato e mbuttunato!
È custato nu sì, sceppato a fforza
a Nanninella «’a rossa» ’a nu studente…
E, doppo, s’ ha mangiate ’e mane a mmorza
sta femmena ’e chist’ ommo malamente!…
Sì: s’è vennuta!… Ce vo’ nu curaggio!…
Ma si no chi purtava a «San Francisco»
stu pullo mbuttunato e stu furmaggio,
e sta butteglia ’e vino e ’o ppane frisco?
Nu biglietto ’int’ ’o ppane essa ha mpezzato
(quanno Aniello s’ ’o mmangia ’o liggiarrà):
«Nega sempri, mi ha detti l’avucato!…
Sempre ferele Annina ti sarrà!…»
Napoli: Figure e Paesi e Luci e Ombre Napoletane
Editore: Newton Compton
Collana: Grandi Tascabili Economici 332
Anno edizione: 1995
Pagine: 316 p.
[Marechiaro] La giornata era raggiante, piena di riso e di gaiezza: il mare e quella pace, deliziosa in tanta solitudine e in così profondo silenzio, sommovevano tutto un flutto d'idee. Lo spirito s'indugiava a rincorrerle tra le mille voluttà d'un quasi addormentamento. Come da un secreto recesso dal cavo ombroso delle rocce che ci accoglieva contemplavamo l'uguale immensità dell'acqua, la sua sterminata superficie che, lontano lontano, a perdita di vista, raggiungeva l'arco del cielo. Una larga chiazza più azzurrina, quasi bluastra, tingeva l'acque, laggiù, sotto Capri. E vagamente appariva, con disegno quasi impreciso, l'isola tiberiana. Tutto il lontano era in una pace solenne, nell'immobilità d'uno scenario.
[Via Toledo] [...] la gran fiera d'ogni agitazione, il teatro d'ogni passione tumultuaria e fuggevole, la rapida scena perenne d'ogni forma della vivacità partenopea.
sabato 1 febbraio 2020
Io, Federico Fellini Charlotte Chandler
Io, Federico Fellini
Charlotte Chandler
Charlotte Chandler
Traduttore: M. Tosello
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: La storia, le storie
Anno edizione: 2020
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 gennaio 2020
Pagine: 376 p., Brossura
EAN: 9788817144940
L'affresco affascinante di un grande regista che ci si mostra in tutte le sue sfumature, il Fellini uomo e il genio, disperato e ironico, che continua ancora a regalarci acute intuizioni, battute folgoranti e intense riflessioni sulla vita.
Charlotte Chandler incontrò Fellini per la prima volta nel 1980. Da lì nacque un fortissimo sodalizio che la portò a seguire il Maestro nel suo lavoro e nei suoi viaggi per quattordici lunghi anni: a lei Fellini si rivolgeva con lucida e implacabile onestà. E racchiuso in questa biografia è proprio il resoconto di quelle conversazioni, veritiere al punto da richiedere una narrazione in prima persona. Una sorta di autobiografia che prende vita dalla penna di Chandler e dalle parole di Fellini, l'autobiografia che egli stesso avrebbe voluto scrivere. Dall'infanzia a Rimini e i primi contatti con il cinema in bianco e nero fino alla cerimonia in cui ricevette l'Oscar alla carriera, attraverso i personaggi celebri che hanno animato la sua vita e la sua cinepresa: c'è Giulietta, che lo conquistò con la sua voce prima ancora che con il suo volto, musa di molti film; l'incontro con Rossellini e la rivelazione del grande amore per la regia; ci sono Mastroianni, Sordi, Anna Magnani e altri grandissimi interpreti. C'è il suo lavoro: noto per non aver mai rivisto ciò che aveva girato, Fellini ci racconta i suoi capolavori così come lui li ricorda, come li aveva vissuti. E sullo sfondo Roma, la città d'elezione, quella che gli si rivelò subito come casa e nella quale sentì di essere nato davvero.
martedì 28 gennaio 2020
#ParoleSenzaTempo GIOVANNI PAOLO II - LE MIE PREGHIERE
GIOVANNI PAOLO II - LE MIE PREGHIERE ed. Newton
29 apr. (Adnkronos) - Le preghiere e le poesie di Karol Wojtyla, vibranti di fervore umano e di convinzioni profonde, di intensità interiore e di straordinarie risorse espressive, abbracciano certezze soprannaturali e un ampio ventaglio di argomenti teologico-sociali nel libro “Le mie preghiere, le mie poesie” di Giovanni Paolo II pubblicate dalla newton Compton a cura di Santino Spartà.
Riecheggiando alcuni Padri della Chiesa come sant’Agostino o san Tommaso d’Aquino, Giovanni Paolo II ritiene la preghiera, nella quale si affida a un ampio periodare, a una grande varietà di immagini, simboli e figure retoriche, uncolloquio con Dio, una ricerca di Dio che è al tempo stesso la Sua rivelazione più alta. Anche nelle liriche traspare l’anelito sincero di un’anima nella contemplazione del creato e del creatore.
Karol Wojtyla, nato il 18 maggio 1920 a Wadowice, un paese dell’Alta Slesia a 21 chilometri da Cracovia, è morto a Roma il 2 aprile 2005. Perse a nove anni la madre e il peso della sua educazione ricadde sul padre, sottufficiale di carriera, che abituò il figlio a una severa disciplina. Karol Wojtyla fu ordinato sacerdote nel 1946, e nel 1967, a soli 47 anni, fu ordinato cardinale da Paolo VI. Divenne papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II. Il 1 maggio 2011 sarà beatificato. Don Santino Spartà è nato a Randazzo (Catania) e vive a Roma, dove si è laureato in Teologia e Lettere. Giornalista e consulente cinematografico, ha collaborato con la Radio Vaticana e con Radio Uno. È autore di molti libri di poesia, saggistica e giornalismo. AdnAgenzia . 2011 . 04 . 29
Le preghiere di Karol Wojtyla, vibranti di fervore umano e di convinzioni
profonde, di intensità interiore e di straordinarie risorse espressive,
abbracciano certezze soprannaturali e un ampio ventaglio di argomenti
teologico-sociali. Riecheggiando alcuni Padri della Chiesa come S. Agostino o
S. Tommaso d'Aquino, Giovanni Paolo II ritiene la preghiera, nella quale si
affida a un ampio periodare, a una grande varietà di immagini, simboli e
figure retoriche, un colloquio con Dio, una ricerca di Dio che è al tempo
stesso la Sua rivelazione più alta.
Genere Cristianesimo
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Grandi Tascabili Economici
Data uscita: 01/01/2007
Pagine:302
Formato:Tascabile
Lingua:Italiano
Curatori: Santino Spartà
EAN: 9788881831715
sabato 25 gennaio 2020
#RACCONTAMIUNASTORIA. FIGURACCE, antologia a cura di Niccolò Ammaniti
Durante una cena estiva, dopo aver bevuto un po', otto scrittori cominciano a confessarsi le peggiori figuracce della loro vita. Cose che il giorno dopo, da sobrio, vorresti non solo non aver raccontato, ma soprattutto mai aver vissuto. E invece dopo qualche tempo Niccolò Ammaniti li chiama e dice: avete il coraggio di scriverle? Da qui nasce un'antologia divertente, autodelatoria e un po' folle. Sono storie di lavoro, d'amore, di incontri sbagliati in cui viene fuori che le figuracce sono svolte esistenziali e come le cicatrici ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati. Autori: Niccolò Ammaniti, Diego De Silva, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Francesco Piccolo, Christian Raimo, Elena Stancanelli, Emanuele Trevi.
FIGURACCE
- Curatore: Niccolò AmmanitiEditore: Einaudi
- Collana: Einaudi. Stile libero big
- Anno edizione: 2014
- In commercio dal: 8 luglio 2014
- Pagine: 260 p., Brossura
- EAN: 9788806220518
- Niccolò Ammaniti // Se sei solo le figuracce non esistono – I timidi sono più sensibili alle figuracce.
- Francesco Piccolo // Tutta la vita a Berlino – …tu sei in un angolo della festa e speri che almeno qualcuno si ricordi di salutarti, prima di sparire nelle notti di amore ed euforia.
- Elena Stancanelli // Cappelli – Un romanzo, una volta pubblicato, diventa quello che vuole. Viene letto, interpretato, insultato, amato da altri.
- Christian Raimo // ilmiolibro.it ovvero come sono diventato uno scrittore – Che si tratti di essere medici, insegnanti, genitori, astronauti, eremiti. O scrittori.
- Emanuele Trevi // La cosa vera – Come ho già accennato, io sono un mezzo idiota. E con l’altra metà di me stesso, cerco di fare in modo che gli altri non se ne accorgano.
- Antonio Pascale // Il testimone silenzioso – Io conservo tutte le belle risposte che avrei potuto dare al momento giusto e me le ripasso, perché prima o poi capiteranno momenti ideali per quelle risposte.
- Diego De Silva // You and me alone – Sto dicendo che per capire davvero una cosa devi farla. O almeno provare a farla.
- Niccolò Ammaniti // Marco Risi contro la Maga della Maglianella – È vero che scrivere è un po’ mentire. In fondo, quando compri un libro accetti l’idea che uno ti racconti un sacco di frottole.
Il primo racconto è quello di Francesco Piccolo, senza dubbio il più intimista. Da ragazzo Piccolo confessa di avere avuto i brufoli e di avere letto il ribrezzo negli occhi dei compagni. Quindi adesso, tutto ciò che gli capita, è sempre ben accetto; un dono di cui essere grato e che egli non pensa di meritare. Fosse anche l’amore, improvviso ed imprevisto, che una taxista di Berlino dice di provare nei suoi confronti e che egli, per “gratitudine”, non riesce a fare a meno di incoraggiare. Elena Stancarelli non narra a mio avviso una vera e propria figuraccia, ma piuttosto il clima di indifferenza e stress che ruota attorno alle trasmissioni televisive, frequentate da personaggi famosi. Lo studio di Unomattina e un Albano poco disponibile, la fanno riflettere sull’utilità di ciò che sta facendo. Divertentissimo il racconto di Christian Raimo, ai suoi esordi durante una presentazione a New York, accompagnata da droghe e stitichezza, il cui “parto” dalle dimensioni abnormi, sarà affrontato con stoico coraggio nientemeno che da David Foster Wallace, che con lui ha condiviso una festa e un bagno accidentalmente intasato.
Emanuele Trevi racconta di una peculiare “crociera degli artisti”, dove facciamo la conoscenza di una “macchietta” quale il professor Pullone, poeta mancato e della sua assistente, nonché amante, Maddalena. Devo confessare che questo è il mio racconto preferito, del quale ho apprezzato l’umorismo e il senso critico, e la scrittura evocativa, ma sempre elegante, che caratterizza questo scrittore. Paolo Giordano ci racconta delle sue indecisioni davanti ai venditori negli autosaloni e di come si sia sentito felice alla guida del suo nuovo suv. Antonio Pascale “indossa” panni femminili per narrare la storia di un’attrazione “galeotta”. Colpevole un vestito a fiori, indossato dalla protagonista, che attira l’attenzione di Stefano, scrittore perverso di racconti noir. Qui ho riso molto con la scena del messaggio inviato per sbaglio a chi non avrebbe mai dovuto riceverlo, e con la carambola dei motorini che si sono abbattuti, in sequenza, disastrosamente al suolo. Diego de Silva, per il quale ho un debole a causa della naturalezza con la quale esplica gli eventi, ci porta a Courmayeur, dove una serata fra scrittori viene “vivacizzata” da una fan, cafona e in abiti sadomaso. Così come aveva aperto, chiude l’antologia Ammaniti che, fra maghi e sortilegi, si trova ad avere a che fare con la maledizione che ha causato il flop del film “L’ultimo capodanno” di Marco Risi. Fra tutti, questo è il più surreale. fonte: paperblog.com
Ricominciare da sé Osho
"Ricominciare da sé" è un viaggio, un cammino nel quale Osho ci conduce verso la conoscenza profonda di noi stessi e delle chiavi della beatitudine.
Un percorso di saggezza e di meditazione che parte dalla testa, passa dal cuore e porta fino all'ombelico, vero centro dell'energia vitale, troppo spesso dimenticato dalla cultura razionalistica occidentale. Con ogni capitolo di questo libro Osho non fa che aprire in noi una porta dopo l'altra, permettendoci di penetrare sempre più nel nostro essere. Fino al raggiungimento del divino, della musica nascosta del Tutto.
«Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po' più tese, in modo che in te possa scaturire l'amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po' più allentate, in modo che in te possa scaturire un'intelligenza vigile e non la pazzia. Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita.»
Ricominciare da sé
Osho
Traduttore: Ma Anand Vidya, Swami Anand Videha
Editore: Mondadori
Collana: Oscar spiritualità
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 gennaio 2009
Pagine: 220 p., Brossura
EAN: 9788804586661

Un percorso di saggezza e di meditazione che parte dalla testa, passa dal cuore e porta fino all'ombelico, vero centro dell'energia vitale, troppo spesso dimenticato dalla cultura razionalistica occidentale. Con ogni capitolo di questo libro Osho non fa che aprire in noi una porta dopo l'altra, permettendoci di penetrare sempre più nel nostro essere. Fino al raggiungimento del divino, della musica nascosta del Tutto.
«Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po' più tese, in modo che in te possa scaturire l'amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po' più allentate, in modo che in te possa scaturire un'intelligenza vigile e non la pazzia. Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita.»
Ricominciare da sé
Osho
Traduttore: Ma Anand Vidya, Swami Anand Videha
Editore: Mondadori
Collana: Oscar spiritualità
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 gennaio 2009
Pagine: 220 p., Brossura
EAN: 9788804586661

giovedì 23 gennaio 2020
Auschwitz. Ero il numero 220543, Denis Avey
Auschwitz. Ero il numero 220543 è un romanzo autobiografico scritto dal reduce di guerra britannico Denis Avey in collaborazione con il giornalista della BBC Rob Broomby nel 2011.
«Una conoscenza limitata a volte è più rischiosa dell'ignoranza vera e propria»
Il libro narra le esperienze vissute da Denis Avey, soldato del Royal Army britannico che prestò servizio in Nordafrica durante la prima metà della seconda guerra mondiale. Dopo essere stato catturato e trasferito varie volte in varie carceri per prigionieri di guerra in vari paesi europei, Avey è stato alla fine internato nel campo di lavoro di Auschwitz- Monowitz. Lì, sentendo parlare delle immani atrocità inflitte dalle SS ai danni dei prigionieri ebrei, decide di scambiarsi con uno di loro per qualche notte per poter essere testimone di tutto ciò in prima persona. Liberato alla fine del conflitto, ha taciuto la sua storia per anni, prima di raccontare gli orrori che ha vissuto in prima persona in uno stato di totale impotenza

«Era il 1944. Sono entrato ad Auschwitz di mia volontà.»
È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz?
Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo… Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto.
Una storia vera che ha commosso milioni di lettori
Un grande successo internazionale
«L’uomo che entrò ad Auschwitz volontariamente per raccontare l’orrore (…). Ora a 93 anni, ha scritto le sue memorie e quell’incredibile avventura è diventata un bestseller.»
Antonella Barina, il Venerdì di Repubblica
«Dopo il successo internazionale, anche in Italia il libro che narra l’incredibile vicenda.»
Il Messaggero
«La sua testimonianza ha permesso di gettare una luce inedita su uno dei massacri più terribili della storia dell’umanità.»
Famiglia Cristiana
ISBN: 9788854186668 -
Pagine: 320 - Fuori collana n. 142 -
Argomenti: Storia - Saggistica - Narrativa - Narrativa straniera - Narrativa storica https://www.newtoncompton.com/libro/auschwitz-ero-il-numero-220543
«Non partii soldato per difendere il re e il mio Paese, per quanto fossi un patriota abbastanza convinto. No, mi arruolai per il gusto di farlo, per l'avventura. non avevo idea dell'inferno al quale stavo andando incontro. Quando partimmo per la guerra non fummo salutati come eroi. Lasciammo Liverpool a bordo dell'incrociatore Otranto in una luminosa mattina di ottobre del 1940, senza la più pallida idea della nostra destinazione. Rimasi a guardare il Royal Liver Building, al di là della distesa sempre più ampia d'acqua torbida del Mersey, chiedendomi se avrei mai più rivisto gli enormi uccelli di metallo verdastro sulla sommità dell'edificio. A quel tempo Liverpool non aveva ancora subìto gravi bombardamenti. Avrebbe avuto la sua parte un mese dopo la mia partenza, ma per il momento era ancora una città relativamente tranquilla. Io avevo ventun anni, e mi sentivo invulnerabile. Se perdo un arto – promisi a me stesso – a casa non ci torno. Ero un soldato con i capelli rossi e un temperamento combattivo che mi avrebbe cacciato in un mucchio di guai, ma ero fatto così.»
(Denis Avey nell'incipit di Auschwitz. Ero il numero 220543)
Denis Avey (Essex, 11 gennaio 1919 – Bakewell, 16 luglio 2015) è un ex militare, ingegnere e autore britannico
Nel libro Denis Avey racconta la sua vicenda di prigioniero di guerra in Africa e quindi di deportato in Polonia, dove è messo ai lavori forzati nel campo di lavoro di Monowitz (a 4 chilometri da Birkenau). Qui conobbe il prigioniero ebreo Ernst Lobethal (che sopravvissuto all'Olocausto ne ricorderà anch'egli l'amicizia nelle sue memorie rilasciate per gli archivi dello USC Shoah Foundation Institute). Avey racconta anche di essere riuscito a trascorrere alcuni giorni ad Auschwitz-Birkenau scambiandosi di abito con un deportato ebreo olandese di nome Hans. Di questa visita ad Auschwitz però non si hanno hanno riscontri oggettivi. Essa rimane una parte della sua testimonianza che non è stato possibile confermare dalla ricerca storica
mercoledì 22 gennaio 2020
La strana guerra delle Formiche - Hubert Nyssen
La strana guerra delle Formiche - Hubert Nyssen
Categoria: Narrativa
Categoria: Narrativa
In origine le formiche erano verdi e blu e vivevano tranquillamente. Per comunicare tra di loro si toccavano con le antenne. Un giorno Eloisa, una fata curiosa e pettegola, per scoprire i loro segreti dona loro la facoltà di esprimersi col linguaggio umano. Una volta scoperto il linguaggio, formiche blu e formiche verdi giocano con le parole, e si scambiano messaggi e idee. Ed ecco iniziati i problemi... Ben presto le frasi diventano taglienti e le parole diventano armi pericolose. Il finale lascia di che riflettere... Titolo originale: ''L'étrange guerre des fourmis'' (1996).
Editore: Motta Junior
Collana: BUS Biblioteca Universale Scolastica
Illustratore: Christine Le Boeuf
Traduttore: Sandra Magnolfi
Copertina: Brossura con bandelle
Pagine: 64
Dimensione: 10,5 x 17
Data di pubblicazione: 07/03/2012
ISBN: 9788882793753
"Le due armate si lanciarono una contro l'altra con odio, ben decise a
mozzarsi la testa a vicenda, come si usa nelle guerre tra formiche, e a
sbarazzare l'universo del colore avverso. Blu e Verdi erano di taglia
uguale e di forza identica: il combattimento fu lungo, terribile e senza
pietà. Proseguì per tutta la notte. La maggior parte delle formiche
morì nel corpo a corpo e le poche sopravvissute, mutilate, agonizzarono
fino all'alba. (...)
martedì 21 gennaio 2020
Le chiavi delle fate di Delfante Gabriella

Le chiavi delle fate
di Delfante Gabriella | Editore: Amrita
A volte non serve andare a cercare un’ispirazione, una guida o un consiglio presso chissà quale guru. A volte basta una fatina: che, con la sua grazia giocosa, ci suggerisca la qualità fondamentale sulla quale concentrarci e lavorare per rendere migliori noi stessi, le nostre relazioni con gli altri o, banalmente, le nostre giornate.
Queste 54 carte dalle deliziose illustrazioni ci offrono proprio questo:
un’ispirazione servita nella maniera più amichevole possibile.
In occasione del ventennale di questo gioco che da tempo ha conquistato il cuore dei lettori Amrita, l’autrice ha ampliato il numero delle carte, le ha interamente ridisegnate, e ha composto un libretto di accompagnamento in cui scopriamo com’è avvenuto il suo incontro con loro, e come siano nel tempo diventate uno strumento efficacissimo anche in scuole di arteterapia e percorsi di counseling.
54 carte rotonde in 4 colori + libretto di 120 pagine in 4 lingue
Indice
Indice del libretto contenuto nella confezione:
Preludio
L'incontro
Perchè le fate
La simbologia dei colori
Cosa "dicono"
Meditazione di accompagnamento
L'arte e l'art counselling
Scheda Tecnica
Editore Amrita
Data pubblicazione Gennaio 1995
Formato Tarocchi - Pag 54 carte rotonde - 7,5x7,5
ISBN 8896865417
EAN 9788896865415
Lo trovi in Libri: #Carte per la divinazione
MCR-NR 1370
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