A Costantinopoli, la notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l’élite armena della città. In un mese un migliaio di intellettuali armeni fu deportato verso l’interno dell’Anatolia e massacrato lungo il percorso. Si stima che 1.200.000 persone morirono nelle marce della morte, per fame, per sfinimento, malattia o per mano di sadici soldati turchi. Talat Pascià, all’epoca Ministro degli Interni in Turchia, minimizzò l’eccidio, denunciando uno sparuto numero di 300.000 morti. Fu questo il primo genocidio del secolo XX, quasi una prova generale di quello che i nazisti avrebbero effettuato durante la seconda guerra mondiale. Non è un caso - anzi, è un’oscura e profetica minaccia - che i tedeschi fossero alleati della Turchia contro la Russia. E che la motivazione ufficiale per gli arresti degli armeni fossero le loro presunte trame a fianco della Russia. Il 24 aprile è diventata la data per la commemorazione di questo genocidio, tuttora non riconosciuto dalla Turchia. Paradossalmente, mentre una legge in Francia punisce chi lo nega, una legge in Turchia punisce chi ne parla - ne ha fatto le spese lo scrittore Ohran Pamuk, peraltro ricompensato dal conferimento del Nobel su cui ha indubbiamente influito il suo atteggiamento in sostegno degli armeni
PST: ParoleSenzaTempo
Raccontare il Tempo, attraverso storie, parole, esperienze e idee.
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mercoledì 30 settembre 2026
Chris Bohjalian - Le ragazze del castello di sabbia
sabato 29 agosto 2026
Brusciano “La Casetta dei libri” per attivare sul territorio il bookcrossing.
Ieri sera, nella cornice della 151 edizione della Festa dei gigli di Brusciano, è stata inaugurata “La Casetta dei libri” donata dal Gruppo” Sorsi di Lettura” all’Associazione “La Casa di Pat” per attivare sul territorio il bookcrossing.
Installare una casetta dei libri in un piccolo paese come Brusciano significa molto più che creare un semplice punto di scambio di volumi. La casetta darà vita a uno spazio aperto a tutti, accessibile e gratuito, dove i libri possono circolare, incontrare nuovi lettori e diventare occasione di condivisione. Come sosteneva un grande studioso di Educazione alla lettura, Aidan Chambers, per incentivare la lettura occorre creare anche una vicinanza fisica con i libri.
In una realtà piccola, dove le relazioni umane hanno ancora un valore particolarmente forte, e lo dimostrano tutti i giorni le persone attive in Associazione e nel Gruppo, e in altre realtà, una casetta dei libri può trasformarsi in un vero e proprio luogo di comunità. Chiunque può prendere un libro, lasciarne un altro, fermarsi a curiosare tra i titoli o semplicemente sapere che, nel cuore del paese, in un luogo simbolo per la nostra comunità, esiste uno spazio dedicato alla cultura e alla lettura. È un gesto semplice, ma capace di trasmettere un messaggio importante: i libri appartengono a tutti e la cultura può essere condivisa senza barriere.
Ancora più significativo è il fatto che questa casetta sia stata donata da un gruppo di lettura del territorio, che Francesco Guarino si sia impegnato a farla realizzare. Il Gruppo non si limita, infatti, a leggere e commentare libri insieme: attraverso questo gesto dimostra concretamente che la passione per la lettura può diventare un bene comune. Il Gruppo è una entità viva che consente che il nostro paese sia conosciuto da altri lettori di altri luoghi , da scrittori e personaggi del mondo dei libri.
La donazione rappresenta un modo per restituire al paese qualcosa di ciò che la lettura ha saputo offrire ai membri del Gruppo, trasformando un’esperienza personale e collettiva in un’opportunità per tutta la comunità.
La casetta dei libri diventa così il simbolo di una cultura che non rimane chiusa in una stanza, tra le pagine, ma esce dagli scaffali, dalle case e dalle biblioteche per incontrare le persone. Può avvicinare alla lettura chi legge abitualmente, incuriosire chi legge poco e offrire ai più giovani un primo contatto spontaneo con i libri.
Il valore di questa iniziativa sta anche nel suo significato civile. Donare qualcosa al proprio territorio significa prendersene cura, contribuire a renderlo più vivo e rafforzare il senso di appartenenza. Questa non è la casetta della La Casa di Pat, o del Gruppo, è un bene comune di cui ognuno deve farsi garante e tutelarlo con cura e rispetto.
Il Gruppo di lettura, con la sua scelta, dimostra che anche un piccolo gesto può generare partecipazione e lasciare un segno duraturo.
La casetta dei libri, dunque, non è soltanto una piccola struttura dove scambiare libri: è un invito a incontrarsi, a condividere, a scoprire e a coltivare la curiosità. È un dono al paese, ma anche un invito rivolto a tutti a continuare a donare, attraverso l’esempio quotidiano, i libri, il tempo, le idee, le emozioni e le possibilità.
All’inaugurazione ha partecipato una delegazione comunale rappresentata dalla consigliera Enza Lucrezio che si è prodigata per l’istallazione della Casetta con impegno e perseveranza.
Chi legge, resiste!
venerdì 31 luglio 2026
“𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐞𝐥𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞”: 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐫𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐚 𝐭𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐝 𝐀𝐠𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢
- Relaziona Rosa Maria Agostino
- con il contributo di Iole Chiagano.
- Modera e dialoga con l’autrice Maria Vita Della Monica.
- Gli interventi musicali saranno curati da Vito e Gianluca Mercurio.
lunedì 29 giugno 2026
Il Terebinto Edizioni pubblica il nuovo numero di “Riscontri. Rivista di cultura e di attualità”
“Riscontri” guarda alle origini dell’universo: nel nuovo numero il viaggio di Michele Zarrella tra Big Bang, vuoto quantistico e nascita della materia
La rivista di cultura e attualità edita da Il Terebinto Edizioni dedica il focus al racconto scientifico delle origini, accanto a studi letterari su Alfonso Gatto, Montale, Hafez, Paola Lucarini e Pirandello
Il Terebinto Edizioni pubblica il nuovo numero di “Riscontri. Rivista di cultura e di attualità”, Anno XLVIII, N. 1, Gennaio-Aprile 2026, con il dossier centrale “Il racconto delle origini. Come nasce un universo” di Michele Zarrella. Il fascicolo, 156 pagine, euro 18,00, ISBN 9791282122252, è già disponibile in libreria.
Un viaggio tra scienza e grandi domande dell’umanità
Al centro del numero si impone il contributo di Michele Zarrella, che accompagna il lettore in un percorso chiaro e appassionante tra cosmologia, fisica delle particelle e interrogativi fondamentali sull’origine dell’universo. Dal bisogno antico di spiegare “da dove veniamo” alla teoria del Big Bang, dalla radiazione cosmica di fondo agli esperimenti del CERN, il dossier mostra come lo studio dell’immensamente grande e dell’immensamente piccolo converga in una stessa narrazione: il vuoto quantistico, il bosone di Higgs, la formazione della materia, delle stelle, dei pianeti e infine della vita.
Una rivista che unisce memoria culturale e attualità
Il fascicolo si apre con l’omaggio a Mario Gabriele Giordano, fondatore di “Riscontri”, studioso e critico letterario scomparso nel 2025, che ha diretto la rivista per circa quarant’anni prima del passaggio alla direzione di Ettore Barra. L’editoriale di Barra, “Il cittadino immobile. Breve storia di una libertà sorvegliata”, riflette sulle trasformazioni della libertà di movimento nel nostro tempo, tra sicurezza, emergenze sanitarie, crisi energetiche e transizione ecologica.
Letteratura, poesia e critica nel segno di “Riscontri”
Accanto al focus scientifico, il numero conferma la vocazione interdisciplinare della rivista. Tra gli studi e contributi figurano saggi su Alfonso Gatto, Carlo Muscetta, Mario Gabriele Giordano e un inedito di Montale, sulla poesia di Corrado Calabrò, sul “male di vivere”, su Hafez, sul diario come forma letteraria nel Cinquecento, sul percorso dantesco di Paola Lucarini, sull’opera dell’arpista Tiziana Tamasi, su Antonio Spagnuolo e su Pirandello.
«Con questo numero – sottolinea il direttore, Ettore Barra – “Riscontri” conferma la propria identità: una rivista capace di attraversare i saperi, mettendo in dialogo scienza, letteratura, filosofia e attualità. Il dossier di Michele Zarrella offre al lettore una narrazione rigorosa e accessibile delle origini dell’universo, mentre gli altri contributi restituiscono profondità alla memoria culturale italiana e meridionale».
venerdì 26 giugno 2026
Striano | La presentazione del libro “Benessere digitale” di Paolo Siani
Nuovo appuntamento con l’ultimo saggio di Paolo Siani, la prossima presentazione del libro “Benessere digitale” si terrà martedì 30 giugno alle ore 19 presso Interno Cafè, Galleria Commerciale Falco via Risorgimento, Striano. Il saggio è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. L’opera ha la prefazione di Armando Cozzuto e il contributo di Isabella Continisio, Gilda Crispino, Virginia Mirra e Margherita Rosa.
- Dopo i saluti di Aristide Rendina segretario cittadino del Partito Democratico,
- dialoga con l’autore Francesco Gravetti giornalista de Il Mattino,
- Isabella Continisio psicologa.
Paolo Siani è pediatra e già primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.
giovedì 18 giugno 2026
Anna Abbate - “Da Apicio a… Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne”,
Sabato 20 giugno alle ore 17 presso il Polo Culturale Palazzo Toledo di Pozzuoli, si terrà la presentazione del volume “Da Apicio a… Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne”, di Anna Abbate (Valtrend Editore, collana ArcheoCucina). L’iniziativa si inserisce nel programma della rassegna culturale “Pagine Libere”, dedicata alla promozione della lettura e alla valorizzazione del patrimonio librario e territoriale. Il libro propone un percorso di approfondimento sulle origini e sull’evoluzione della tradizione gastronomica napoletana e mediterranea, mettendo in relazione pratiche alimentari antiche e preparazioni ancora presenti nella cucina contemporanea. Attraverso un’analisi che intreccia storia, cultura materiale e ricette, il volume evidenzia il ruolo del cibo come elemento di continuità identitaria nel corso dei secoli.
Particolare attenzione è dedicata alle tecniche di conservazione e alle preparazioni che affondano le proprie radici nella cultura gastronomica dell’antichità classica, offrendo una lettura della cucina come testimonianza storica e sociale.
Alla presentazione interverranno Mariasole La Rana, assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli, e Floriana Schiano Moriello, giornalista specializzata in enogastronomia e promozione del territorio. L’incontro sarà moderato dal giornalista Marco Martone.
L’evento rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, mondo della cultura e comunicazione, volto a valorizzare il patrimonio enogastronomico come componente fondamentale dell’identità territoriale.
La presentazione del volume conclude il ciclo di incontri della rassegna “Pagine Libere”, promossa dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con Lunaria A2, con il sostegno del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, nell’ambito delle attività di diffusione della lettura e promozione culturale sul territorio flegreo.
mercoledì 17 giugno 2026
Andreea Simionel - La ragazza d’aria
“C’è, in questa voce che colpisce e ammalia, una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente.” – Silvia Avallone. Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell’Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l’Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.
- PREZZO18,00 €
- PAGINE 352
- DATA DI USCITA 05/03/2026
- ISBN CARTACEO 9788817196390
- www.rizzolilibri.it
sabato 6 giugno 2026
Giuseppe Maddaloni e Ernesto Pinto - “Archeologia e mercato antiquario, il caso delle ermette bifronti di Torre del Greco”
giovedì 4 giugno 2026
Giuseppe Manzo: “L’incantesimo dei gatti”, venerdì 5 giugno 2026 | Napoli - Libreria Raffaello
Un romanzo avvincente l’ultimo libro del giornalista Giuseppe Manzo: “L’incantesimo dei gatti”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Romanzi dai Cinque Continenti. La prossima imperdibile presentazione si terrà venerdì 5 giugno alle ore 18 presso la Libreria Raffaello, via Kerbaker 35, Napoli.
- Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore,
- dialogheranno con l’autore: il giornalista Giuseppe Giorgio
- e l’avvocato Giovanni Siniscalchi.
- Modererà Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
“L’incantesimo dei gatti” è un romanzo che rappresenta il primo volume di una trilogia narrativa che mescola suspense, introspezione e rinascita. Ermanno, giornalista idealista e direttore del quotidiano Il Sole del Mezzogiorno, scopre improvvisamente che la sua vita è una trappola. Tradito da chi gli è più vicino e braccato da poteri criminali e politici, è costretto a fuggire da Napoli e rifugiarsi in una baita tra le montagne dell’Abruzzo. In un vortice di agguati, menzogne e vendette, Ermanno intraprende una fuga che diventa una discesa dentro se stesso: scopre che i veri nemici non sono solo fuori, ma anche nella rete invisibile delle relazioni quotidiane. Sarà in mezzo alla natura, tra pastori senza tempo e due gattini che diventeranno simbolo di libertà e rinascita, che troverà una nuova visione della vita e per la prima volta, l’amore. Un romanzo intenso, che parla di paura e riscatto, di coraggio e consapevolezza, in un’Italia contemporanea dove il potere corrompe e la verità può costare la vita.
Giuseppe Manzo (Napoli, 1979) è giornalista professionista e autore di sette libri. Communication Manager di Legacoopsociali, conduce e scrive per il Giornale Radio Sociale ed è docente di comunicazione al Master Sociocom dell’Università di Roma Tor Vergata. Ha collaborato con Corriere della Sera, Rainews e Rsi Radiotelevisione Svizzera; ha partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e ha curato documentari con le voci di Erri De Luca e Fiorella Mannoia. Ha pubblica- to, tra gli altri: Scripta – Diario clandestino di un cronista precario (Cento Autori, 2011), Chi comanda Napoli (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città (Round Robin, 2013), Senza traccia (Castelvecchi, 2013), L’invisibile (Round Robin, 2015), Parole di una nuova alba (2021), La settimana santa (Giammarino, 2023). Vincitore del Premio Marco Rossi (2014) e del Premio Calcata 4.0 (2019).
venerdì 29 maggio 2026
Nadeesha Uyangoda - Acqua sporca
«Ho letto Acqua sporca con grande ammirazione ed entusiasmo. Nadeesha Uyangoda toglie la polvere a tematiche sempre piú presenti nella narrativa italiana – straniamento, famiglie vere o immaginate e questioni di classe – offrendo un’esperienza letteraria precisa, fresca, pienamente contemporanea e consapevole dei suoi mezzi». Claudia Durastanti
«Acqua sporca è un grande affresco familiare italiano ambientato in Italia e in Sri Lanka, con una lingua letteraria ricchissima e uno sguardo sociologico particolarmente acuminato, ricco di compassione ma privo di pietà. Dalla specificità di una storia di migrazione Uyangoda riesce a far emergere un’immagine molto piú vasta e complessa del mondo di oggi, nelle sue questioni civili, politiche e identitarie piú brucianti». Vincenzo Latronico
Dopo trent’anni trascorsi in Italia, Neela ha deciso di tornare in Sri Lanka. Come l’attrazione gravitazionale della Luna, questa scelta genera maree che si ritirano dalle coste della sua famiglia, scoprendo ansie radicate nelle menti e spiriti ancestrali imprigionati nei corpi. Sull’isola, sua sorella Himali cresce una figlia sul modello di un ideale politico, con un marito fantasma, ex militante comunista immigrato senza documenti in Europa. Pavitra, la sorella piú piccola, alle spalle un matrimonio insapore, si aggira come uno spettro in un appartamento non suo, soffrendo la povertà che l’ha costretta a dare in pegno l’unica ricchezza che possedeva. Ayesha, la figlia di Neela, vive a Milano una vita sgretolata, precaria, senza mai riuscire a «trovare né la soddisfazione morale né la compensazione economica». Una storia famigliare ambientata tra il presente e il passato, tra due spazi geografici che sradicano e frammentano, tra un Paese in cui è difficile provare a realizzare i propri sogni e uno in cui la magia e il mito pervadono ancora ogni cosa.
- 2025
- Stile Libero
- pp. 288
- € 18,50
- ISBN 9788806259747
- www.einaudi.it
sabato 16 maggio 2026
Angelo Amato de Serpis | “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”
“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”: le vittime dimenticate della Seconda Guerra Mondiale e non solo rivivono nella nuova opera di Angelo Amato de Serpis.
Dal bombardamento di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna del 1943, fino alle tristi vicende odierne di Gaza e al disastro umanitario alla tragedia ferroviaria di Balvano del 1944: un ponte tra passato e presente, tra conflitti di alcuni anni fa e quelli contemporanei, una storia che si ripete.
Una nuova intensa opera narrativa arricchisce il panorama editoriale italiano.
Dalla memoria dimenticata della Seconda Guerra Mondiale, alle ferite ancora aperte dei conflitti contemporanei attraverso il racconto “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”, pubblicato da Brignoli Edizioni, con la collaborazione e la partecipazione della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna, lo scrittore Angelo Amato de Serpis consegna ai lettori un’opera intensa e necessaria, capace di trasformare la storia locale in riflessione universale.
Un’opera narrativa che restituisce voce e memoria alle vittime civili dimenticate della Seconda Guerra Mondiale in Campania.
La narrazione è liberamente tratta e si ispira a due tragedie che hanno segnato profondamente il Mezzogiorno e l’Italia intera, restituendo voce alle vittime civili spesso escluse dalla grande narrazione storica, riducendole al massimo a semplici freddi numeri.
Il racconto “Ciliegie rosso sangue” è liberamente ispirato al bombardamento dell’area industriale e delle città di Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna e dintorni del 30 maggio 1943, uno degli episodi più drammatici vissuti dal territorio nolano-pomiglianese durante la guerra, con particolare riferimento alle vittime provenienti da Castello di Cisterna e dai comuni circostanti.
Attraverso una scrittura evocativa e profondamente umana, l’autore ricostruisce il destino di uomini, donne e bambini travolti dalla violenza bellica, creando un ponte ideale con le tragedie dei civili coinvolti nei conflitti odierni, come quello che continua a colpire la popolazione di Gaza.
Il secondo racconto, “Il treno della morte”, rilegge in chiave narrativa la tragedia ferroviaria di Balvano, vicino Potenza, del marzo del 1944, una delle più gravi e colpevolmente obliata catastrofe ferroviaria europea, simbolo estremo della fame, della disperazione e della lotta per la sopravvivenza nell’Italia devastata dalla guerra.
Ne emerge un’opera di forte impegno civile, nella quale la memoria storica diventa denuncia morale e interrogativo contemporaneo sul valore della vita umana nei teatri di guerra di ieri e di oggi.
Angelo Amato de Serpis conferma così una scrittura attenta alle storie marginali e alle comunità ferite, trasformando il racconto storico in strumento di coscienza collettiva.
«Non esistono guerre “lontane” – afferma l’autore – perché il dolore dei civili attraversa il tempo e riguarda tutti. Ricordare significa scegliere da che parte stare, ovvero dalla parte della vita. Ringrazio per lo stimolo e il supporto di Ferdinando Calabrese, Gennaro Romano e Fiorella Chirollo della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna che mi hanno dato la possibilità di conoscere storie e vicende umane dalla diretta voce di discendenti e parenti delle vittime di quel terribile bombardamento del 1943.
Scrivere questo libro è stato per me, nel mio piccolo, un sentito modo di dare voce a chi non ha potuto raccontare la propria storia e trasformare il ricordo in responsabilità verso il presente e impegno per la pace. Purtroppo è un’ulteriore testimonianza della validità del pensiero di Antonio Gramsci, il quale si rammaricava che la storia era sì maestra di vita, come diceva Cicerone, ma non aveva scolari ad ascoltarla».
“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si propone come un’opera destinata al dibattito culturale e civile regionale e non solo, capace di unire ricerca memoriale, narrazione e attualità in un unico potente messaggio di responsabilità e pace.
Con stile diretto e coinvolgente, l’autore mette in scena la storia dei territori campani e non, come simbolo universale del prezzo umano della guerra, trasformando la narrazione storica in strumento di coscienza collettiva.
“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si configura così come un libro di memoria, denuncia e umanità, capace di collegare passato e presente in un’unica, potente narrazione. Inoltre si propone come strumento culturale e didattico per incontri pubblici, percorsi scolastici e iniziative dedicate alla memoria storica.
Il volume sarà disponibile nei circuiti editoriali nazionali e sarà presentato prossimamente in Campania o oltre nell’ambito di incontri pubblici dedicati alla memoria storica. Comunicato Stampa