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mercoledì 19 giugno 2024

Giuseppe Galasso - Storia d'Europa

Non c’è stato un destino europeo segnato dall’origine, né una superiorità predestinata degli europei sugli altri uomini. Il destino europeo è stato inventato e costruito attraverso la storia, fra mille pene e mille entusiasmi, fra opere di superiore concezione e moralità e azioni di delittuosa violenza. Una storia complessa e affascinante, raccontata da uno dei più importanti storici italiani.

In Europa è nata la tradizione etico-politica e intellettuale greca e romana, è sorta la parola nuova del Cristianesimo, si sono incrociati e fusi i destini di grandi popoli e di grandi tradizioni culturali (Etruschi e Celti, Germani e Slavi, Sciti e Mongoli, Arabi e Turchi e vari altri), è sbocciata la civiltà moderna della scienza e della tecnica, è fiorita la cultura dell’uomo e della libertà morale e politica o civile, sono state pensate grandi utopie di giustizia e di pace, si è formata l’economia moderna della produzione e degli scambi a dimensione mondiale, è cominciata l’unificazione civile del mondo, si sono affermati i modelli dello stato nazionale e dello stato sociale. L’Europa ha portato in tutto il mondo le sue forme di vita materiale e morale e di organizzazione moderna e civile, con i suoi ideali e modelli più alti, esercitando una grande funzione di liberazione e di amalgamazione nella storia dell’intero mondo, ma anche praticando funzioni di dominio, di oppressione e di sfruttamento che hanno lasciato una scia irriducibile di conflitti. In questo libro, uno dei più importanti storici italiani percorre in un racconto a volo d’uccello la complessa storia d’Europa, dall’antichità sino ai giorni dell’Unione Europea e ai suoi problemi nel mondo della globalizzazione.

Giuseppe Galasso Storico e studioso di statura europea, meridionalista di primo piano, esponente politico e saggista, professore emerito dell’Università di Napoli Federico II e promotore della “legge Galasso” per la protezione del paesaggio.

Nato a Napoli il 19 novembre 1929, Galasso aveva vinto nel 1953 una borsa di studio all’Istituto italiano di studi storici fondato da Benedetto Croce. Galasso era rimasto negli anni fedele al pensiero del grande filosofo idealista, al quale aveva dedicato il saggio Croce e lo spirito del suo tempo (Laterza).

Si era affermato come storico dell’Età moderna, con grande attenzione anche al Medioevo e al Risorgimento.

Aveva aderito al Partito Repubblicano di Ugo La Malfa e di Giovanni Spadolini, per il quale era stato deputato dal 1983 al 1994, ricoprendo due volte il ruolo di sottosegretario, prima ai Beni culturali e poi all’intervento straordinario nel Mezzogiorno.

Per breve tempo era stato sindaco di Napoli e - dal 1978 al 1983 - Presidente della Biennale di Venezia. Aveva curato la riedizione delle opere di Croce per Adelphi, dirigeva la rivista «Acropoli» (Rubbettino), scriveva sul «Corriere». Inoltre era docente di Storia moderna all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dal 1977 socio dell'Accademia dei Lincei.

Tra le sue pubblicazioni: Nient’altro che storia. Saggi di teoria e metodologia della storia (Il Mulino), Storia del Regno di Napoli (6 volumi, Utet), Storici italiani del Novecento (Il Mulino), Storiografia e storici europei del Novecento (Salerno Editrice). Per Rubbettino aveva recentemente curato Alle origini del dualismo italiano (2014). Nel 2018 Laterza ripubblica Intervista sulla storia di Napoli.

Alla notizia della sua morte il Presidente Sergio Mattarella ha dichiarato: "Scompare con Giuseppe Galasso una grande figura del mondo intellettuale italiano. Alla sua cultura di storico e di studioso del pensiero politico ha saputo unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile, che ha animato nel tempo il suo impegno e ha contribuito a rafforzarne l'autorevolezza".

Mentre il filosofo Corrado Ocone ha dichiarato: "Giuseppe Galasso, per statura scientifica, per la capacità di sapere unire come pochi altri l’impegno civile alla autorevolezza negli studi storici, va annoverato sicuramente fra i grandi Maestri del nostro tempo." Nel 2019 Neri Pozza ha pubblicato una sua intervista Il regno di Napoli.www.ibs.it

  • Editore: Laterza
  • Collana: Economica Laterza
  • Anno edizione: 2019
  • Formato: Tascabile
  • In commercio dal: 21 marzo 2019
  • Pagine: XXXII-1020 p., Brossura
  • EAN: 9788858135396
  • domenica 16 giugno 2024

    Yvonne Carbonaro - Quando le donne non si arrendono

    Il romanzo si snoda attraverso una saga familiare, che disegna il declino delle fortune di una famiglia benestante legato al declino delle fortune del Meridione dopo l’Unità, e sulle riflessioni che ne derivano. Evidenzia la resistenza e il coraggio di far fronte alle avversità, pur con scarse risorse, da parte di una dinastia di donne intelligenti e risolute, rimaste da sole, generazione dietro generazione, per l’accanirsi di eventi storici e familiari. Emergono ritratti femminili, delineati nelle specifiche peculiarità i ciascuna, con pregi e difetti, e nella capacità di perseverare pur tra gravi difficoltà. Dal confronto tra quei vissuti si evince come i comportamenti siano legati al mutare dei tempi e delle circostanze socio-politiche e dallo stato della condizione femminile vigenti nel momento storico di cui ognuna è parte. La narrazione, con una scrittura leggera ma emotivamente intensa, restituisce i ritmi della vita del passato e le abitudini di un ambito agricolo meridionale, strettamente collegate alle condizioni economiche. Riporta alla saggezza antica di una volta e ne ricostruisce l’atmosfera con toni pacatamente elegiaci e insieme garbatamente ironici. Il riferimento alle graduali trasformazioni dovute allo scorrere del tempo sottolinea il passaggio dalla crisi di un mondo destinato inesorabilmente a scomparire, alla maturazione di un diverso concetto del vivere, del costume e soprattutto di una vera parità di genere che tarda a realizzarsi.

    L’AUTORE Già docente di Italiano e Storia e Cultore di Letteratura Italiana all'Università Federico II. Traduttrice e scrittrice in spagnolo. Giornalista per riviste cartacee e on-line. Critico d’arte. Ha realizzato spettacoli su tema storico o di attualità: Fiori calpestati; Subordinazione femminile e violenza ieri e oggi; Paese mio - le canzoni degli emigranti; Voci e suoni del ‘600; Il cibo racconta Napoli… con le canzoni. Vari i libri di ricerca storica su Napoli tra cui: Le donne di Napoli, tascabili Newton; Le ville di Napoli, doppia edizione tascabile Newton Compton; Le giornate di Masaniello, Evaluna. Ha curato Tavola Calda/L’autobiografia di Maria Algranati e ha scritto Suggestioni di viaggio, ed. Albatros. Annovera raccolte di poesie, tra cui L’altra Capri, ed. Gaeta, ed è presente in antologie poetiche. Con Apeiron ha pubblicato Un mondo di gatti – piccole storie per grandi e piccini. Con Kairòs: Il Cibo racconta Napoli – L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi, 2018; Scelse la Libertà - la storia straordinaria di un eroico antifascista. 2019; Storia delle Donne di Napoli – Il lungo e difficile cammino verso l’emancipazione, 2021.

    • COLLANA Narratori
    • PREZZO € 24,00 
    • ISBN 978-88-32297-93-5 
    • FORMATO 15x21
    • COPERTINA con alette 
    • PAGINE 368
    • Kairós Edizioni – Via S. Filippo, 24 – 80122 Napoli 
    • 081 290768 - e-mail kairosedizioni@virgilio.it -
    • KAIROS 2024
    • www.kairosedizionishop.it

    mercoledì 12 giugno 2024

    John Cono - Ora zero ;

    ORA ZERO di John Cono è una raccolta di brevi storie che offre al lettore squarci di vita vera, angoli di intimità e aneddoti metaforici che sembrano a tratti tradursi in una vera denuncia delle leggi di una società ossequiosa della forma e che si sgretola sotto i colpi della borghese apparenza. I protagonisti dei racconti si avvicendano in aperture e chiusure di attività commerciali, mostre d’arte in giro per il mondo e la realtà di ogni giorno. Indubbiamente in ogni storia l’autore mette un pezzo di sé. La costante che unisce tutti i racconti è il tocco delicato, ma determinante, delle donne della sua vita: la mamma, la sorella e la compagna. Con il padre intrattiene invece un rapporto di complicato amore che assume un ruolo chiave nella crescita evolutiva del protagonista. L’autore firma stralci di vita quotidiana in cui l’uomo, proprio come uno dei protagonisti di una delle storie, macina chilometri su chilometri nel tentativo di trovare uno scopo, qualcosa per cui valga la pena vivere.

    • John Cono - Ora zero ;
    • Gli Specchi di Narciso
    • Antologia di racconti
    • 140x210
    • € 15,00
    • 9788883469176
    • Marzo 2023
     

    domenica 9 giugno 2024

    Giuseppe Magrin - Profumo d' Infinito

     Profumo d' Infinito

    Il terzo libro di poesie del sacerdote padovano don Giuseppe Magrin, ex Presidente internazionale della Confederazione Unione Apostolica del Clero ed ora Canonico della basilica di San Pietro.

    Si tratta di 200 brani a carattere prevalentemente religioso o esistenziale definiti dall’autore: profumo d’Infinito. La presentazione è a firma del cardinale Angelo Comastri.

    L'Autore: Giuseppe Magrin, è nato il 2 luglio 1938 a Montegalda (Vicenza), è laureto in Pedagogia e in Teologia Ecumenica. Ha scritto su diverse riviste (Presbyteri, Il Diaconato in Italia, Prêtres diocesains, ecc.) sui ministeri ordinati, in particolare sul diaconato, in cui si è specializzato. È presidente internazionale emerito dell’Unione Apostolica del Clero, Canonico della Basilica di San Pietro e assistente spirituale dell’AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori ai Santuari Mariani). In quanto poeta, dal 2019 è membro dell’Unione cattolica artisti italiani (UCAI), sezione di Padova. Ha già pubblicato: Frammenti di Luce e Sei l’unica poesia che mi resta.  www.vaticanum.com

    • Libreria Editrice Vaticana
    • Anno edizione: 2022
    • Pagine: 384 p., Brossura
    • EAN: 9788826607085

    sabato 1 giugno 2024

    Pietrangelo Buttafoco - Le uova del drago

    L’esordio di Pietrangelo Buttafuoco nella narrativa. Un romanzo finalista al Premio Capiello 2006. Una commedia sul potere, l’onore, la storia scritta dai vinti. Protagonista una donna bellissima e perfida, una spia mandata in Sicilia da Hitler in persona.

    Un grande scrittore si è fatto romanziere. Le uova del drago è un capolavoro che scatenerà nei suoi molti lettori innamoramenti destinati a durare nel tempo.” - Giuliano Ferrara
    Capitò di tutto, in Sicilia, tra il 1943 e il 1947. Anche che il migliore soldato tedesco fosse una donna, Eughenia Lenbach, bella e giovane. Una spia selezionata direttamente da Hitler per una missione di estrema importanza. Nome in codice “Uova del drago”: in caso di sconfitta del Reich sarà lei a dover organizzare presso le giovani generazioni focolai di riscossa. Ad aiutarla, proprio mentre gli Alleati sbarcano sull’isola, undici musulmani travestiti da frati cappuccini. Pietrangelo Buttafuoco mette in scena una storia vera, intricata e affascinante; e lo fa coniugando l’azione della Storia con il ritmo fantastico del teatro dei pupi; fondendo il mondo corrusco e taciturno delle saghe nordiche con la loquace solarità mediterranea nell’unione più bizzarra eppure coerente che si possa immaginare.

    Pietrangelo Buttafuoco (Catania 1963) è scrittore e giornalista. È autore di vari libri tra cui Fogli consaguinei (Ar, 2001), Le uova del Drago (Mondadori, 2005), L'Ultima del Diavolo (Mondadori, 2008), Cabaret Voltaire (Bompiani, 2008), Fimmini (Mondadori, 2009), Il Lupo e la Luna (Bompiani, 2011), Fuochi (Vallecchi, 2012), Il dolore pazo dell'amore (Bompiani 2013), Buttanissima Sicilia. Dall'autonomia a Crocetta, tutta una rovina (Bompiani 2014), Il feroce Saracino (Bompiani, 2015), L' insoluto. Piccolo dizionario biografico per ricordare l'Italia di oggi con Sergio Nazzaro (Città Nuova, 2017) e Sotto il suo passo nascono i fiori. Goethe e l'Islam con Francesca Bocca-Aldaqre (La Nave di Teseo, 2019). Scrive inoltre su «Il Foglio», «la Repubblica» e «Il Sole 24 ore».

    Pietro Ingrao, Rossana Rossanda - Appuntamenti di fine secolo

    • Editore: Manifestolibri
    • Collana: Transizioni
    • Anno edizione: 1995
    • In commercio dal: 1 gennaio 1995
    • Pagine: 280 p.
    • EAN:9788872850893
    recensione di Rodotà, S., L'Indice 1995, n.11
    Questo singolare libro di Pietro Ingrao e Rossana Rossanda è stato accolto pure con moti di fastidio, giustificati da una presunta arcaicità del suo impianto e dall'improponibilità di alcune parole (di una: comunismo), ma in realtà originati dal fatto che in esso si indica una agenda delle questioni ben diversa da quella che, per convinzione o rassegnazione, sembra accettata da molti (troppi?); e si manifesta con forza un'intenzione di non accompagnare con argomenti compiacenti la discussione che ci porta verso la fine del secolo. Così il fastidio, e la ripulsa, apparentemente sono rivolti contro il metodo: nella sostanza, invece, manifestano la volontà di non discutere più di alcune questioni, quale che sia il metodo adoperato. Il dommatismo e la chiusura, che qualcuno ha imputato ai suoi autori, si rivelano allora come il tratto distintivo dei critici, insofferenti dell'altrui pretesa di scuotere le loro tradizionali o freschissime certezze.
    Se l'orizzonte è la fine del secolo, il mutamento non ha atteso questa scadenza: è già avvenuto, ed è stato radicale. Ingrao e Rossanda ne riassumono i caratteri intorno ad alcune parole chiave: postfordismo, precarizzazione, mondializzazione, informatizzazione. Il denominatore comune è costituito dalla questione del lavoro; il punto di riferimento costante riguarda la sinistra, la sua storia, le sue responsabilità, il suo futuro.
    Rossanda si chiede: "In quale misura per noi vale una lettura del secolo anche attraverso le dinamiche del modo di produzione?". E si aggiunge un altro interrogativo: "Può essere ancora il lavoro, un valore?". Questo è il vero e angoscioso tema del libro, perché qui si misurano il destino della classe operaia e la possibilità stessa di utilizzare ancora lo strumento dell'analisi di classe. Nessuno dei cambiamenti è occultato o sottovalutato, così come è costante il riferimento antagonistico alle logiche del sistema capitalista. Ma si può davvero dire che questa sia una forzatura, o soltanto il residuo nostalgico di impostazioni d'altri tempi, proprio nel momento in cui cominciano a tornare almeno le domande sulla possibilità di considerare il mercato l'unico e indiscutibile punto di riferimento? O ci si deve ritenere ormai esonerati dall'obbligo di riflettere sulla natura dell'impresa oggi, delle logiche che incarna, delle dinamiche che esprime? Piaccia o no, la durezza del richiamo obbliga a riflettere sulla rimozione operata a sinistra dell'intera questione proprietaria, quasi che il fallimento dell'esperienza del "socialismo reale" precludesse ormai la possibilità stessa di discutere il tema che rimane capitale per comprendere la natura dei poteri e la struttura dei rapporti sociali. E ci ricorda che il nostro tempo è pure quello dell'emersione di logiche non proprietarie, legate all'esperienza del pensiero femminile e al radicarsi dell'ecologismo (davvero la prima forma di critica di massa alla logica proprietaria).
    Lo sguardo di Ingrao e Rossanda spazia in diverse direzioni. Ci indica la vicenda politica dello stato sociale, la cui liquidazione non discende soltanto dalla crisi fiscale, ma dal fatto che si ritiene esaurita la sua funzione politica, che consisteva nel contrapporre agli stati socialisti un più accettabile modello di relazioni sociali. Ci ricorda quali siano le caratteristiche dell'attuale critica radicale allo stato, che punta alla cancellazione della nozione stessa di spazio pubblico. Ci mostra, in un intenso dialogo con posizioni diverse, quale possa essere il destino del lavoro nel modello produttivo postfordista, sottolineando, come fa con grande efficacia Ingrao, che bisogna "annotare i problemi che si aprono anche per la direzione capitalistica", senza cedere alla tentazione facile di "dare già per chiuso il circolo".
    E vi è poi il lavoro che, se rimane un valore, non è l'unico valore di riferimento. Se dov'essere riscattato dal rischio eterno della sua riduzione a merce, dov'essere pure confrontato continuamente con altri valori, per cogliere pienamente "la drasticità che sta assumendo il tema del rapporto tra lavoro e vita".
    L'analisi di Ingrao e Rossanda è particolarmente impietosa, e utile, quando insiste sul fatto che proprio l'incapacità di afferrare l'insieme di questo processo è all'origine delle sconfitte della sinistra. Non vi sono vie d'uscita facili, ed essi non le rappresentano mai come tali. Ma su un punto dovrebbero convenire tutti quelli che misurano la gravità dei problemi e sono consapevoli dei rischi di molte delle soluzioni oggi praticate o prospettate: la necessità di una "lettura/opposizione", che restituisca alla sinistra la capacità di rappresentare quell'alternativa sociale e politica che è poi la ragione stessa della sua esistenza.
    Leggendo questo libro non si entra in un laboratorio freddo, ma si riscopre la tensione ideale che sola, al di là delle divergenze, può dare senso alla politica. Lascio parlare Rossana Rossanda: "Noi siamo figli ultimi di Lutero, ma senza fede; sapevamo che è poco il tempo che passiamo sulla terra, non c'è una verità trascendente cui appenderlo ed è nostro libero arbitrio decidere in quale modo passarlo... Quale che sia la scelta, i conti non torneranno mai del tutto, ci sarà un'imponente resto. Abbiamo scommesso sul come liberare tutti, non permettere che qualcuno sia schiavo di un altro o di bisogni così primari da non potersi neppure interrogare sul senso del suo passaggio in terra. Come regolare i poteri, come garantirsi la libertà senza azzerare l'altro, come non ridurre l'altro a schiavo o merce o mera funzione di sé? Questa scommessa la rifarei".  www.ibs.it