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lunedì 4 novembre 2019

Mare al mattino Margaret Mazzantini

"Faid non ha mai visto il mare, non c’è mai entrato dentro
Lo ha immaginato tante volte. Punteggiato di stelle come il mantello di un pascià. Azzurro come il muro azzurro della città morta(...)
Vito cammina sugli scogli, scende nelle insenature di sabbia. Si è lasciato il paese alle spalle, il rumore di una radio accesa, di una donna che urla in dialetto"
Mare al mattino
Categoria: Narrativa Italiana
Anno di pubblicazione: 2011
C’è un tratto di mare che è ponte e confine tra due Paesi. Farid lo vede per la prima volta la notte che fugge dalla sua casa ai confini del deserto, lasciandosi alle spalle la gazzella che mangiava dalle sue mani. Vito, dalla Sicilia, guarda quello stesso mare come una discarica di avanzi e di barche mai arrivate. Ne raccoglie le grida, ne conserva le tracce. Sono pezzi di memoria: la sua, quella di Farid e di tutti quelli che saranno i suoi e i nostri figli.
E poi ci sono le madri. Angelina, che di quel mare ha lo stesso sguardo liquido, la stessa calma, e dentro la tempesta. E Jamila, che spera di veder morire suo figlio prima di lei per non lasciarlo morire da solo. C’è tutta la gente che ha sognato «una terra facile, senza armi. Una benedizione. Non sapeva che fosse senza fine, che gridasse da tutte le parti».
Dagli italiani spinti in Africa dal fascismo alla cacciata dei Tripolini nel 1970, fino alle migrazioni imposte da una guerra ancora in corso, Margaret Mazzantini dà voce a chi è sempre costretto a lasciare, perdere, rinunciare, a volte in cambio di niente. Una favola viva e pulsante, capace di trasformare il dolore in letteratura.
 
Vito ci ha pensato qualche volta al gigante che organizza il mondo. Si è chiesto se è fatto di persone, tante persone una sull'altra. E se lui sarà una di quelle persone minuscole ma decisive.
E' quello che un ragazzo dovrebbe sperare, partecipare all'organizzazione del mondo. Lui è sempre stato uno studente in fuga, e non solo dalla scuola. Da ogni forma di apprendimento.
Abbassa la testa. Si vergogna di queste ambizioni improvvise. 
Non farà niente di buono, di rimarchevole. 
E' più facile che accada così, che la sua vita passi inosservata

domenica 3 novembre 2019

Il duello Anton Cechov

"Il duello" (1891) è certamente tra i capolavori della narrativa di Anton Cechov (1860-1904), e forse il lungo racconto che più di ogni altro possiede le caratteristiche di un vero romanzo. Protagonisti sono due giovani, Laevskij e von Koren, quasi due opposti per temperamento e cultura. Il primo ha tutti i tratti di un discendente di quella ricca galleria di "uomini superflui" che venne inaugurata nella letteratura russa da Puskin e da Lermontov; il secondo, invece, pare un'emanazione diretta di quelle teorie di impronta darwinista che ebbero larga fortuna, anche in Russia, nella seconda metà dell'Ottocento. E non va dimenticato che anche ne "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij, che iniziarono ad essere pubblicati poco più di una decina di anni prima, c'è, magari sottotraccia ma costante, una netta polemica nei confronti di quel darwinismo sociale tendente a giustificare la prevalenza del più forte sul debole. Intorno alle figure dei due giovani, ruotano gli altri personaggi, a cominciare dalle due protagoniste femminili, Nadezda Fédorovna e Mar'ja Konstantinovna, la prima tutta persa nella sua vanità, la seconda letteralmente intrisa di una convenzionalità sconcertante. Come scrive Marilena Rea nella prefazione: «Il duello è la storia di una contesa tra due uomini, è lo scontro ideologico tra le grandi teorie ottocentesche sull'uomo, è un'immensa partita a due che si gioca contemporaneamente su più livelli, fino alla resa finale che, per quanto priva di quei colpi di scena che l'autore aveva così in odio, risulta comunque inaspettata e, soprattutto, inconsueta nel panorama della produzione cechoviana».
Curatore: Marilena Rea
Editore: Passigli
Anno edizione: 2017 
Pagine: 153 p., Brossura 
EAN: 9788836816019 

FRANK SINATRA HA IL RAFFREDDORE Gay Telese

Copertina di: Frank Sinatra ha il raffreddore
New York è una città fatta di cose che passano inosservate. I gatti dormono sotto le automobili parcheggiate, due armadilli in pietra si arrampicano silenziosi sulle mura esterne della cattedrale di San Patrizio, milioni di persone – quasi come fossero formiche – guardano lo skyline della città dalla parte superiore dell’Empire State Building. New York è il paradiso degli eccentrici, il luogo dove possono trovare ospitalità i diversi, dove ci sono centinaia di venditori di caldarroste e oltre seicento monumenti. New York è una città che ti pulsa nelle vene. È senza tempo… Frank Sinatra è in piedi in un angolo buio del bar. In una mano un bicchiere di bourbon e nell’altra una sigaretta. È cupo e silenzioso. Sta quasi per compiere cinquant’anni, è innervosito dal suo ultimo film girato – che un tempo gli piaceva e che ora non sopporta più – schiva le domande a proposito della sua relazione con la ventenne Mia Farrow. “The Voice” ha il raffreddore ed è come “un Picasso senza colori, come una Ferrari senza benzina”… Fidel Castro incontra a l’Avana Muhammad Ali, il più grande campione di box che il mondo conosca, l’uomo che si è opposto alla guerra in Vietnam e che, dopo aver abbracciato la fede islamica, ha cambiato il suo nome. Due icone l’una di fronte all’altra a chiacchierare….
Che hanno in comune la città di New York, Frank Sinatra, Fidel Castro e Muhammad Ali? Hanno avuto il privilegio di essere stati raccontati, assieme ad altri personaggi famosi – si pensi, solo per citarne un paio, a Peter O’Toole e Joe Di Maggio – e gente comune – portieri degli alberghi, pescatori, sarti siciliani – da Gay Talese. Frank Sinatra ha il raffreddore è una collettanea dei racconti e degli articoli più noti e interessanti del reporter americano, colui che è il padre, secondo Tom Wolfe, del New Journalism. Gay Talese ha scritto sul New York Times, su Esquire, è riuscito a raccontare l’America degli anni Cinquanta e Sessanta come pochi altri scrittori e giornalisti sono stati in gradi di fare. Leggendo i pezzi si viene catapultati negli anni d’oro del sogno americano. Si respira l’odore dei sigari fumati passeggiando in piena notte, dell’asfalto della Grande Mela, dei sogni rivoluzionari cubani. Ma ci si imbatte anche nella vita quotidiana della gente comune, nella routine di chiunque, nella Sicilia dei ricordi di Talese stesso. Il modo di fare giornalismo dello scrittore americano si basa a suo dire sull’ “arte del praticare” e sulla curiosità. Esiste un discrimine netto tra l’avvicinarsi alla vita in modo curioso ed essere indiscreti gettando fango sui personaggi famosi Serena Adesso
FRANK SINATRA HA IL RAFFREDDORE
TRADUZIONE DI: 
GENERE: 
EDITORE: 
«Quando lui si siede per mangiare, i suoi amici più fidati gli sono accanto; e non importa dove si trovi o quanto il posto sia elegante, nell’aria aleggia sempre qualcosa dell’atmosfera del quartiere perché Sinatra, non importa quanto lontano sia arrivato, in fondo è ancora il ragazzo del quartiere… solo che adesso può portarselo dietro, il quartiere»
Frank Sinatra - interno

venerdì 1 novembre 2019

Michel Bussi Mai dimenticare

Mai dimenticare 
novembre 2017, pp. 464 
ISBN: 9788866328919
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Area geografica: Letteratura francese
Collana: Dal Mondo
Il libro
«Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta». 
È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare. 
«Trascinàti dentro un meccanismo a orologeria, i lettori non lasceranno il libro fino all’ultimo. Il finale non lo dimenticheranno mai».
L’Est républicain 
«Ritmo sostenuto, intrecci, colpi di scena... Il meccanismo a orologeria funziona al massimo».
Le Figaro 
L'autore 
Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove ha insegnato geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Nel 2016 le Edizioni E/O hanno pubblicato Tempo assassino, nel 2017 Non lasciare la mia mano e Mai dimenticare, nel 2018 Il quaderno rosso e La doppia madre e, nel 2019, La Follia Mazzarino. https://www.edizionieo.it

Theodore Zeldin Ventotto domande per affrontare il futuro. Un nuovo modo per ricordare il passato e immaginare l’avvenire

Theodore Zeldin
Ventotto domande per affrontare il futuro. Un nuovo modo per ricordare il passato e immaginare l’avvenire
Traduzione dall'inglese di Roberto Serrai
Titolo originale: The Hidden Pleasures of Life. A New Way of Remembering the Past and Imagining the Future 2015
Il contesto n. 63
472 pagine
EAN 9788838933950
«Theodore Zeldin, con un atteggiamento molto poco accademico, si è preso l’impegno di scrivere un libro che mira a cambiare le nostre vite… un trionfo» (Alain de Botton).
Un invito alla curiosità e all’immaginazione, secondo uno dei più originali pensatori contemporanei.
In questo singolare e modernissimo trattato Theodore Zeldin prende l’avvio da una constatazione in apparenza molto semplice: qual è il meglio che la vita può offrirci nel nostro mondo attuale, così iniquo, violento, inquinato e corrotto? E cosa possiamo fare come individui, coppie, collettività per immaginare una nuova arte del vivere?
Tale ricerca ha a che fare con il piacere, con i piaceri smarriti a causa della vita abitudinaria, della pigrizia intellettuale, della mancanza di desideri. Per riscoprirli Zeldin non possiede una ricetta infallibile, ma propone un metodo, un orientamento, che ha nella curiosità, nella sorpresa, nella capacità di aprirsi al dialogo e alle idee la sua ragion d’essere. La sua indagine prende molteplici forme, evita le costrizioni di una disciplina, e si presenta di volta in volta come un manuale di economia, un discorso sull’amore contemporaneo, un saggio di filosofia esistenziale, uno zibaldone di pensieri illuminanti. Perché per Zeldin tutta la vita è nelle idee, e l’intelligenza sta nella costante esplorazione dei nostri limiti e delle nostre capacità.
Le sue riflessioni collezionano aneddoti e provocazioni inaspettate, fulminei slanci nel futuro, inedite incursioni nel passato e nella storia, e sono organizzate in una serie di inusuali domande: 
«A che scopo lavorare tanto?»; 
«Esistono modi più divertenti per guadagnarsi da vivere?»; 
«È sufficiente restare giovani dentro per non invecchiare?»; 
«Cosa può dire il povero al ricco?»; 
«Cosa potrebbe dire il ricco al povero?»
I capitoli iniziano con la voce di una persona che proviene da un’epoca e da una civiltà diversa e che risponde con il racconto della propria esperienza alle grandi decisioni che ognuno nel corso della vita è tenuto a prendere. La storia per Zeldin diventa così non solo la testimonianza di ciò che è accaduto e del perché è accaduto ma soprattutto uno strumento per provocare l’immaginazione e affrontare il futuro. La nostra felicità, le nostre opportunità, risiedono allora proprio in questa scintilla, nella capacità di stimolare e scatenare un’idea nuova, e di lavorare per realizzarla.
Ogni domanda, ogni risposta, creano l’occasione per una riflessione, e sono un invito al dialogo. Prima silenzioso, con l’autore, con le pagine che ha scritto, poi con noi stessi e con gli altri. In questa possibilità di una conversazione stanno secondo lo studioso inglese i semi della felicità: se sapremo dire cose mai dette, forse saremo in grado di immaginare un futuro migliore. https://sellerio.it/
L'egoismo e il narcisismo ha impedito all'uomo di rendersi conto di ciò che potrebbe fare per l'altro. Quei piacere perduti potrà tornare ad averli solo se sarà curioso, solo se saprà sorprendersi e sorprendere ancora, se sarà capace di aprirsi al dialogo con l'altro, anche con chi è diverso da lui. Se all'inizio, la prima cosa che si pensa è di amare sé stessi, di nasconderci e di dimenticarci del resto del mondo, ("la soluzione più comune che arriva dall'America"), in realtà, bisogna fare esattamente l'opposto. "Bisogna provare ad amare gli altri, cercare di essere più comprensivi accettando le diversità, come vivono e quali soluzioni hanno adottato nella loro vita. Non si deve avere paura, visto che di solito l'abbiamo verso tutti coloro che sono diversi da noi. Il diverso fa paura e questo è sbagliato. Bisogna essere curiosi in quello che si fa ma, soprattutto, non farci governare dalla paura e farla in mille pezzettini. La nostra felicità, le nostre opportunità, risiedono allora proprio nella capacità di stimolare e scatenare un'idea nuova e di lavorare per realizzarla avendo la consapevolezza dei nostri limiti e delle nostre capacità. Solo così potrà sparire e potremo vivere al meglio". https://www.huffingtonpost.it/giuseppe-fantasia/

Pentirsi di essere madri. Storie di donne che tornerebbero indietro. Sociologia di un tabù Orna Donath

Pentirsi di essere madri. 
Storie di donne che tornerebbero indietro. Sociologia di un tabù
Traduttore: Sabrina Placidi
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 23 febbraio 2017
Pagine: 205 p., Brossura
EAN: 9788833928333
«Doveva essere un "paper" che analizzavo un inesplorato ambito della genitorialità, destinato per lo più agli studiosi. Invece è uscito dall'ambito degli specialisti e ha fatto il giro del mondo.» - La Repubblica
«Un'indagine che sfida i tabù della società, perché ogni rimorso è tollerato, tranne quello di avere messo al mondo dei figli.» - Vanity Fair
«Con la sua ricerca e con il suo libro, Donath ha reso visibile una cosa che fino a oggi era rimasta confinata alle confessioni tra amiche o sui lettini degli psicoterapeuti». - Der Spiegel
"Se poteste tornare indietro nel tempo, decidereste ancora di diventare madri?". Questa domanda, posta dalla giovane sociologa israeliana Orna Donath a un certo numero di donne ebree israeliane, ha ricevuto in ventitré casi come risposta un "no" deciso. E si è rotto un tabù, quello della donna "naturalmente" protesa ad essere madre. Con gli strumenti della sociologia, Donath ha allora intervistato in profondità queste donne (e molte altre in seguito) e ha riportato le loro risposte, analizzandole in dettaglio e mettendole in contesto, in questo libro.
Se i governi facessero sforzi maggiori nel sostegno alla maternità, ci sarebbero comunque madri “pentite”?
«Mi auguro che le politiche di sostengo alla maternità siano sempre più vaste, ma non credo che questo sradicherebbe il problema. Ho chiesto a molte donne che non vogliono figli se sarebbero disposte a cambiare idea in un contesto ideale per generare: tutte mi hanno risposto di no». https://d.repubblica.it/l

mercoledì 30 ottobre 2019

Il piatto preferito di Camilla ALBO ILLUSTRATO Martina Rossi

Camilla non sa proprio quale sia il suo piatto preferito. Non ci ha davvero mai pensato, perché ciò che le basta è trangugiare la sua pasta all’olio e tornare a giocare. Così, si arma di taccuino e raccoglie informazioni dai vicini su quali siano i loro cibi preferiti. Lei assaggia un po’ di tutto e prende appunti, ma proprio non riesce a decidersi. Una sorpresa, però, l’attende a casa della nonna…
Il piatto preferito di Camilla
ALBO ILLUSTRATO
Autore: Martina Rossi
Illustratore: Alice Caldarella
“Il piatto preferito di Camilla” porta la piccola protagonista ad esplorare tanti gusti che, combinati in modi diversi, creano piatti sempre nuovi, ma nessuno risulta essere il suo preferito… ma se lo fossero tutti?
Insieme al libro troverete un utilissimo opuscolo con qualche prezioso suggerimento su cosa fare e cosa non fare quando un bambino fa i capricci davanti al cibo.
La collana di narrativa “Le tartarughe marine” accompagna i bambini dall’infanzia alla preadolescenza, attraverso storie che appassionano e incoraggiano a uscire dal guscio simbolico di se stessi per aprirsi con fiducia al mondo.

domenica 27 ottobre 2019

L'urlo e il furore (titolo originale The Sound and the Fury), William Faulkner

L'urlo e il furore (titolo originale The Sound and the Fury) è un romanzo dello scrittore statunitense William Faulkner.
TheSoundAndTheFuryCover.jpg
L'opera, pubblicata nel 1929, è il quarto romanzo dell'autore. Narra, utilizzando soprattutto le tecniche del dialogo e del flusso di coscienza, alcuni episodi nella vita dei membri di una vecchia famiglia del Sud, i Compson, una volta ricca e ora in decadenza. 
« Certe giornate verso la fine di agosto a casa sono così, l'aria sottile e pungente come questa, con qualcosa di mesto e nostalgico e familiare. L'uomo è la somma delle sue esperienze climatiche, diceva il babbo. L'uomo è la somma di tutto quello che vuoi. » 
Il romanzo è ambientato nella contea immaginaria di Yoknapatawpha ed è suddiviso in quattro parti. Protagonista del romanzo è una decadente famiglia bianca del sud degli Stati Uniti. La madre Caroline è sposata a Jason Compson III; i coniugi Compson hanno quattro figli: Quentin, Candace (Caddy), Jason e Benjamin e una nipotina, figlia di Caddy, chiamata anche lei Quentin, in memoria dello zio. 
I capitoli del romanzo racchiudono ciascuno una giornata. 
Il primo capitolo tratta del 7 aprile 1928; 
il secondo del 2 giugno 1910. 
Il terzo il 6 aprile del 1928; 
l'ultimo racconta dell'8 aprile 1928. 
Per ogni capitolo cambia la voce narrante. 
La prima è quella di Benjy Compson, il figlio ritardato mentale di 33 anni. 
La seconda parte si svolge 18 anni prima delle altre ed è raccontata da Quentin Compson, all'epoca studente ad Harvard, che si suicida a causa di una serie di eventi che coinvolgono la sorella Caddy. 
La terza parte riflette il punto di vista del loro cinico fratello Jason, 
mentre la quarta è raccontata in terza persona e basata sulle impressioni di Dilsey, la serva nera più anziana tra quelli al servizio della famiglia. Dilsey, l'instancabile mami della famiglia Compson ha tre figli: Versh, Frony, e T. P.; Frony a sua volta ha un figlio, Luster, che si occupa di Benjamin. 
#ascoltando
Patti Smith Because The Night LIVE (OGWT 1978)

Benvenuto, Pomodoro! Anna Lavatelli

Benvenuto, Pomodoro!
collana Le rane grandi, 14
marchio Le rane
editore Interlinea
pagine 36
pubblicazione 2019
ISBN 9788866990864
Aurora e Caterina vivono con nonno Osvaldo e i genitori in un condominio grigio e triste e da sempre odiano mangiare la verdura. Un bel giorno, però, un uccellino deposita un seme in un vaso dimenticato sul balcone, da cui spunta una piantina che, con l'aiuto del nonno, le bambine fanno crescere bella e rigogliosa... Età di lettura: da 5 anni.
Anna Lavatelli è nata e risiede a Cameri (Novara). Laureata in Filosofia, ha insegnato Lettere nelle scuole medie. Come scrittrice si è cimentata nei generi più diversi, con una particolare attenzione alle tematiche della società che più influenzano la vita dei ragazzi. Nel 2005 ha vinto il “Premio Andersen - Il Mondodell’Infanzia” come miglior autrice. https://www.ibs.it/benvenuto-pomodoro-ediz-illustrata-libro-anna-lavatelli/e/9788866991069#a__abstract

Fidati di Me, Battersea Dogs & Cats Home

Fidati di Me
Storie di cuccioli che hanno trovato una nuova casa 
e delle famiglie che con loro hanno ritrovato la felicità
Un vero amore non ha bisogno di parole (basta una zampa).
Certi incontri ti cambiano la vita. Possono ben "dirlo" i cani e i gatti protagonisti di queste storie, che hanno conosciuto una seconda chance quando, dopo essere stati accolti in un rifugio londinese per animali abbandonati, sono stati adottati da nuovi proprietari amorevoli.
Ma la fortuna è stata ancora maggiore proprio per le persone che hanno dato loro una casa, perché grazie a questi amici a quattro zampe sono riusciti a superare momenti difficili, a vincere la solitudine, a combattere una malattia.
E, in qualche caso, a trovare l'amore... Queste storie tenerissime, buffe, commoventi, persino romantiche ci dimostrano che, quando aiutiamo un trovatello, siamo noi a ricevere il bene più grande: il loro affetto incondizionato, una gratitudine che non ha bisogno di parole.
Anno Pubblicazione 2015
Formato Libro - Pagine: 296 - 14,5x22,5cm
EAN13 9788820059392
Battersea Dogs & Cats Home è il più antico e famoso rifugio di Londra per cani e gatti abbandonati o smarriti. Il Centro, che nel 2010 ha festeggiato il 150° anniversario, si prende cura ogni anno di oltre 9000 ospiti a quattro zampe. I membri dello staff hanno raccolto in questo volume le storie più toccanti di cui sono stati testimoni, raccontandole dal punto di vista dei protagonisti-umani. Storie che hanno già toccato il cuore di tantissimi lettori e lettrici inglesi.

sabato 26 ottobre 2019

Madame Bovary, Gustave Flaubert.

Madame Bovary. Mœurs de province, abbreviato normalmente in Madame Bovary, è uno dei romanzi più importanti di Gustave Flaubert, pubblicato dapprima a puntate sul giornale «La Revue de Paris» tra il 1 ottobre e il 15 dicembre 1856. La storia è quella della moglie di un medico di provincia, Emma Bovary, che allaccia relazioni adulterine e vive al di sopra dei suoi mezzi per sfuggire alla noia, alla banalità e alla mediocrità della vita di provincia. Si tratta di una delle maggiori opere della letteratura francese e mondiale. 
Appena uscito, il romanzo fu attaccato dai pubblici inquirenti del Secondo Impero per immoralità e oscenità. Il processo a Flaubert, iniziato nel gennaio 1857, rese la storia immensamente famosa. Dopo l'assoluzione dell'autore il 7 febbraio 1857, il romanzo fu pubblicato in libro, in due volumi, il 15 aprile 1857 presso Michel Lévy frères. La prima tiratura di 6750 copie ebbe immediato successo per l'epoca: fu esaurita in due mesi. È considerato uno dei primi esempi di romanzo realista. Una delle prime edizioni fu illustrata dal pittore Charles Léandre
L'opera attinge alla vera arte nei dettagli e negli schemi nascosti: si sa che Flaubert era un perfezionista della scrittura e si faceva un vanto di essere alla perenne ricerca de le mot juste (la parola giusta).
 

Fu un amico a sollecitare Flaubert - dopo le stroncature ricevute per La tentazione di Sant'Antonio - a servirsi della storia di Eugène Delamare, un giovane medico dell'ospedale di Rouen, già allievo del padre di Flaubert: divenuto vedovo, sposò Delphine, figlia di un contadino normanno. Giovane e bella donna, dai gusti stravaganti, si stufò presto della vita di provincia offertale come moglie del medico, che disprezzava e tradiva continuamente. Egli, tuttavia, l'adorava e aveva sempre subíto senza reagire; lei spendeva cifre folli in abiti e gioielli finché, travolta dai debiti, si uccise avvelenandosi, ad appena 27 anni. Rimasto solo con la figlia, anche il vedovo depresso si uccise. Delle vicende accadute alla giovane donna di provincia, e del suo suicidio nel 1848, Flaubert si interessò subito: il caso di cronaca era argomento sulla bocca di tutti in Francia. L'idea di chiamarla Madame Bovary - disse Flaubert - gli venne durante un'escursione alle cascate del Nilo, in compagnia dell'amico Maxime Du Camp nel 1849.
Dopo 4 anni e mezzo di duro lavoro, Flaubert aveva scritto 4500 fogli manoscritti, che poi tagliò fino a ridurre il libro di circa la metà, e che consegnò a Du Camp. L'opera fu sottoposta ai redattori della rivista, i quali operarono altri tagli, eliminando 71 passaggi e una miriade di parole considerate troppo brutali. 
Nel 1949, Gabrielle Leleu e Jean Pommier ricostruirono ingegnosamente la prima versione integrale non censurata di Madame Bovary, liberandola dalle censure e dai tagli redazionali. In Italia, la traduzione di questa versione è apparsa nel 2007, a cura di Rosita Copioli, per le Edizioni Medusa. 
«Eravamo nell'aula di studio, quando il Rettore entrò, seguito da un nuovo in abiti borghesi e da un inserviente che portava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e ognuno s'alzò, come sorpreso nel lavoro.» 

«... e il linguaggio umano è simile ad un tamburo rotto su cui battiamo melodie per farci ballare gli orsi, mentre ciò che desideriamo è fare musica che commuova le stelle.»
(Gustave Flaubert)
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Madame Bovary è un film del 1991 diretto da Claude Chabrol, con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista, Emma Bovary.
È una delle tante trasposizioni cinematografiche che sono state tratte dal romanzo omonimo di Gustave Flaubert.

This is taken from the 1990 Claude Chabrol movie "Madame Bovary". I enjoyed Gustave Flauberts novel equally to this film, starring an overwhelming Isabelle Huppert. Music = "Dont let the moment pass" ('Freudiana' by Eric Woolfson)
Premi e riconoscimenti
1992 - Premio Oscar
Nomination Migliori costumi a Corinne Jorry
1992 - Golden Globe
Nomination Miglior film straniero (Francia)
1991 - Festival cinematografico internazionale di Mosca
Silver George alla migliore attrice a Isabelle Huppert
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