Un paganese nel cuore della tempesta bolscevica: “La penna e il passaporto” svela la vita incredibile di un protagonista paganese dimenticato del Novecento.
Immaginate un uomo partito da Pagani (Sa) e ritrovatosi, nel giro di pochi anni, a gestire i visti diplomatici nella Mosca di Lenin, a cenare con Curzio Malaparte e a sfidare con i suoi articoli la censura di Stalin. Quell’uomo esisteva davvero: si chiamava Pietro Sessa, e la sua storia, rimasta per decenni nell’ombra, riemerge oggi grazie alla penna dello storico e prof. Marco Visconti.
Il volume “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”, edito da Omnia Liber Edizioni, ha quasi il sapore del thriller storico. Visconti ricostruisce l’esistenza di un personaggio “camaleontico”, capace di attraversare le epoche più buie del secolo scorso con un’unica arma: la scrittura.
Pietro Sessa non fu solo un testimone, ma un attore della storia. Come segretario del consolato italiano a Mosca, poi console, visse in prima linea il crollo dello Zarismo e l’alba sanguinosa dell’Unione Sovietica. Ma è come inviato de «La Stampa» e «La Tribuna» che Sessa compie il suo capolavoro: raccontare agli italiani le contraddizioni del regime stalinista, muovendosi sul filo teso tra il dovere di cronaca e le pressioni politiche del Fascismo.
«Ho scoperto Sessa quasi per caso — dichiara l’autore Marco Visconti — e mi sono trovato davanti a un enigma: come ha fatto un personaggio così influente del “secolo breve”, tra le altre cose traduttore di Puškin e per questo citato da Antonio Gramsci, a sparire dai radar della memoria?». Il libro risponde a questa domanda attraverso documenti rari e articoli d’epoca (riportati in appendice), che restituiscono il sapore di un giornalismo d’altri tempi, fatto di polvere, treni internazionali e intuito formidabile.
Il libro gode del patrocinio e della postfazione dell’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno (AssoStampa), presieduta dal presidente Salvatore Campitiello, e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, della prefazione del prof. Alfonso Tortora dell’Università degli Studi di Salerno e della postfazione del dottor Francesco Nacchia (Amalinze).
Biografia autore
Marco Visconti, laureato in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II» con il massimo dei voti (110 e Lode), insegna Italiano e Storia nelle scuole secondarie di secondo grado del Napoletano. Dal 2020 è giornalista pubblicista: ha collaborato con testate locali come «Vesuvio Live» e «Le Cronache», e collabora attualmente con «la Città», ricoprendo il ruolo di caporedattore per «MediaNews24». La sua attività giornalistica gli ha valso diversi attestati di stima. Parallelamente, ha sviluppato un’intensa attività poetica, ottenendo riconoscimenti in premi nazionali e internazionali e partecipando a importanti eventi culturali pubblici. Nel 2024 ha pubblicato la raccolta di poesie Sommersi. Gabbie dorate per uomini liberi, edita da PrintArt Edizioni. È inoltre l’autore del volume La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin.