Sarà presentato mercoledì 19 aprile 2023 alle ore 16:00 a Napoli, presso l’Aula Magna dell’Istituto ad Indirizzo Raro “Caselli” e Real Fabbrica di Capodimonte, Parco di Capodimonte – Napoli, il libro di Marina Albamonte d’Affermo “Giacomo Milani da Cesena alla Real Fabbrica di porcellana di Napoli”, edito da Guida editori.
Dialogheranno con l’autrice:
Valter Luca De Bartolomeis – dirigente Istituto Caselli e Real Fabbrica di Capodimonte
Diego Guida • editore
Maria Rosaria Di Leo – restauratore e conservatore
Il libro - Poche sono le notizie certe su Giacomo Milani, il Direttore della Galleria dei Pittori nella Real Fabbrica Ferdinandea della Porcellana di Napoli, dal 1780 al 1807, fino a quando questa non fu ceduta alla società privata Poulard-Prad, per poi cessare del tutto l’attività. Nonostante il ruolo fondamentale ricoperto nella Manifattura è difficile delinearne la figura artistica perché le uniche notizie certe, sino ad oggi, sulla sua attività, sono state quelle riportate alla fine dell’Ottocento da Camillo Minieri Riccio. Il ritrovamento di documenti presenti nel processetto matrimoniale conservato presso la Curia di Napoli e le ricerche negli archivi della Parrocchia di Sant’Anna di Palazzo, hanno portato alla luce i dati biografici e la formazione di questo artista che giunse a Napoli “senza più ripartirne”. L’attività nella Real Fabbrica, che si intreccia con la sua vita privata, rappresenta un episodio della Storia delle Arti Decorative che vale la pena di raccontare. Finalmente per Don Giacomo Milani sarà possibile una collocazione tra quegli artisti che hanno diffuso il gusto per l’Antico, per i costumi popolari e per le vedute del Regno di Napoli attraverso la novità delle sue idee decorative e la delicatezza delle sue raffigurazioni.
L’autrice - Marina Albamonte ha conseguito la laurea in “Storia delle Miniature e delle Arti Minori” presso l’Università Federico II di Napoli. Docente di Storia dell’Arte nei licei, affianca da sempre all’ insegnamento la ricerca in campo artistico prediligendo su tutte la pittura. Dal 2007 fa parte dell' Associazione Amici di Capodimonte ONLUS che opera al sostegno e alla valorizzazione dei Musei napoletani. Nel 2017 pubblica un saggio intitolato “Il Giallo di Van Gogh tra Arti Visive e Neuroscienze” nato dagli studi più recenti in Scienze e Tecniche Psicologiche sempre presso l’Università Federico II riguardanti la percezione del colore a livello neurale e la produzione da parte degli artisti di immagini pittoriche. Seppure impegnata nel moderno e nel contemporaneo, prosegue le ricerche nell'Antico e in quelle che soltanto per comodità di studio chiameremo Arti Minori.
Giovedì 12 gennaio 2023 alle ore 16.00, presso la BUN - Biblioteca Universitaria di Napoli - via G. Paladino, 39 - sarà presentato il nuovo libro di Ferruccio Diozzi
"L'innovazione in biblioteca", edito da Editrice Bibliografica (2022).
Interverranno:
- Maria Pia Cacace, Presidente Associazione Italiana Biblioteche, sez. Campania
- Raffaele De Magistris, già Direttore Biblioteca Universitaria di Napoli
- Chiara Migheli, Formatrice manageriale e coach trainer
Coordinerà gli interventi:
Maria Lucia Siragusa, Direttore Biblioteca Universitaria di Napoli
Sarà presente l’autore.
Il libro - Da concetto e metodo dotato di una sua propria caratterizzazione disciplinare all’interno della scienza organizzativa, l’innovazione ha assunto oggi una centralità assoluta nell’analisi della società, nell’agire politico, nella vita di tutti i giorni: promuoverla e realizzarla è diventata una priorità nel consorzio umano. Un contributo al concretizzarsi di fenomeni e processi innovativi proviene anche dalle biblioteche, organismi caratterizzati da capacità rilevanti nella gestione dei processi di cambiamento e dalla ricerca di nuovi approcci e di nuovi paradigmi che consentano loro di ri-affermarne la funzione nel contesto contemporaneo. Questo lavoro offre un inquadramento generale del concetto di innovazione, ricostruendone l’origine storico-culturale e le successive evoluzioni. Approfondisce inoltre approcci e metodologie correnti che la supportano e illustra casi specifici nel settore delle biblioteche, con una metodologia di analisi che consenta il continuo confronto con il contesto in evoluzione, evidenziando i punti di forza e le debolezze delle proposte innovative.
L’autore - Già responsabile del Centro documentazione del CIRA, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, da anni attivo nel campo della biblioteconomia e della scienza dell’informazione, Ferruccio Diozzi ha al suo attivo circa 250 pubblicazioni tra cui Il nuovo glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione e Come garantire la continuità operativa in biblioteca, entrambi per Editrice Bibliografica. È direttore di “AIB Notizie” e presidente dell’associazione “Amici di Città della Scienza”. L'innovazione in biblioteca
La Biblioteca - L'istituzione di una libreria fornita di una quantità bastante di libri di tutte le scienze e dotata di apposita regolamentazione – la prima in Italia – risale alla riforma degli studi universitari varata da Pedro Fernandez de Castro, conte di Lemos, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, sul modello dell'Università di Salamanca. Per la nuova sede dell'Ateneo - in quel momento alloggiato nel monastero di S. Domenico Maggiore - viene incaricato l'architetto Giulio Cesare Fontana che avvia la ristrutturazione della vecchia cavallerizza fuori porta Costantinopoli. Il Palazzo degli Studi (oggi sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) viene inaugurato, a lavori non ancora ultimati, il 14 giugno 1615 con un variopinto corteo di dignitari e accademici. La biblioteca, in base alla prammatica De Regimine Studiorum Civitatis Neapolis del 30 novembre 1616, gode del diritto di prelazione nella cessione di librerie private e di vendita dei doppi esemplari per ricavare i fondi necessari per i futuri incrementi. La gestione della libreria, aperta alla pubblica consultazione due ore la mattina e due la sera per comodo degli Scolari, viene demandata ad un Librajo molto intelligente ed esperto, incaricato dell'ordinamento e della sorveglianza dei volumi incatenati ne' banchi all'uso delle biblioteche rinascimentali. Carlo di Borbone, una volta asceso al trono di Napoli, dietro la sollecitazione degli Eletti della Città, ordina la ripresa dei lavori del Palazzo degli Studi; le misure adottate negli anni seguenti mirano a restituire al complesso universitario decoro e funzionalità fino al suo definitivo trasferimento nel 1777, sotto Ferdinando IV, all'interno del soppresso Collegio Massimo dei Gesuiti.
La soppressione di tutti gli ordini religiosi, decretata durante il governo di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, il cd. decennio francese (1805-1815), pone le concrete premesse per l’attivazione di un centro librario fruibile da un’utenza di livello universitario: tra il 1808 e il 1810 il Prefetto della Biblioteca, il fisico e naturalista Giuseppe Antonio Ruffa, incamera i libri provenienti dai monasteri di S. Lorenzo, di S. Maria degli Angeli, di S. Pietro Martire, della S. Maria della Sanità, dei SS. Apostoli, di S. Brigida, di S. Domenico Maggiore, secondo quanto stabilito dal decreto del 27 settembre 1808 firmato da Giuseppe Capecelatro, ministro degli Interni. Purtroppo l'erogazione dei finanziamenti e dei materiali, accatastati senz'ordine e senza alcuna inventariazione (e quindi di fatto inconsultabili), viene interrotta a favore del nuovo progetto di Gioacchino Murat che prevede la fondazione di una Biblioteca Municipale nell'antico monastero di Monteoliveto, detta Gioacchina perchè intitolata al sovrano francese; per essa si acquistano nel 1812 le raccolte del marchese Francesco Taccone e di Francesco Orlando, insigni bibliofili. La restaurazione dei Borbone nel 1815 segna il definitivo tramonto della Biblioteca Gioacchina e, al contrario, il rilancio di quella dei Regi Studi a cui viene destinato il grande salone al primo piano nell'ex Collegio Massimo e, inizialmente, tutto il patrimonio librario accumulato nella Biblioteca Gioacchina. Nel 1819, però, un editto reale obbliga la Biblioteca degli Studi a consegnare alla Biblioteca Reale tutti i libri di maggior pregio bibliografico. Nel 1822 l'Ateneo procede alla nomina del nuovo responsabile, il matematico Vincenzo Flauti (o Flaùti), a cui spetta il compito di impiantare una struttura moderna ed efficiente: si ordinano i materiali nelle scaffalature trasportate da Monteoliveto (oggi visibili nel Salone di Lettura), si avvia la stampa del catalogo per autori, si formula una idonea regolamentazione esemplata su quella della Reale. Nel gennaio 1827 la Biblioteca viene aperta al pubblico: l'avvenimento viene riportato dalla stampa ufficiale.
In occasione dei lavori del VII Congresso degli Scienziati del 1845, il rettore dell'Università Michele Tenore, botanico di fama internazionale, dota la Biblioteca di un fondo speciale per l'abbonamento a giornali e periodici scientifici italiani e stranieri, aggiornando così il suo patrimonio bibliografico. All'indomani dell'Unità, l'Universitaria di Napoli entra nel novero delle biblioteche governative di prima classe, ossia le 13 biblioteche di carattere generale con trattamento economico più elevato, sia per la dotazione necessaria all'acquisto dei libri che per la classificazione e la retribuzione dei dipendenti, rispetto a quelle di seconda classe, di carattere speciale (Regio Decreto 25 novembre 1869, n. 5368, art. 3-5). Alla carica di direttore si succedono famosi bibliotecari e studiosi: Carlo Neri (1861), Tommaso Gar (1863), Giulio Minervini (1867-1886). Sono gli anni in cui la Biblioteca assume una particolare fisionomia culturale registrando un notevole incremento dei volumi sia per l'acquisizione di fondi librari delle corporazioni religiose soppresse nel 1861, sia per spontanee donazioni di docenti, ma soprattutto per un progressivo aumento della dotazione finanziaria che consente l'acquisto di importanti collezioni. La Biblioteca si arricchisce delle raccolte di Filippo e Carlo Cassola (chimica), di Francesco Briganti (scienze naturali), di Paolo Panceri (zoologia e anatomia comparata, 1874), di Oronzo Gabriele Costa (paleontologia), di Celestino Cavedoni (filologia e archeologia, 1865). Particolarmente rilevanti anche la collezione dantesca donata, nel 1872, da Alfonso della Valle di Casanova, ricca di antiche e pregevoli edizioni; la libreria di Vittorio Imbriani, di prevalente interesse letterario e linguistico, donata dalla vedova Gigia Rosnati Imbriani nel 1891; la cospicua raccolta di opere e opuscoli a carattere giuridico e letterario offerta, negli ultimi dell'Ottocento, da Domenico De Pilla (1896) e Domenico Viti (1898). Alla direzione del matematico Dino Padelletti (1887), a cui si deve il riordino dei periodici, degli incunaboli e delle aldine con la compilazione di cataloghi speciali, succedono quella di Alessandro Moroni (1888-1895) con il quale collabora Salvatore Di Giacomo (1894-1898), Giuseppe Fumagalli (1895-1897), Emidio Martini (fino al 1900), Alfonso Miola (fino al 1912), Mariano Fava (1913-1922), Gaetano Burgada (1923-1925), Giuseppe d'Elia (fino al 1929) e Giovanni Bresciano fino al 1933. Tra fine Ottocento ed inzi Novecento vengono acquisite le donazioni Padelletti (matematica, 1892), Battaglini (matematica, 1907) e Aievoli (medicina) che rafforzano quell'identità scientifica conferita alla Biblioteca fin dalla direzione del Flauti.
Nel 1936 divenne direttrice Maria Giuseppina Castellano Lanzara che innanzitutto si adoperò per la riapertura al pubblico della Biblioteca (dicembre 1937), seriamente danneggiata dal terremoto del 1930. La Castellano Lanzara mostrò il suo grande impegno morale e civile soprattutto negli anni della guerra quando, insieme a pochissimi impiegati, mantenne sempre aperta la Biblioteca, impedì che fosse occupata dalle truppe alleate e mise in salvo le collezioni più preziose. Questo materiale, trasportato su camion in ricoveri ritenuti sicuri (l’Abbazia di Monteverginee di Mercogliano, il convento dei Frati Minori di San Francesco a Minturno), era vigilato durante i viaggi dalla stessa direttrice e da alcuni collaboratori, incuranti del pericolo di possibili bombardamenti. Purtroppo alla fine del conflitto circa 700 opere tra quelle ricoverate a Minturno (pregevoli cinquecentine, bodoniane e volumi della raccolta dantesca Casanova) risultarono disperse. Nel dopoguerra la Castellano Lanzara organizzò importanti mostre bibliografiche: la prima nel 1948, in occasione del bicentenario degli Scavi di Pompei, sulla bibliografia pompeiana e sulla stamperia reale di Napoli visitata anche da Benedetto Croce; la seconda, in occasione del XIV congresso di anatomia, tenutosi a Napoli nel 1952, sulle opere di anatomia. Tra il 1957 e il 1964 fece iniziare e seguì i lavori di ampliamento di alcuni locali e di consolidamento statico dell’intero edificio; nel 1965 andò in pensione, proseguendo i suoi studi sul ruolo delle biblioteche e la sua attività di bibliotecaria nell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB).
Tra il 2019 e 2020 la Biblioteca Universitaria ha voluto celebrare la sua straordinaria direttrice attraverso varie iniziative: l’intitolazione del Salone monumentale di lettura, una visita guidata teatralizzata in cui rivestiva il ruolo del personaggio centrale, la costituzione del Fondo Castellano Lanzara (grazie alla donazione del suo prezioso archivio da parte della famiglia) e l’intitolazione di uno slargo nella zona universitaria. Nel 2018, dopo 11 anni di lavori di ristrutturazione, la Biblioteca si è rappropriata di tutti i suoi spazi, coniugando armonicamente la monumentalità della sede storica con la modernità dei servizi. Finalmente è di nuovo visibile la bellezza della sua facciata, del Cortile delle Statue e del Loggiato Monumentale. Ma non solo: nei magazzini sono riaffiorati alcuni resti archeologici relativi alla prima chiesa edificata dai Gesuiti nel Cinquecento. Tanta ricchezza e bellezza è a disposizione di tutti: la Biblioteca si adopera quotidianamente affinché la cultura sia facilmente accessibilee i suoi spazi siano accoglienti, un luogo piacevole di incontro e di crescita sociale. Si cerca di rispondere alle esigenze e agli interessi di un pubblico ampio e diversificato(studenti, ricercatori, scolaresche, appassionati, turisti), attraverso i servizi base - sempre più fruibili anche da remoto - il sito web e i canali social - che sono costantemente aggiornati – ed iniziative culturali non solo di carattere scientifico - come mostre, convegni, presentazioni di libri, seminari - ma anche divulgativo e ricreativo: visite guidate, visite teatralizzate, concerti. Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN)
Esce in libreria “Comunicazione per Sindaci. Strategie per la corsa al Comune!”, il nuovo libro a firma di Pasquale Incarnato, spin doctor e consulente di marketing politico, e Roberta Baiano, scrittrice, osservatrice e appassionata di politica.
Un manuale che nasce da un’esigenza: offrire una guida chiara, quanto più completa possibile e, in special modo, accessibile a tutti i candidati che si accingono ad affrontare una campagna elettorale per l’elezione a sindaco, sia essa da tenersi in un piccolo comune o in una grande città.
Come si legge già nelle prime pagine del libro, “una campagna elettorale non si improvvisa”, e oggi, ancora più di ieri, “non basta avere buone idee, non basta essere determinati, non basta nemmeno avere un programma eccellente se poi non si sa come comunicarlo e farlo arrivare alle persone giuste”.
Con un linguaggio diretto, ironico e senza fronzoli, gli autori accompagnano il lettore in un vero e proprio viaggio nella costruzione di una campagna efficace, fatta di strumenti concreti, strategie moderne e visione politica.
Il volume affronta tutte le fasi della preparazione: dalla definizione dell’identità politica alla gestione del budget, dalla costruzione del team alla comunicazione online e offline, fino alle relazioni con la stampa e con il territorio.
Pur trattandosi di un manuale, il testo non perde mai di vista la dimensione più umana e autentica della politica.
Il filo conduttore che accompagna ogni capitolo è la convinzione che il consenso non si costruisca solo con strumenti e strategie, ma anche – e soprattutto – con la capacità di generare fiducia, ascoltare, restare coerenti e presenti.
“Comunicazione per Sindaci” non è solo una guida per vincere un’elezione, ma anche una riflessione sul ruolo della comunicazione nella gestione amministrativa quotidiana.
Perché la comunicazione non finisce con la campagna, anzi, diventa uno strumento essenziale per governare, per restare in contatto con i cittadini e per rafforzare quel rapporto di fiducia costruito nel tempo.
Il volume, impreziosito da esempi concreti, aneddoti politici, riferimenti storici e culturali – da Sun Tzu a Edward Bernays – si presenta come una lettura quasi obbligata per chiunque voglia candidarsi con serietà e consapevolezza e non solo, e si conclude con un invito chiaro: “la politica non finisce con uno scrutinio. Se senti che questo è davvero il tuo cammino, sappi che ogni vittoria è solo il primo passo di una sfida ancora più grande”. Comunicato Stampa
Finalmente una leggenda del jazz si racconta. Chet Baker – musicista, eroinomane, pioniere del cool jazz della West Coast – è sempre stato una figura tanto venerata e affascinante quanto misteriosa. Fino a oggi. In queste memorie, scoperte a dieci anni dalla morte, possiamo ascoltare una volta per tutte la sua vera voce. Baker dominò la scena del jazz negli anni Cinquanta, lavorando a stretto contatto con musicisti del calibro di Charlie Parker e Stan Kenton. Tuttavia, nel decennio successivo, si trovò risucchiato in una spirale sempre crescente di eroina, cocaina e droghe chimiche. Dentro e fuori dal carcere, passando di relazione in relazione, da una parte all’altra dell’Atlantico, in cerca di una sorta di redenzione – questo è il suo memoriale. Qui, insieme alle reminescenze della sua infanzia si susseguono le storie di donne, i ricordi da galeotto, la dipendenza raccontata con il gergo del tossico e – naturalmente – le mille esperienze nel mondo del jazz: in tutto l’arco della sua vita, infatti, Baker è sempre tornato a rifugiarsi nel conforto con la musica portava con sé, sotto l’ala accogliente delle placide note della sua tromba e dei sussurri sommessi della sua voce. Fino a questa preziosissima testimonianza autobiografica, le sue registrazioni erano tutto quello che avevamo. Ora Chet Baker ci lascia entrare nel suo mondo, oltre la musica, fino a raggiungere la sua anima. www.minimumfax.com
Le memorie di Chet Baker: l’unica testimonianza scritta che ci abbia lasciato il grande trombettista jazz. Questi preziosi testi, scoperti a dieci anni dalla sua morte misteriosa, ci permettono di «ascoltare» la vita di Chet in presa diretta, narrata dalla sua vera voce. I ricordi d’infanzia, i vividi e complicati rapporti d’amore, la dolorosa esperienza del carcere e delle droghe e infine – naturalmente – le mille luci e ombre del mondo del jazz. Durante tutta la sua vita – dalle collaborazioni con Stan Getz, Charlie Parker e Gerry Mulligan fino alla consacrazione come solista – Chet Baker torna sempre infatti a rifugiarsi nel conforto che la musica gli offriva, sotto le ali accoglienti delle note della sua tromba e della sua voce inconfondibile.Contenuti extra: Enrico Rava e Paolo Fresu raccontano il «loro» Chet Baker
Paese che vai, proverbio che trovi? Eppure i motti che tornano tanto spesso nel nostro parlare sono presenti in tutta Europa, dalla penisola iberica agli Urali. E in questa grande summa che raccoglie 2286 tra proverbi, motti e citazioni, Renzo Tosi traccia una mappa dell’incredibile ramificazione culturale che la tradizione antica ha subito attraverso le massime. Dalla cultura greco-latina alla tradizione cristiana, dagli autori del Medioevo a quelli del Rinascimento, seguiamo questa evoluzione attraverso il commento che accompagna ogni sentenza, e che, come un filo rosso, permette al lettore di scoprirne finalmente le origini, i significati e la trasmissione. Una storia delle idee, che ci permette di imparare quanto il nostro patrimonio di immagini deve alla cultura classica. Con l’aggiunta di nuove voci e di un corposo apparato di indici, che consente di orientarsi facilmente nella raccolta, questo testo non è solo un prezioso repertorio organizzato con coerenza tematica, ma anche uno strumento spesso sorprendente per riscoprire in modo inedito le radici della nostra identità culturale.
Una nuova edizione rinnovata e ampliata con oltre 400 nuove voci. Oltre 2286 sentenze, proverbi, citazioni e allusioni letterarie in lingua latina e greca usate e note anche al giorno d'oggi. Un'opera di storia delle idee che dimostra quanto sia profonda la presenza della cultura classica nel mondo d'oggi
«A ogni voce ci divertiamo, impariamo, riflettiamo, e scopriamo ciò che dobbiamo a Omero, Esiodo o a Sant'Agostino, quel che ci arriva da Aristofane o dai Vangeli. E le sorprese non sono poche» - Le monde
Renzo Tosi è professore ordinario di Filologia e Letteratura Greca e Latina presso l’Università di Bologna. I suoi principali interessi riguardano l’esegesi antica, la tradizione indiretta dei classici e i proverbi, dei quali ha cercato di tracciare la storia nella cultura
Il Comitato scientifico del #PremioStregaRagazzeeRagazzi – composto da Martino Negri, Ilaria Tagliaferri e Virginia Tonfoni – ha scelto tra i 42 libri proposti dagli editori la terna finalista del premio #Narrazioneperimmagini, assegnando anche una menzione speciale.
Ecco i titoli selezionati:
• Ole Könnecke e Nikolaus Heidelbach, «Niente draghi per Celeste», tradotto da Chiara Belliti (Beisler).
• Beatrice Masini, «Bambini e giardini», illustrato da Francesca Ballarini (Timpetill).
• Cristiana Pezzetta e Sylvie Bello, «La bambina e l’orsa» (Topipittori).
La menzione speciale è stata assegnata a:
• Neil Packer, «La parabola del panificio indipendente», tradotto da Sara Saorin (Camelozampa).
L’opera vincitrice di questa categoria verrà annunciata a Bologna Children’s Book Fair 2025, il 2 aprile alle ore 14.30, presso il Caffè degli Illustratori.
L’elenco completo dei libri proposti è disponibile sul nostro sito.
Sono 170 i libri che hanno partecipato alla prima fase di selezione del #PremioStregaPoesia, giunto quest’anno alla terza edizione.
📖 Tra questi, il Comitato scientifico del Premio ha annunciato, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia a Book Pride, ha selezionato le dodici opere che accedono alla selezione della cinquina finalista.
La liposuzione (letteralmente: suzione dei lipidi) è una tecnica chirurgica che consiste nell'asportazione di parte del tessuto adiposo sottocutaneo attraverso una cannula aspiratrice. Si tratta di uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti. Si applica in molti casi per ridurre problemi di adiposità localizzate: lipedema, cellulite, ma anche per trattare il lipoma. La liposuzione viene spesso utilizzata in aggiunta ad altri interventi di chirurgia estetica (ad es. addominoplastica), riduzione del seno, ecc. per migliorare i risultati.
Storia
Anche se il primo che ipotizzò e realizzò la procedura di asportazione del tessuto adiposo tramite un lungo cucchiaio inserito sotto pelle fu il medico tedesco Schrudde, seguito poi da Kesselring e Meyer, la tecnica della Liposuzione venne inventata in Italia nel 1974 e poi pubblicata sul "Bullettin of International Academy of Cosmetic Surgery" nel 1976 dal dottor Arpad Fischer e dal dottor Giorgio Fischer per finalità estetiche, dopodiché negli anni successivi il dottor Pierre Fournier e il dottor Yves Gerard Illouz contribuirono nel divulgarla nel 1977. Inizialmente gli effetti collaterali riscontrati dai medici tedeschi erano gravi e si pensava che la tecnica non avesse futuro: ematoma, necrosi della cute e linforragia. Poi, grazie al dottor Arpad Fischer e al dottor Giorgio Fischer la tecnica venne rivoluzionata e tuttora utilizzata in tutto il mondo.
Non esistono criteri per cui i pazienti vengono scelti, generalmente i risultati migliori si hanno quando la persona ha meno di 40 anni. La maggioranza sono di sesso femminile. Occorre un'anamnesi relativa a ciò che il paziente desidera e si aspetta dall'operazione.
La liposuzione consente di eliminare porzioni di grasso tramite aspirazione, con piccole incisioni di alcuni mm a cui segue l'inserimento sottocutaneo nel tessuto di cannule. Per quanto riguarda la grandezza del diametro delle cannule sono state utilizzate di varie forme. L'aspirazione può avvenire con diversi strumenti: aspiratore, siringa semplice da azionare manualmente. L'intervento viene eseguito in day hospital, in anestesia locale nel caso vengano aspirate poche decine di ml, oppure totale. Alcune morti per questo tipo d'intervento negli anni passati sono avvenute per embolia polmonare. La quantità di grasso asportata cambia a seconda dei casi. Si parla di steataferesi quando si viene a superare i 10 litri; in tali casi occorre seguire la persona anche i 2-3 giorni successivi all'intervento.it.wikipedia.org
«Mi piace tanto la poesia e, quando mi è possibile, continuo a leggerla. La poesia è piena di metafore. Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libertà interiore.» Papa Francesco
In questo volume per la prima volta sono raccolti testi e discorsi di papa Francesco su poesia e letteratura: encicliche ed esortazioni apostoliche, ma anche prefazioni, interviste e lettere personali. Il curatore del volume, p. Antonio Spadaro, in un suo ampio saggio, fornisce le decisive chiavi di lettura per comprendere l’intelligenza letteraria del Pontefice, delineando il vasto panorama degli autori che hanno costellato la sua formazione. Svela, inoltre, aspetti inediti della sua passione per la letteratura intervistando un suo alunno al Liceo di Santa Fe, in Argentina.
Papa Francesco ha voluto ringraziare il curatore di questo volume, unico nel suo genere, con un biglietto autografo nel quale, tra l’altro, esprime il desiderio che la poesia salga in cattedra in tutte le Istituzioni accademiche pontificie.
Viva la poesia! (Edizioni Ares - pp. 224, euro 18,50) raccoglie per la prima volta tutti gli scritti di Papa Francesco su poesia e letteratura firmati durante il suo pontificato. Il curatore del volume, p. Antonio Spadaro, fornisce le decisive chiavi di lettura per comprendere l’intelligenza letteraria del Pontefice, delineando il vasto panorama degli autori che hanno costellato la sua formazione, da Dante a Dostoevskij, da Virgilio a Borges, passando per Hölderlin, Tolkien e tanti altri. Il libro contiene un chirografo inedito del Papa, indirizzato a p. Spadaro, utilizzato anche per la grafica della copertina. Il libro si chiude con un’illuminante intervista con uno degli alunni di Lettere del Liceo nel quale Jorge Mario Bergoglio insegnava quando ancora non era sacerdote.
Il curatore, Antonio Spadaro, (Messina, 1966), gesuita, teologo e critico letterario, è sottosegretario del Dicastero per la cultura e l’educazione. È stato a lungo direttore della rivista “La Civiltà Cattolica” e ha condotto la prima intervista a Papa Francesco (La mia porta è sempre aperta, 2013).
Presentazione del libro di Papa Francesco "Viva la poesia!", Edizioni Ares, presso il Salone del Commendatore dell'ASL Roma 1 a Borgo Santo Spirito, nella Giornata Mondiale della Poesia, 21 marzo 2025. Relatori: il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il curatore del libro, padre Antonio Spadaro, la poetessa Maria Grazia Calandrone. Moderazione del direttore dell'Osservare Romano, Andrea Monda.
«Le parole sono un fondamentale pezzo di mondo: a ogni parola in più che impariamo, il nostro mondo diventa un po' piú grande. Ogni nuova parola è una scoperta. Ogni nuova parola è una conquista. Ogni nuova parola è un passo nella strada che porta alla consapevolezza».
Un saggio narrativo che spariglia le carte e ci fa cambiare sguardo sulla nostra lingua, accompagnandoci all'interno di un'aula scolastica dove l'ora di italiano diventa il momento più entusiasmante di tutta la giornata. Perché, come ci rivelerà pagina dopo pagina Giuseppe Antonelli, la grammatica non è affatto noiosa, polverosa o dogmatica. La grammatica è glamour.
Cosa succede se il nuovo insegnante d’italiano è uno strano tipo tutto azzimato che ogni giorno se ne inventa una nuova? Appende cartelli, disegna cartine, improvvisa quiz, apparecchia la cattedra con un servizio da tè. Spiega la grammatica come una partita a scacchi, scrive alla lavagna formule etimologiche e le risolve a mo’ di enigmi, trasforma le parole in racconti pieni di colpi di scena. Le incrocia, le manipola, le inventa, le traduce in suoni e colori, sapori e profumi. Insieme ai classici della letteratura, cita canzoni, fumetti, film e non smette mai di dialogare con tutti gli studenti: ascolta, commenta, ribatte, scherza, incoraggia. Un imprevedibile prof che ogni tanto si mette qualcosa in equilibrio sulla testa e rimane immobile finché non ritorna il silenzio; non dà mai voti e in pagella scrive solo consigli in forma di sonetto. Succede che imparare la lingua, le sue regole, la sua storia diventa un’avventura affascinante. La grammatica, in fondo, è solo l’arte di dire le cose nel modo giusto al momento giusto. E allora ecco l’Accademia d’arte grammatica: una società segreta in cui ragazzi e ragazze s’incontrano fuori da scuola per divertirsi a giocare con la lingua italiana. Succede che un’esperienza cosí può cambiarti la vita. E in effetti, alla persona che racconta questa storia – a distanza di anni, con immutata emozione e un po’ di nostalgia – la vita l’ha cambiata. www.einaudi.it
2025
Super ET Opera viva
pp. 208
€ 15,50
ISBN 9788806256852
Giuseppe Antonelli è professore ordinario di Storia della lingua italiana all'Università di Pavia, dove presiede il «Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei » e dirige il Multi - Museo multimediale della lingua italiana (www.multi.unipv.it); collabora agli inserti «7» e «la Lettura» del «Corriere della Sera» e racconta storie di parole su Rai Tre. Con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell'italiano scritto in sei volumi (Carocci, 2014-21) e con Emiliano Picchiorri e Leonardo Rossi è autore di grammatiche per le scuole medie (La lingua in cui viviamo, Mondadori scuola, 2024) e per il biennio delle superiori (La cura delle parole, Einaudi scuola, 2023; L'italiano dal vivo, Einaudi scuola, 2024). Tra i suoi ultimi titoli: Il museo della lingua italiana (Mondadori, 2018), Il Dante di tutti. Un'icona pop (Einaudi, 2022), la curatela del volume La vita delle parole. Il lessico dell'italiano tra storia e società (il Mulino, 2023) e Il mago delle parole (Einaudi, 2025).
Ritorna in libreria Achille Aveta che con Sergio Pollina, Michele Sabino e Carlo Pimo pubblica con la Giannini Editore il libro “Profili di marginalità sociale: il caso dei testimoni di Geova”. L’autore Achille Aveta ha pubblicato nel 2021 il volume “Totalitarismo Mitigato”.
Il libro propone uno studio diacronico del movimento religioso dei Testimoni di Geova; lo studio è affrontato da differenti prospettive: sociologica, storica e giuridica. Dal punto di vista sociologico, il testo indaga il tema della marginalità sociale e ne esamina le implicazioni con riferimento all’appar-tenenza al gruppo religioso discusso. Dal punto di vista storico, propone una riflessione sulle origini americane del gruppo studiato e, per quanto riguarda la sua diffusione in Italia, offre ai lettori una panoramica sul fenomeno del dissenso sviluppatosi nell’ultimo quarantennio. Dal punto di vista giuridico, il volume presenta un’originale proposta per inquadrare nel nostro ordinamento giuridico la prassi di isolamento sociale, sistematicamente promossa dai vertici dei Testimoni di Geova.
Achille Aveta, napoletano, giornalista e saggista napoletano, da anni è noto per i suoi documentati studi, pubblicati da Giannini Editore, LEV, D. Flaccovio Palermo, ED Napoli e Roma; traduttore dall’inglese per ED Roma e Bologna, ESD Bologna.
Sergio Pollina, catanese conferenziere e saggista, ha pubblicato sul tema della religiosità alternativa in italiano per Ed. San Paolo, LEV e in spagnolo per Ed. San Paolo; traduttore dall’inglese per ED Roma ed ESD Bologna.
Michele Sabino, piemontese avvocato con particolare competenza in diritto ecclesiastico.
Carlo Pimo trentino, è un ricercatore indipendente.
Il Meridiano dedicato a Mario Luzi comprende tutte le raccolte poetiche e un consistente numero di inediti. L’apparato critico – oltre a registrare le varianti dei testi a stampa – offre numerose informazioni sulla genesi dei testi e sulle loro ascendenze letterarie. La cronologia è ricca di documenti epistolari inediti tra Luzi e i più grandi poeti e intellettuali del Novecento.
Introduzione. Cronologia. Nota all’edizione. Il giusto della vita (La barca. Avvento notturno. Un brindisi. Quaderno gotico. Poesie sparse. Primizie del deserto. Onore del vero). Nell’opera del mondo (Dal fondo delle campagne. Nel magma. Su fondamenti invisibili. Al fuoco della controversia). Frasi nella luce nascente (Per il battesimo dei nostri frammenti. Frasi e incisi di un canto salutare. Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini. Un mazzo di rose). APPENDICE: Perse e brade. Semiserie ovvero versi per posta. Sia detto. Torre delle ore. a Bellariva: Colloqui con Mario. Apparato critico. Bibliografia. Indice dei titoli e dei capoversi.
Mario Luzi è nato a Castello, nei pressi di Firenze, nel 1914. Ha iniziato giovanissimo la sua attività letteraria, collaborando già negli anni Trenta a importanti riviste come "Solaria", "Frontespizio", "Letteratura", ed ha esordito come poeta nel 1935 con la raccolta La barca (Guanda). È la figura centrale dell'ermetismo fiorentino. Si è laureato nel 1936 su François Mauriac, dedicandosi poi all'insegnamento, prima nei licei e poi all'università come docente di letteratura francese. Ha pubblicato numerosi libri di poesia, saggi, traduzioni. Ha scritto per il teatro. Ha vinto i più importanti premi di poesia nazionali. I suoi versi sono tradotti nei maggiori paesi. . www.einaudibologna.it