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domenica 22 marzo 2020

Hans Magnus Enzensberger Il mago dei numeri

Il mago dei numeri è un libro per bambini ed adolescenti di Hans Magnus Enzensberger che esplora la matematica.
Questo libro è stato un best seller.
A volte mi chiedo dove finisca la matematica e dove inizi la magia. 
Pag. 138
Risultato immagini per il mago dei numeri
Il libro racconta la storia di un ragazzino di undici anni di nome Roberto, stremato dai suoi tremendi incubi, che trova la matematica odiosa e incomprensibile, soprattutto a causa del suo insegnante, il professor Mandibola, un individuo enorme e incapace di insegnare che non fa altro che mangiare ciambelle e assegnare problemi stupidi ed inutili. Una notte, in sogno, Roberto incontra un anziano signore piccolo e rosso che dichiara di essere il Mago dei numeri. Per le dodici notti successive, Roberto continua a sognare il Mago e scoprirà in modo divertente le meraviglie della matematica: il Mago richiama la necessità della precisione, ma sottolinea anche che i numeri sono semplici e possono essere anche divertenti. Si parla dello zero, dell'importanza delle potenze: «Eh sì, i numeri sono creature davvero fantastiche. Sai, in fondo di banali non ce ne sono. Ciascuno ha un suo profilo, i suoi segreti. Non si riesce mai a scoprire tutti i loro trucchetti.». Si apre un nuovo universo: le divisioni, le frazioni, i numeri primi, i conigli di Leonardo Fibonacci (che diventano lepri), il triangolo di Tartaglia con le sue magie nascoste, il calcolo combinatorio, l'importanza e la necessità della dimostrazione, gli appassionanti fattoriali. Alla fine del libro Roberto, sempre in sogno, viene invitato a una cerimonia in cui viene al primo livello degli Apprendisti dei Numeri e gli viene conferita, come onorificenza, una collana con una stella che si ritroverà al collo anche nella realtà una volta svegliatosi.
Il mago dei numeri. Un libro da leggere prima di addormentarsi, dedicato a chi ha paura della matematica
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Tipologia: Libro usato vintage
Anno edizione: 2005
Pagine: 264 p.

La linea d'ombra (The Shadow Line: A Confession) - Joseph Conrad

La linea d'ombra (The Shadow Line: A Confession) è un romanzo di formazione breve dello scrittore Joseph Conrad, pubblicato nel 1917 per l'editore Joseph Malaby Dent.
L'espressione linea d'ombra è «quella che ci avverte di dover lasciare alle spalle le ragioni della prima gioventù». Alle prime avvisaglie di giovinezza finita il protagonista decide di lasciare il mare e i tropici, ma nell'alloggio dove attende il rimpatrio gli si presenta la grande occasione: assumere il posto da capitano, su una nave orientale, un veliero stregato dal ricordo del precedente capitano, morto pazzo. Il viaggio procede su un mare disperatamente immobile, con un equipaggio estenuato dalle febbri, marinai ridotti all'impotenza, attendendo un soffio di vento che possa spezzare l'incantesimo che grava.
Libro La linea d'ombra 
“Sono lunghe tutte le strade che conducono a ciò che il cuore brama.”
Il romanzo è spesso citato come una metafora della 
prima guerra mondiale, a causa di tematiche come l'importanza del cameratismo e ai riferimenti temporali. Questa ipotesi è anche supportata dal fatto che il figlio di Conrad, Boris, abbia preso parte al conflitto, rimanendo ferito. Altri punti di vista sottolineano invece il forte riferimento al soprannaturale, in particolare rifacendosi al tema del "fantasma" del precedente capitano che avrebbe maledetto la nave o alla pazzia del 1º ufficiale Burns. Lo stesso Conrad ha però respinto queste interpretazioni nella "nota dell'autore", sostenendo che "ci sono misteri e meraviglie a sufficienza nel mondo reale per andare a scomodare le follie del soprannaturale".
La linea d'ombra (libro)
La storia viene narrata in prima persona dal protagonista: costui, primo ufficiale in servizio su una nave a vapore nei mari d'oriente (in realtà il "Vidar" non menzionato nel romanzo), improvvisamente, senza alcun motivo riconoscibile agli altri e a se stesso, si licenzia in cerca di qualcosa di più dalla vita, fino a quel momento vuota e priva di obiettivi.
Sceso a terra, alloggiato nella casa dell'ufficiale e del marinaio di Singapore e in preda della noia verso tutto e tutti (che considera universalmente stupidi e poco interessanti), fortunatamente, grazie all'aiuto del capitano Giles, ha l'opportunità della vita sotto forma dell'offerta del comando di un veliero (in realtà il brigantino "Otago" non menzionato nel romanzo), situato a Bangkok il cui capitano precedente è morto.
Il protagonista parte immediatamente con il vapore "Melita" per Bangkok, essendo più che certo di essere l'uomo giusto per l'incarico e felice di avere saltato tutta la gavetta che si era immaginato di dover svolgere prima di avere la possibilità di arrivare a un incarico del genere.
Imbarcato sulla nave, comincia subito ad entrare in conflitto con il primo ufficiale Burns, che sospetta aspirasse ad assumere il ruolo del defunto comandante con il quale aveva avuto una durissima discussione, poco prima della sua morte. In tale diverbio l'ex comandante aveva maledetto la nave.
Jovanotti scrisse la canzone La linea d'ombra ispirandosi al romanzo di Conrad, presente nell'album "Lorenzo 1997 - L'albero".
Accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una
Scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la
Partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura
Pure di mangiare mi perdo nelle letture, I libri dello zen
Ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio
Alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma
Questa linea d'ombra non me la fa incontrare

sabato 21 marzo 2020

Peppe Lanzetta "TROPICO DI NAPOLI" - (2000)

Peppe Lanzetta
FELTRINELLI
Data d’uscita: Gennaio, 2000
Collana: I Canguri
Pagine: 200
Prezzo: 12,91€
ISBN: 9788807701207
Genere: Narrativa
L'anima, il dolore, la rabbiae gli odori, le folle e il caldo torrido dell'estate senza fine di carmine Santijanni, il cattivotenente, stritolato dai debiti, dagli assegni a vuoto, dai prestiti per riparare prestiti, dalla tensione e dall'angoscia. Il denaro, filo conduttore della sua storia, è il deux ex machina che intreccia, lega, sovrappone quelle di tanti altri: del vecchio e stimato usuraio Don Antonio; di Tonini detto Jonnybigud, il cantante devastato dalla cocaina; di Umberto, laido portiere di un albergo a ore; degli inseparabili Scintillone e Vincenzo, piccoli spaccaitori schiacciati da una vita fatta di furti, trucchi, fughe e poi le storie tristi, esasperate ma vive e carnali dei travestiti, dei femminellio Sciaronst", Evakant, Prettivumen, la signora Tàccer. Nella scrittura ossessiva, incalzante, senza pace di Peppe Lanzetta il grido e la pietas si fondono: nei bassi dei Quartieri Spagnoli, dove si sogna l'America, si muore per uno sgarro e si lotta per una vita decente che non arriva mai, in una Napoli che diventa la casbah del Cairo, i ghetti di Los Angeles, le favelas di Rio de Janeiro.
Mattoni, calce, putrelle,pale,betoniere, terreno, piastrelle, carriole, cemento, mattoni, cemento, caldo, cantiere, macchina nuova,Punto,blu o rossa, cemento, blu più bella, cemento, Annuccia, gradini Gesù e Maria e lui vicolo olivella a monte santo un po’ più in là, cemento, calce, mattoni, capomastro, vestiti sporchi, Annuccia incinta, la macchina nuova, la fatica non la sente Gennaro, pensa all’auto nuova, calce, cardar elle, pietre, pietre, mattoni, sant’anna, gesù e maria, una doccia, le paste,i babà, Gennaro e Annuccia seduti fuori al basso sulle scale,”ti amo ti amo non ti lascerò mai e chi ci potrà dividere, e come lo chiamiamo e se è femmina? No sarà maschio me lo sento… sarà maschio…”
Lanzetta, un quarantenne nella citta' - pentola
Lanzetta, un quarantenne nella citta' - pentola Lanzetta proviene dalla pressione di una citta' - pentola, con folla insaccata nella piu' alta densita' abitativa. A lei puo' applicarsi la formula di assedio che si legge in Ezechiele: "Lei (la citta' ) e' la pentola e noi siamo la carne" (II, 3). Lanzetta da vari libri e anni scrive la folla che gli brulica intorno e lascia nelle sue pagine l' unto del loro strusciarsi. In quest' ultima storia, "Tropico di Napoli", affiora una schiuma di facce, di esistenze fissate in poche righe, un arrembaggio di miserie scosse da desideri. Insieme producono l' energia termica aggiunta a un suolo gia' vulcanico di suo. Non provo nemmeno a dar conto della varieta' umana prelevata da Lanzetta nella zona della ferrovia napoletana, dove campeggia la piu' triste e la piu' ignorata del mondo tra le statue di Garibaldi. Per traccia continua si segue l' ansia di un quarantenne sgangherato dai debiti, addentato da strozzini e truffatori. Con colpi di forbice da montatore di pellicole, Lanzetta smuove intorno al suo minimo eroe un popolo illegale, clandestino, sessuale per ossessione di esaudirsi almeno in quello. Il sesso qui e' un antinfiammatorio, una spremuta ormonale che deve dare al corpo in guerra l' armistizio di uno svuotamento. Sesso e' l' accordatura dei nervi dei vivi e causa piu' o meno diretta di mortalita' . Lanzetta sa che un romanzo e' una raccolta di biografie, ma a lui non bastano, lui deve da esse estrarre la biologia, la meccanica nuda della vita. Nella sua citta' - pentola gorgogliano gli umori corporali, una furia di ghiandole e secrezioni endocrine di esseri umani che si cercano per amarsi, uccidersi, spremersi fino all' ultima risorsa. Lanzetta racconta ma non ha l' aria di essere il supponente padrone delle storie, al contrario il loro servo che le accompagna con fedelta' anche se sono losche, infami, perche' lui a nessuno dei suoi nega una striscia di tenerezza. E si arriva alla fine del libro che si e' rimasti in pochi: le facce emerse vengono sommerse da una mortalita' brusca e fantasiosa, perche' la morte nella citta' di Lanzetta non e' una vecchia che si trascina per ospedali, ma una ragazza che va per la strada e afferra in mezzo al mucchio della vita fresca, guizzante come dentro la vasca dei capitoni. Lanzetta puo' pure sbandare forte dietro la sua scrittura, picchiata piu' da un batterista che da un dattilografo, ma si salva con l' estremismo dei sentimenti che lo perseguitano a scrivere. Finche' non si addomestichera' a scrittor da allori, le vene della citta' avranno come liquido di contrasto il suo inchiostro che ne restituisce la cupa luminescenza.
Erri De Luca 
(16 febbraio 2000) - Corriere della Sera 
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Maledetto di un cattivo tenente, sempre più sudamericano che vedevi la tua America lontana, lontana e non ti più i Platters di Only You e di Smoke gets in your eyes, no, non ti bastano più i balli per salutare gli anni scolastici, l’ingresso ai college, dove cazzo sta questa tua America del cazzo, te la sei persa in un attimo in questa notte fatta di rumba di solitudine e di te, che non hai nessuna voglia di essere nostalgico anche se lo sei, lo sei maledettamente e abbassi la testa sul volante della tua macchina che vuole essere americana ma non lo è e nemmeno tu sei americano, sei solo un disperato che cerca di accendere la miccia della sua fantasia e farsi compagnia con i tuoi fratelli di celluloide, pieni di gelatina, muscoli, bicipiti primi baci, carezze promesse di non lasciarsi mai più e pomiciate in una macchina infinita mentre Lupo Solitario ti manda la sua musica inconfondibile…

venerdì 20 marzo 2020

The Beatles. L'opera completa Ian McDonald


The Beatles. L'opera completa
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 febbraio 1997
Pagine: 492 p.
EAN: 9788804423003
L'esame, meticoloso e accurato, dell'opera completa dei Beatles - una discografia ufficiale che conta 211 brani incisi, di cui ben 186 firmati dai componenti del quartetto -, aperto da un'approfondita introduzione che colloca i "brani di Liverpool" nel quadro più generale dell'evoluzione storica del loro decennio. Di ogni singolo brano MecDonald fornisce un'impressionante quantità di informazioni e dettagli: la strumentazione, le date di emissione, le circostanze in cui fu ideato, la metodologia di composizione, il procedimento di registrazione (stesura, arrangiamento, esecuzione, mixaggio). Uno studio sintetico, rigorosamente scientifico - completato da un'interessante sezione sinottica, da un'ampia bibliografia e da un ricco glossario di termini tecnici e specialistici - che non tralascia di considerare la complessa rete di rapporti che univa John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr ai loro collaboratori e agli aspetti più controversi della storia di uno dei miti del nostro secolo.
« Il rock'n'roll era reale. Tutto il resto era irreale. Quando avevo quindici anni era l'unica cosa, tra tutte, che potesse arrivare a me. »
John Lennon, 1970

venerdì 13 marzo 2020

Donne (Un respiro di sollievo) Terry McMillan. Donne - Waiting to Exhale (Waiting to Exhale)

Donne (Un respiro di sollievo)
Traduttore: P. F. Paolini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 1993
In commercio dal: 17 settembre 1993
Pagine: 448 p., Rilegato
Donne (Un respiro di sollievo) - Terry McMillan - copertina
EAN: 9788830411593
Quattro donne nero-americane, come l'autrice, sono le protagoniste del romanzo. Catastroficamente innamorate della vita, le quattro amiche affrontano con energia e con fiducia la loro esistenza di "donne degli anni Novanta", portando senza lamenti la croce priva di delizie che è il tentativo di avvicinare l'altro sesso. In dialoghi ironici e impietosi si confidano paure e inquietudini contemporanee e alla fine trovano il coraggio di rivelarsi una comune speranza sempre occultata ma mai sopita: quella di un rapporto d'amore romanticamente pieno ed appagante grazie al quale tirare un liberatorio "respiro di sollievo". fonte: https://www.ibs.it
Donne - Waiting to Exhale (Waiting to Exhale) è un film del 1995 diretto da Forest Whitaker, tratto dal romanzo omonimo di Terry McMillan.
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A Phoenix si ritrovano quattro amiche: 
Savannah Jackson, una avvenente segretaria di produzione; 
Bernardine Harris, sposata con due figli, abbandonata dal marito John, che le preferisce dopo anni la segretaria; 
Robin Stokes, una brillante assicuratrice con una vita sentimentale alquanto turbolenta; 
Gloria Johnson, la meno avvenente è decisamente la più formosa, una parrucchiera.
 Savannah ha un appuntamento telefonico con l'affascinante Lionel, che però viene requisito da un'altra donna. La frustrazione per essere soppiantata dopo tanti anni di matrimonio fa scattare l'ira di Bernardine, che fa un solo falò dell'automobile e del guardaroba del marito. Robin sembra aver trovato finalmente qualcuno che la capisce nel grassoccio e bonario Michael. Gloria, che ha un rapporto critico col figlio giovanetto, Tarik, riceve le sporadiche visite del marito, David, che le confida di essere gay. Poi Lionel riappare per un effimero incontro con Savannah; Bernardine si prepara allo scontro in tribunale col marito; Gloria deve calmare il figlio che ha saputo che il padre è gay; Robin incontra Troy, un bellimbusto con un debole per la droga. Successivamente Savannah, consigliata dalla madre, accetta di rivedere un vecchio amico, l'unico che la capisca, Kenneth; Robin ha un rapporto sentimentale con Russell; Troy vuole presentare Robin ai genitori; Gloria ha un nuovo vicino, Marvin, vedovo e simpatico. Il processo di Bernardine va male: lei è affranta al bar quando incontra un avvocato, James, che ha la moglie malata di tumore. L'uomo va a casa di lei, ma tra i due per ora è solo amicizia. Intanto Kenneth promette a Savannah di lasciare la moglie, ma la donna lo allontana. Poi Marvin convince Gloria a mandare il figlio Tarik in Europa, mentre il processo si conclude a favore di Bernardine che riceve una casta lettera d'amore da James. Robin, che ha avuto un bimbo da Russell, anche lui sposato, se lo tiene ma allontana l'uomo. Gloria, che ha colpevolizzato Marvin per l'allontanamento di Tarik, si rende conto che l'uomo l'ha solo aiutata a crescere. 
Malgrado tutto durante il nuovo capodanno le quattro amiche si ritrovano sulla spiaggia accanto al fuoco. fonte: https://www.cinematografo.it

Il mondo di Sofia. (Sofies Verden) - Jostein Gaarder

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Il mondo di Sofia. Romanzo sulla storia della filosofia (titolo originale Sofies Verden. Roman über die Geschichte der Philosophie) è un romanzo filosofico scritto da Jostein Gaarder e pubblicato nel 1991. È sia un romanzo sia un breve trattato sulla storia della filosofia.

Nel 1999 è stata realizzata anche una versione cinematografica, Il mondo di Sophie. Il film è stato trasmesso in Australia sotto forma di miniserie in otto parti. Esiste anche un videogioco per PC CD-ROM prodotto da Learn Technologies nel 1998.
Il giardino dell'Eden 
Sofia Amundsen, una ragazza di 15 anni, un giorno riceve delle lettere anonime in cui ci sono domande tipo:
Chi sei?
Da dove viene il mondo?
Nonostante si sforzi Sofia non riesce a trovare risposta a queste insolite domande e si chiede chi abbia scritto quelle lettere. Sofia riceve anche una cartolina da un maggiore dell'ONU in Libano, Albert Knag, in cui questo fa gli auguri di compleanno a sua figlia Hilde Moller Knag però mandando la cartolina a Sofia. Così Sofia deve risolvere due misteri: scoprire chi è il misterioso filosofo e perché quel maggiore manda a lei le cartoline mentre le dovrebbe mandare a Hilde.
Il cappello a cilindro 
Poco dopo Sofia riceve un'altra lettera che spiega che cos'è la filosofia. Finita la lettura Sofia è sconvolta. Quando sua mamma torna dal lavoro le chiede se a lei non pare strano il fatto di vivere, se non le pare strano il mondo e le parla anche del coniglio bianco dell'universo citato dal misterioso filosofo nella lettera. La madre, sentendo la figlia fare questi discorsi strani, si preoccupa e le chiede se ha mai fatto uso di droghe.
I miti 
Il misterioso filosofo spiega a Sofia come gli uomini abbiano tentato di rispondere alle domande filosofiche attraverso i miti. Ovviamente, essendo l'autore del romanzo un norvegese, il misterioso filosofo spiega a Sofia la mitologia nordica.
I filosofi della natura 
Sofia riceve un'altra lettera dal misterioso filosofo che tratta dei filosofi della natura e quindi di Talete, Anassimandro, Parmenide, Anassagora, Empedocle e altri. Vengono affrontati in modo sintetico i vari problemi della filosofia presocratica, dall'archè al divenire. Al termine della lettura, Sofia dopo una riflessione giunge alla conclusione che la filosofia non è qualcosa che si impara: ciò che si impara è invece come pensare filosoficamente.
Sofia riceve un'altra lettera da Alberto che tratta di Democrito, il filosofo che, precorrendo i tempi, ha ipotizzato che la materia fosse fatta di atomi. Alberto nella lettera paragona gli atomi ai Lego perché hanno in comune molte cose: sono eterni, indivisibili e con essi è possibile costruire ogni cosa.
Il destino 
Sofia riceve un'altra lettera di Alberto che tratta del destino. Alberto quindi le parla dell'oracolo di Delfi e della Pizia, la sacerdotessa per mezzo della quale il Dio Apollo rivelava il destino.
Sofia, attraversando il bosco per arrivare alla casetta del maggiore, incontra la piccola fiammiferaia e Ebenezer Scrooge. Sofia, impietosita per le condizioni della piccola fiammiferaia, chiede a Ebenezer se può mantenerla ma lui risponde che sarebbe uno spreco di denaro. Allora la piccola fiammiferaia professatasi comunista incendia l'erba. Giunta alla casetta Alberto le racconta di Karl Marx e del comunismo che si oppone al capitalismo.
Alberto parla di Charles Darwin, il "padre" dell'evoluzionismo.
Alberto parla di Freud, il "padre" della psicanalisi. Ancora una volta il maggiore fa apparire nel libro dei personaggi fantastici, in questo caso la Banda Disney.
Il nostro tempo
Sofia riceve una telefonata da Alberto che la invita a bere un caffè in un bar. Sofia quindi arriva all'appuntamento e trova Alberto che le parla di Sartre e dell'esistenzialismo ma anche della New Age e dei libri che parlano di Ufo e fantasmi e poteri paranormali. Dopo di che Alberto fa vedere a Sofia su uno scaffale di una libreria un "corvo bianco": il suo libro scritto dal maggiore.
Mentre il Maggiore spiega a Hilde il Big Bang, Sofia sale sulla barca. E Hilde, che ha intuito che Sofia e Alberto sono lì anche se in spirito (e Alberto stupendosi ha detto che forse è sensitiva), dice "La barca a remi sta andando alla deriva!", il padre: "Uno di noi due deve buttarsi in acqua", infine Hilde: "Facciamolo tutti e due, papà".
A causa del successo del romanzo si pensò di produrre una versione cinematografica. Il 30 gennaio 1995 venne trasmesso sul canale inglese BBC Two all'interno del programma The Late Show una versione per la TV. Quattro anni dopo, nel 1999, il regista norvegese Erik Gustavson realizzò il film Il mondo di Sophie. Questo film però è uscito solo in Norvegia. Esiste comunque la versione tedesca, Sofies Welt, che è disponibile in DVD. Il film è stato trasmesso anche in Australia sotto forma di miniserie in otto parti.
La trama del film è simile a quella del libro: Sofia Amundsen un giorno riceve delle lettere misteriose che contengono domande filosofiche a cui non riesce a dare risposta. In seguito conosce il misterioso filosofo che le mandava quelle lettere, Alberto Knox, che inizia a insegnarle filosofia. Sofia scopre studiando Berkeley che loro non esistono ma vivono le loro esistenze in un libro scritto dal maggiore Albert Knag per insegnare a sua figlia Hilde la filosofia. Sofia e Alberto, finito il corso di filosofia, riescono a scappare dal libro e si ritrovano nel mondo reale dove però sono una specie di fantasmi che non possono essere visti e sentiti da nessuno.
Essendo un film di sole due ore molti filosofi sono stati tagliati e la storia della filosofia viene spiegata in maniera molto meno dettagliata che nel libro. Inoltre il film è più fantasy del libro, infatti avvengono molti avvenimenti fantastici (la metamorfosi di Alberto, Sofia e Alberto che attraversando una breccia giungono nel rinascimento ecc.). La pellicola è stata la più costosa del panorama cinematografico norvegese. https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mondo_di_Sofia
Esiste un mondo. In termini di probabilità ciò sfiora il limite dell'impossibile. Sarebbe stato molto più degno di fede se casualmente non vi fosse stato alcunché. In tal caso, nessuno avrebbe domandato perché mai non vi è nulla.»
(da Maya dello stesso autore).

martedì 25 febbraio 2020

LEONARDO E LA MAREA Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone Illustrazioni di Desideria Guicciardini

LEONARDO E LA MAREA
Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone 
Illustrazioni di Desideria Guicciardini
Editori Laterza
Perché sulla spiaggia ci sono tutti questi legnetti, chiede Leonardo? Perché c'è la marea? Perché le cose pesanti si attraggono? È il mare che di notte porta tutti questi tesori alla luna... L'unica cosa che vede è la luna, e così se ne innamora. Un racconto senza peso per affrontare con la grazia dell'infanzia due immensi misteri, i fenomeni fisici che regolano il mondo e il legame tra due cuori innamorati. Età di lettura: da 6 anni.
Leonardo, un bambino di cinque anni vispo, sveglio e dalle gote pienotte, si trovava in vacanza al mare con la mamma e il papà. Un giorno il ragazzino aveva comprato in edicola una maschera da sub di cui andava molto orgoglioso (“sapeva benissimo che era una cosa da grandi”). Lungo la battigia Leonardo aveva notato ogni genere di cose: sassolini arrotondati, palline di plastica, palline di alghe, ma soprattutto legnetti. Leonardo aveva domandato alla mamma il motivo della comparsa di tutti quei legnetti. La donna gli aveva risposto che, a causa della marea, di notte il mare sale e deposita i legnetti sulla spiaggia. A questo punto il bambino voleva sapere che cosa fosse la marea e la mamma aveva evitato di fornirgli un’arida spiegazione e ne aveva cercata una fantasiosa ma adatta al suo perspicace bimbo.
“Un giorno, nostro figlio Leonardo, curioso come tutti i bimbi, ha iniziato a chiederci il perché di alcune cose. Samantha si è inventata lì per lì una storia per spiegare perché il mare lasciava tutti quei legnetti sulla spiaggia. Leonardo non si è accontentato di quella spiegazione e ha continuato a chiedere, a quel punto Samantha si è resa conto che non poteva dare una spiegazione così semplice, così ha provato a spiegargli il vero motivo del perché accadeva quella cosa strana che è la marea. Ne è venuta fuori una storia talmente bella che io ho detto che era giusto scriverla affinché altri bimbi come il nostro potessero sentirsela raccontare o leggerla”.

venerdì 21 febbraio 2020

Oren Lavie L’orso che non c’era. Illustrazioni Wolf Erlbruch

L’orso che non c’era
novembre 2014, pp. 48
ISBN: 9788866325581
Traduzione: Silvia Manfredo
Area geografica: Letteratura tedesca
Collana: Il Baleno
Una magnifica favola per ragazzi illustrata da uno dei più grandi illustratori del mondo, il tedesco Wolf Erlbruch, autore di capolavori come La grande domanda, L'anatra, la morte e il tulipano, La fabbrica delle farfalle, Due che si amano e altri ancora. È la storia di un orso in cerca della propria identità. Gira per il bosco chiedendo agli altri animali: "Chi sono? Sono felice? Sono bello? Siamo amici? A cosa stai pensando? Posso pensare assieme a te?". Incontra la Mucca Mollacciona, il Ramarro Rilassato, il Penultimo Pinguino, la Taxi-Tartaruga e nella Fantastica Foresta si chiede quali sono i vari tipi di silenzio. Una storia ricca di immaginazione e di filosofia, semplice, ironica e intelligente, illustrata dai meravigliosi disegni a colori di Wolf Erlbruch.
«Davanti allo specchio, a certi Orsi,
Basta uno sguardo per riconoscersi.
E per esser sicuri, se hanno dei dubbi,
Si fanno l’occhietto … capito che furbi?»
Wolf Erlbruch è nato a Wuppertal, in Germania, ed è considerato uno dei più importanti illustratori europei. Nel 2006 ha vinto il premio Hans Christian Andersen, da tutti considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. Nel 2003 ha vinto il premio speciale alla carriera del Deutscher Jugendliteraturpreis e nel 2004 il Bologna Ragazzi Award per la categoria fiction.
In Italia, per le Edizioni E/O, sono già usciti La fabbrica delle farfalle (testo di Gioconda Belli), La signora Meier e il merlo, Il miracolo degli orsi, La grande domanda, Un paradiso per il piccolo Orso (testo di Dolf Verroen), La Creazione (testo di Bart Moeyaert), La Notte e I terribili cinque.
Oren Lavie è nato nel 1976 a Tel Aviv, dove vive. È compositore, musicista e drammaturgo. Il suo album intitolato The Opposite Side of the Sea (2007) ha ricevuto il rinomato premio ASCAP per i migliori testi. L’orso che non c’era è il suo primo libro. https://www.edizionieo.it/

giovedì 20 febbraio 2020

SCONOSCIUTI IN TRENO - Patricia Highsmith

Ritenuto da tutti i suoi estimatori il capolavoro di Patricia Highsmith, Sconosciuti in treno è il romanzo che ha ispirato il memorabile film di Alfred Hitchcock Delitto per Delitto. 
Guy Haines e Charles Anthony Bruno si trovano per caso a viaggiare nello stesso vagone di un treno diretto verso sud. Per vincere la noia del viaggio cominciano a parlare e a raccontarsi vicende sempre più personali. E così i due viaggiatori scoprono di vivere due situazioni assai simili. Guy vuole divorziare dalla moglie per risposarsi, mentre Charles deve liberarsi di suo padre. A un certo punto Charles chiede a Guy: "Hai mai avuto voglia di ammazzare qualcuno?" Da questa fatidica domanda prenderà l'avvio un'inquietante vicenda al limite del surreale, il cui esito, secondo il piano preciso di Charles, sarebbe stato un duplice omicidio in cui ciascuno avrebbe dovuto uccidere per l'altro.
SCONOSCIUTI IN TRENO
di Patricia Highsmith
Bompiani - Corriere della Sera
2012, brossurato
300 pagine
Da "Sconosciuti in treno", romanzo del 1950 con cui la Highsmith ha esordito, Alfred Hitchcock ha tratto nel 1951 uno dei suoi capolavori, "Delitto per delitto" (sceneggiato, peraltro, da Raymond Chandler). Nel film, il protagonista, Guy Haines, è un tennista di successo, nel romanzo un architetto di grido, ma alla fine l'idea di fondo è sempre quella, semplice e geniale, di due perfetti sconosciuti che, incontrandosi per caso in uno scompartimento su un vagone ferroviario, scoprono che da un delitto a testa ricaverebbero grossi vantaggi: la moglie crea problemi a Guy, il padre opprime Charles Bruno, l'altro viaggiatore. E' proprio Bruno a suggerire che se ciascuno dei due uccidesse per l'altro, si realizzerebbero due delitti perfetti: al momento degli assassinii, ciascuno dei beneficati potrebbe vantare un alibi di ferro. Haines non ci sta, ma Bruno, che è un alcolizzato psicopatico, entra comunque in azione e uccide la moglie di Guy. Poi comincia a perseguitarlo pretendendo che l'altro ricambi la cortesia. Il martellamento da perfetto stalker con cui Bruno conduce Haines quasi sul punto della pazzia è uno degli elementi di maggiore interesse del romanzo, un classico che non si può fare a meno di leggere (o almeno, da recuperare nella versione cinematografica hitchcockiana).
L'altro uomo (Strangers on a Train) è un film del 1951 diretto da Alfred Hitchcock.
Il film è stato successivamente riedito con il titolo Delitto per delitto (L'altro uomo).
Il soggetto del film è tratto dal primo romanzo, pubblicato nel 1950, di Patricia Highsmith, allora una sconosciuta autrice di thriller. Hitchcock, che era sempre alla ricerca di buone storie da trasformare in film, acquistò i diritti sul libro per soli 7500 dollari, trattando tramite un intermediario che non rivelò mai che la persona interessata al romanzo fosse il grande regista. Il negoziato si concluse con un contratto firmato il 20 aprile 1950. In seguito la Highsmith si disse amareggiata per la condotta di Hitchcock, che avrebbe potuto pagare ben di più, ma la pratica di usare intermediari anonimi era molto diffusa all'epoca a Hollywood: se ne servivano infatti grandi studios e molti altri famosi registi
Il regista Alfred Hitchcock fa la sua comparsa all'inizio del film, salendo in treno dallo stesso sportello da cui è appena sceso Guy e portando con sé un grosso contrabbasso.
Riconoscimenti
Nomination miglior regista a Alfred Hitchcock
1951 - National Board of Review Awards

mercoledì 5 febbraio 2020

Napoli: Figure e Paesi e Luci e Ombre Napoletane Salvatore Di Giacomo

Salvatore Di Giacomo (1860 – 1934), 
poeta, drammaturgo e saggista italiano.
’O PRANZO A ’O NNAMMURATO
Ah, si ’o ssapesse Aniello «’o scarrecante»,
si ll’ appurasse chello ca è custato
sta mullica ’e furmaggio pizzicante
e stu pullo nfurnato e mbuttunato!

È custato nu sì, sceppato a fforza
a Nanninella «’a rossa» ’a nu studente…
E, doppo, s’ ha mangiate ’e mane a mmorza
sta femmena ’e chist’ ommo malamente!…

Sì: s’è vennuta!… Ce vo’ nu curaggio!…
Ma si no chi purtava a «San Francisco»
stu pullo mbuttunato e stu furmaggio,
e sta butteglia ’e vino e ’o ppane frisco?

Nu biglietto ’int’ ’o ppane essa ha mpezzato
(quanno Aniello s’ ’o mmangia ’o liggiarrà):
«Nega sempri, mi ha detti l’avucato!…
Sempre ferele Annina ti sarrà!…»
Napoli: Figure e Paesi e Luci e Ombre Napoletane
Editore: Newton Compton
Anno edizione: 1995
Pagine: 316 p.
[Marechiaro] La giornata era raggiante, piena di riso e di gaiezza: il mare e quella pace, deliziosa in tanta solitudine e in così profondo silenzio, sommovevano tutto un flutto d'idee. Lo spirito s'indugiava a rincorrerle tra le mille voluttà d'un quasi addormentamento. Come da un secreto recesso dal cavo ombroso delle rocce che ci accoglieva contemplavamo l'uguale immensità dell'acqua, la sua sterminata superficie che, lontano lontano, a perdita di vista, raggiungeva l'arco del cielo. Una larga chiazza più azzurrina, quasi bluastra, tingeva l'acque, laggiù, sotto Capri. E vagamente appariva, con disegno quasi impreciso, l'isola tiberiana. Tutto il lontano era in una pace solenne, nell'immobilità d'uno scenario.
[Via Toledo] [...] la gran fiera d'ogni agitazione, il teatro d'ogni passione tumultuaria e fuggevole, la rapida scena perenne d'ogni forma della vivacità partenopea.

sabato 1 febbraio 2020

Io, Federico Fellini Charlotte Chandler

Io, Federico Fellini
Charlotte Chandler 

Traduttore: M. Tosello
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: La storia, le storie
Anno edizione: 2020
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 gennaio 2020
Pagine: 376 p., Brossura
EAN: 9788817144940
L'affresco affascinante di un grande regista che ci si mostra in tutte le sue sfumature, il Fellini uomo e il genio, disperato e ironico, che continua ancora a regalarci acute intuizioni, battute folgoranti e intense riflessioni sulla vita.
Charlotte Chandler incontrò Fellini per la prima volta nel 1980. Da lì nacque un fortissimo sodalizio che la portò a seguire il Maestro nel suo lavoro e nei suoi viaggi per quattordici lunghi anni: a lei Fellini si rivolgeva con lucida e implacabile onestà. E racchiuso in questa biografia è proprio il resoconto di quelle conversazioni, veritiere al punto da richiedere una narrazione in prima persona. Una sorta di autobiografia che prende vita dalla penna di Chandler e dalle parole di Fellini, l'autobiografia che egli stesso avrebbe voluto scrivere. Dall'infanzia a Rimini e i primi contatti con il cinema in bianco e nero fino alla cerimonia in cui ricevette l'Oscar alla carriera, attraverso i personaggi celebri che hanno animato la sua vita e la sua cinepresa: c'è Giulietta, che lo conquistò con la sua voce prima ancora che con il suo volto, musa di molti film; l'incontro con Rossellini e la rivelazione del grande amore per la regia; ci sono Mastroianni, Sordi, Anna Magnani e altri grandissimi interpreti. C'è il suo lavoro: noto per non aver mai rivisto ciò che aveva girato, Fellini ci racconta i suoi capolavori così come lui li ricorda, come li aveva vissuti. E sullo sfondo Roma, la città d'elezione, quella che gli si rivelò subito come casa e nella quale sentì di essere nato davvero.