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sabato 29 agosto 2026

Brusciano “La Casetta dei libri” per attivare sul territorio il bookcrossing.

Ieri sera, nella cornice della 151 edizione della Festa dei gigli di Brusciano, è stata inaugurata “La Casetta dei libri” donata dal Gruppo” Sorsi di Lettura” all’Associazione “La Casa di Pat” per attivare sul territorio il bookcrossing.

Installare una casetta dei libri in un piccolo paese come Brusciano significa molto più che creare un semplice punto di scambio di volumi. La casetta darà vita a uno spazio aperto a tutti, accessibile e gratuito, dove i libri possono circolare, incontrare nuovi lettori e diventare occasione di condivisione. Come sosteneva un grande studioso di Educazione alla lettura, Aidan Chambers, per incentivare la lettura occorre creare anche una vicinanza fisica con i libri.

In una realtà piccola, dove le relazioni umane hanno ancora un valore particolarmente forte, e lo dimostrano tutti i giorni le persone attive in Associazione e nel Gruppo, e in altre realtà, una casetta dei libri può trasformarsi in un vero e proprio luogo di comunità. Chiunque può prendere un libro, lasciarne un altro, fermarsi a curiosare tra i titoli o semplicemente sapere che, nel cuore del paese, in un luogo simbolo per la nostra comunità, esiste uno spazio dedicato alla cultura e alla lettura. È un gesto semplice, ma capace di trasmettere un messaggio importante: i libri appartengono a tutti e la cultura può essere condivisa senza barriere.

Ancora più significativo è il fatto che questa casetta sia stata donata da un gruppo di lettura del territorio, che Francesco Guarino si sia impegnato a farla realizzare. Il Gruppo non si limita, infatti, a leggere e commentare libri insieme: attraverso questo gesto dimostra concretamente che la passione per la lettura può diventare un bene comune. Il Gruppo è una entità viva che consente che il nostro paese sia conosciuto da altri lettori di altri luoghi , da scrittori e personaggi del mondo dei libri.

La donazione rappresenta un modo per restituire al paese qualcosa di ciò che la lettura ha saputo offrire ai membri del Gruppo, trasformando un’esperienza personale e collettiva in un’opportunità per tutta la comunità.

La casetta dei libri diventa così il simbolo di una cultura che non rimane chiusa in una stanza, tra le pagine, ma esce dagli scaffali, dalle case e dalle biblioteche per incontrare le persone. Può avvicinare alla lettura chi legge abitualmente, incuriosire chi legge poco e offrire ai più giovani un primo contatto spontaneo con i libri.

Il valore di questa iniziativa sta anche nel suo significato civile. Donare qualcosa al proprio territorio significa prendersene cura, contribuire a renderlo più vivo e rafforzare il senso di appartenenza. Questa non è la casetta della La Casa di Pat, o del Gruppo, è un bene comune di cui ognuno deve farsi garante e tutelarlo con cura e rispetto.

Il Gruppo di lettura, con la sua scelta, dimostra che anche un piccolo gesto può generare partecipazione e lasciare un segno duraturo.

La casetta dei libri, dunque, non è soltanto una piccola struttura dove scambiare libri: è un invito a incontrarsi, a condividere, a scoprire e a coltivare la curiosità. È un dono al paese, ma anche un invito rivolto a tutti a continuare a donare, attraverso l’esempio quotidiano, i libri, il tempo, le idee, le emozioni e le possibilità.

All’inaugurazione ha partecipato una delegazione comunale rappresentata dalla consigliera Enza Lucrezio che si è prodigata per l’istallazione della Casetta con impegno e perseveranza.

Chi legge, resiste!

venerdì 31 luglio 2026

“𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐞𝐥𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞”: 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐫𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐚 𝐭𝐚𝐩𝐩𝐚 𝐚𝐝 𝐀𝐠𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢

𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑ì 4 𝑎𝑔𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑜𝑛𝑑𝑎𝑑𝑜𝑟𝑖 𝐵𝑜𝑜𝑘𝑠𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙'𝑎𝑢𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝐶𝑎𝑟𝑚𝑒𝑙𝑎 𝐹𝑜𝑟𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑖𝑎𝑙𝑜𝑔ℎ𝑖, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑚𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎𝑙𝑖.
Si terrà ad Agropoli la prossima presentazione del libro “Non chiamatelo padre” di Carmela Forlenza, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana La Cisterna. L’appuntamento è fissato per martedì 4 agosto alle ore 19,30 presso la Mondadori Bookstore, Piazza Vittorio Veneto.
  • Relaziona Rosa Maria Agostino
  • con il contributo di Iole Chiagano.
  • Modera e dialoga con l’autrice Maria Vita Della Monica.
  • Gli interventi musicali saranno curati da Vito e Gianluca Mercurio.
“Non chiamatelo padre. L’infanzia di Mattia tra insostenibili dinamiche familiari” è un libro che rientra nel genere narrativa contemporanea e romanzo di formazione, racconta un dramma familiare che sfocia in denuncia sociale. Il protagonista è Mattia, un bambino che cresce in un ambiente familiare oppressivo e violento. La narrazione segue il suo percorso di crescita, scandito da episodi di dolore, ma anche da momenti di speranza e resilienza. Gli altri personaggi portano i nomi delle caratteristiche che incarnano: così abbiamo Furfante, Sornione, Conforta e tanti altri. Il linguaggio è intenso e poetico, con descrizioni profonde che restituiscono la durezza dell’ambiente familiare e l’interiorità del protagonista. L’autrice alterna narrazione evocativa e introspezione, creando un racconto emotivamente coinvolgente.
Carmela Forlenza, vive a Eboli, dove è nata nel 1947. Laureata in Pedagogia all’Università degli Studi di Salerno, ha svolto il ruolo di docente per lunghi anni. Si è trasferita a Milano dal 1984 al 1996 durante i quali ha pubblicato due raccolte di “Poesie su tavole” (1993), eseguite a mano sia nella forma scritta che in quella pittorica, a tiratura limitata. Nel 1994 fu scelta dal Maestro Marcello Abbado per rappresentare il Conservatorio di Milano al “Festival Internazionale di Orquestas de Jovenes” di Murcia, un progetto di Poesia e Musica contemporanea per orchestra da camera e solisti. Ritornata a Eboli, ha scritto, in prosa e poesia: “Dio” (NDM 2010). Negli anni successivi, autrice di testi di musica leggera, ha scritto le parole di “Musica Mediterranea” lavoro di Teatro Musica e Balletto, debuttato al Teatro Romano di Benevento. Nel 2020, per NDM, pubblica il libro: “La mia prigione (la leggenda del Covid 19)

lunedì 29 giugno 2026

Il Terebinto Edizioni pubblica il nuovo numero di “Riscontri. Rivista di cultura e di attualità”

“Riscontri” guarda alle origini dell’universo: nel nuovo numero il viaggio di Michele Zarrella tra Big Bang, vuoto quantistico e nascita della materia

La rivista di cultura e attualità edita da Il Terebinto Edizioni dedica il focus al racconto scientifico delle origini, accanto a studi letterari su Alfonso Gatto, Montale, Hafez, Paola Lucarini e Pirandello

Il Terebinto Edizioni pubblica il nuovo numero di “Riscontri. Rivista di cultura e di attualità”, Anno XLVIII, N. 1, Gennaio-Aprile 2026, con il dossier centrale “Il racconto delle origini. Come nasce un universo” di Michele Zarrella. Il fascicolo, 156 pagine, euro 18,00, ISBN 9791282122252, è già disponibile in libreria.

Un viaggio tra scienza e grandi domande dell’umanità

Al centro del numero si impone il contributo di Michele Zarrella, che accompagna il lettore in un percorso chiaro e appassionante tra cosmologia, fisica delle particelle e interrogativi fondamentali sull’origine dell’universo. Dal bisogno antico di spiegare “da dove veniamo” alla teoria del Big Bang, dalla radiazione cosmica di fondo agli esperimenti del CERN, il dossier mostra come lo studio dell’immensamente grande e dell’immensamente piccolo converga in una stessa narrazione: il vuoto quantistico, il bosone di Higgs, la formazione della materia, delle stelle, dei pianeti e infine della vita.

Una rivista che unisce memoria culturale e attualità

Il fascicolo si apre con l’omaggio a Mario Gabriele Giordano, fondatore di “Riscontri”, studioso e critico letterario scomparso nel 2025, che ha diretto la rivista per circa quarant’anni prima del passaggio alla direzione di Ettore Barra. L’editoriale di Barra, “Il cittadino immobile. Breve storia di una libertà sorvegliata”, riflette sulle trasformazioni della libertà di movimento nel nostro tempo, tra sicurezza, emergenze sanitarie, crisi energetiche e transizione ecologica.

Letteratura, poesia e critica nel segno di “Riscontri”

Accanto al focus scientifico, il numero conferma la vocazione interdisciplinare della rivista. Tra gli studi e contributi figurano saggi su Alfonso Gatto, Carlo Muscetta, Mario Gabriele Giordano e un inedito di Montale, sulla poesia di Corrado Calabrò, sul “male di vivere”, su Hafez, sul diario come forma letteraria nel Cinquecento, sul percorso dantesco di Paola Lucarini, sull’opera dell’arpista Tiziana Tamasi, su Antonio Spagnuolo e su Pirandello.

«Con questo numero – sottolinea il direttore, Ettore Barra – “Riscontri” conferma la propria identità: una rivista capace di attraversare i saperi, mettendo in dialogo scienza, letteratura, filosofia e attualità. Il dossier di Michele Zarrella offre al lettore una narrazione rigorosa e accessibile delle origini dell’universo, mentre gli altri contributi restituiscono profondità alla memoria culturale italiana e meridionale».

venerdì 26 giugno 2026

Striano | La presentazione del libro “Benessere digitale” di Paolo Siani

Nuovo appuntamento con l’ultimo saggio di Paolo Siani, la prossima presentazione del libro “Benessere digitale” si terrà martedì 30 giugno alle ore 19 presso Interno Cafè, Galleria Commerciale Falco via Risorgimento, Striano.  Il saggio è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. L’opera ha la prefazione di Armando Cozzuto e il contributo di Isabella Continisio, Gilda Crispino, Virginia Mirra e Margherita Rosa. 

  • Dopo i saluti di Aristide Rendina segretario cittadino del Partito Democratico, 
  • dialoga con l’autore Francesco Gravetti giornalista de Il Mattino, 
  • Isabella Continisio psicologa. 
Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili. 

Paolo Siani è pediatra e già primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.

giovedì 18 giugno 2026

Anna Abbate - “Da Apicio a… Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne”,

Sabato 20 giugno alle ore 17 presso il Polo Culturale Palazzo Toledo di Pozzuoli, si terrà la presentazione del volume “Da Apicio a… Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne”, di Anna Abbate (Valtrend Editore, collana ArcheoCucina). L’iniziativa si inserisce nel programma della rassegna culturale “Pagine Libere”, dedicata alla promozione della lettura e alla valorizzazione del patrimonio librario e territoriale. Il libro propone un percorso di approfondimento sulle origini e sull’evoluzione della tradizione gastronomica napoletana e mediterranea, mettendo in relazione pratiche alimentari antiche e preparazioni ancora presenti nella cucina contemporanea. Attraverso un’analisi che intreccia storia, cultura materiale e ricette, il volume evidenzia il ruolo del cibo come elemento di continuità identitaria nel corso dei secoli.

Particolare attenzione è dedicata alle tecniche di conservazione e alle preparazioni che affondano le proprie radici nella cultura gastronomica dell’antichità classica, offrendo una lettura della cucina come testimonianza storica e sociale.

Alla presentazione interverranno Mariasole La Rana, assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli, e Floriana Schiano Moriello, giornalista specializzata in enogastronomia e promozione del territorio. L’incontro sarà moderato dal giornalista Marco Martone.

L’evento rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, mondo della cultura e comunicazione, volto a valorizzare il patrimonio enogastronomico come componente fondamentale dell’identità territoriale.

La presentazione del volume conclude il ciclo di incontri della rassegna “Pagine Libere”, promossa dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con Lunaria A2, con il sostegno del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, nell’ambito delle attività di diffusione della lettura e promozione culturale sul territorio flegreo.

mercoledì 17 giugno 2026

Andreea Simionel - La ragazza d’aria

C’è, in questa voce che colpisce e ammalia, una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente.” – Silvia Avallone. Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell’Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l’Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.

  • PREZZO18,00 €
  • PAGINE 352
  • DATA DI USCITA 05/03/2026
  • ISBN CARTACEO 9788817196390
  • www.rizzolilibri.it


sabato 6 giugno 2026

Giuseppe Maddaloni e Ernesto Pinto - “Archeologia e mercato antiquario, il caso delle ermette bifronti di Torre del Greco”

Il fenomeno degli “scavi privati”, avvenuto tra l’Ottocento e il Novecento, è stato uno dei più nefasti momenti dell’Archeologia dell’area vesuviana, nonostante essi siano stati spesso coronati da importanti scoperte. Gli scavi erano eseguiti senza le dovute cautele e condotti da personaggi spinti per lo più dal desiderio di rinvenire pezzi pregiati da rivendere sul mercato antiquario. A questi facoltosi “imprenditori dell’archeologia” lo Stato non riuscì a opporre le opportune garanzie di tutela e salvaguardia dei beni archeologici vista l’assenza di una legislazione unitaria adeguata. Sull’argomento sono stati redatti numerosi saggi, ma l’attenzione si era finora concentrata su Pompei e il suo antico comprensorio.
Sulla scia di Mario Pagano che più di trent’anni fa, in qualità di funzionario archeologo della Soprintendenza di Pompei per il territorio di Torre del Greco, ha riacceso l’attenzione sull’area che parte da Ercolano e comprende due importanti siti archeologici torresi, Villa Sora e la “Terma Ginnasio”, due storici dell’arte, esperti in ricerche d’archivio e appassionati di archeologia, Giuseppe Maddaloni e Ernesto Pinto, hanno rintracciato tutte le testimonianze relative alle scoperte archeologiche della zona a partire dal Seicento, riuscendo al contempo, con la approfondita conoscenza dei toponimi locali, a individuare con una discreta approssimazione, i siti dei ritrovamenti.
Una ricerca certosina e infaticabile che ha avuto come sbocco naturale il volume “Archeologia e mercato antiquario, il caso delle ermette bifronti di Torre del Greco”, (CODICE EAN Editore – pagg. 175) che sarà presentato martedì 9 giugno, a partire dalle 16, a Torre del Greco, nell’auditorium della Banca di Credito Popolare, l’istituto di credito cittadino che ha interamente patrocinato la pubblicazione. Modererà il giornalista e scrittore Carlo Avvisati.
Come due veri e propri investigatori della storia, gli autori hanno acquisito numerose notizie delle scoperte archeologiche del tempo, seguito il percorso dei reperti fino alla destinazione finale scoprendo circostanze degne di un giallo d’epoca che si intrecciavano a doppio filo a un odioso traffico internazionale di opere d’arte.
La loro attenzione si è focalizzata sulle ermette bifronti che facevano parte di una balaustra posta dinanzi alle Terme Ginnasio, oramai del tutto scomparse a causa della furia del mare. Grazie a un approfondito lavoro di archivio, di studio di fonti, molte inedite e pubblicate nel volume per la prima volta, gli autori sono riusciti a delineare la storia di questo mercato parallelo attraverso la storia delle ermette, riuscendo a rintracciarle nelle loro sedi attuali: il Lacma di Los Angeles, il Petit Palais di Parigi, il museo Statale di Berlino, il Victoria and Albert Museum di Londra, il MAN di Napoli. La primaria importanza di queste istituzioni museali nel panorama mondiale dimostra non solo l’interesse verso il patrimonio dell’area torrese, ma la sua qualità artistica. Musei con i quali gli autori hanno scambiato preziose informazioni che hanno integrato gli studi sui singoli pezzi.
«Siamo partiti studiando le ermette bifronti e siamo finiti per “ritrovare” tutta una serie di reperti provenienti dalla Contrada Sora – dice Giuseppe Maddaloni, uno degli autori – penso agli splendidi “Satirelli Cacciatori” al Labrum marmoreo con i proto-bacchiche, agli argenti finiti al Louvre e alla splendida aquila in lapislazzuli del museo di Baltimora. Ma il reperto che più mi ha affascinato resta l’affresco con scena di sacrificio di cui se ne erano perse le tracce. Grazie all’incrocio dei dati e delle fonti siamo riusciti a ritrovarlo nei depositi del Mann, ricostruendo il contesto di provenienza e restituendo una identità certa a questo frammento murario rinvenuto durante la costruzione della ferrovia nel 1843».
«Questo volume assomiglia più un intricato giallo d’altri tempi che a una ricerca tra storia e archeologia – spiega Ernesto Pinto, l’altro autore – oggi a “chiusura delle indagini” più che presentare il volume sulla balaustra della Terma Ginnasio di Torre del Greco e le splendide ermette bifronti, consegniamo le conclusioni di una difficilissima indagine che fa luce sul traffico internazionale di opere d’arte tra XXIX e XX secolo. Gli indizi di questa indagine sono stati reperiti tra archivi, epistolari, mappe e fotografie, che ci hanno aiutato a far luce su questo intricatissimo caso. Più che uno storico dell’arte mi sono sentito un detective vecchio stampo. In ogni caso, l’indagine ci lascia ancora qualche spiraglio da esplorare» Comunicato Stampa

giovedì 4 giugno 2026

Giuseppe Manzo: “L’incantesimo dei gatti”, venerdì 5 giugno 2026 | Napoli - Libreria Raffaello



Un romanzo avvincente l’ultimo libro del giornalista Giuseppe Manzo: “L’incantesimo dei gatti”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Romanzi dai Cinque Continenti. La prossima imperdibile presentazione si terrà venerdì 5 giugno alle ore 18 presso la Libreria Raffaello, via Kerbaker 35, Napoli. 

  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, 
  • dialogheranno con l’autore: il giornalista Giuseppe Giorgio 
  • e l’avvocato Giovanni Siniscalchi. 
  • Modererà Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.

“L’incantesimo dei gatti” è un romanzo che rappresenta il primo volume di una trilogia narrativa che mescola suspense, introspezione e rinascita. Ermanno, giornalista idealista e direttore del quotidiano Il Sole del Mezzogiorno, scopre improvvisamente che la sua vita è una trappola. Tradito da chi gli è più vicino e braccato da poteri criminali e politici, è costretto a fuggire da Napoli e rifugiarsi in una baita tra le montagne dell’Abruzzo. In un vortice di agguati, menzogne e vendette, Ermanno intraprende una fuga che diventa una discesa dentro se stesso: scopre che i veri nemici non sono solo fuori, ma anche nella rete invisibile delle relazioni quotidiane. Sarà in mezzo alla natura, tra pastori senza tempo e due gattini che diventeranno simbolo di libertà e rinascita, che troverà una nuova visione della vita e per la prima volta, l’amore. Un romanzo intenso, che parla di paura e riscatto, di coraggio e consapevolezza, in un’Italia contemporanea dove il potere corrompe e la verità può costare la vita.

Giuseppe Manzo (Napoli, 1979) è giornalista professionista e autore di sette libri. Communication Manager di Legacoopsociali, conduce e scrive per il Giornale Radio Sociale ed è docente di comunicazione al Master Sociocom dell’Università di Roma Tor Vergata. Ha collaborato con Corriere della Sera, Rainews e Rsi Radiotelevisione Svizzera; ha partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e ha curato documentari con le voci di Erri De Luca e Fiorella Mannoia. Ha pubblica- to, tra gli altri: Scripta – Diario clandestino di un cronista precario (Cento Autori, 2011), Chi comanda Napoli (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città (Round Robin, 2013), Senza traccia (Castelvecchi, 2013), L’invisibile (Round Robin, 2015), Parole di una nuova alba (2021), La settimana santa (Giammarino, 2023). Vincitore del Premio Marco Rossi (2014) e del Premio Calcata 4.0 (2019).

venerdì 29 maggio 2026

Nadeesha Uyangoda - Acqua sporca

«Ho letto Acqua sporca con grande ammirazione ed entusiasmo. Nadeesha Uyangoda toglie la polvere a tematiche sempre piú presenti nella narrativa italiana – straniamento, famiglie vere o immaginate e questioni di classe – offrendo un’esperienza letteraria precisa, fresca, pienamente contemporanea e consapevole dei suoi mezzi». Claudia Durastanti

«Acqua sporca è un grande affresco familiare italiano ambientato in Italia e in Sri Lanka, con una lingua letteraria ricchissima e uno sguardo sociologico particolarmente acuminato, ricco di compassione ma privo di pietà. Dalla specificità di una storia di migrazione Uyangoda riesce a far emergere un’immagine molto piú vasta e complessa del mondo di oggi, nelle sue questioni civili, politiche e identitarie piú brucianti». Vincenzo Latronico

Dopo trent’anni trascorsi in Italia, Neela ha deciso di tornare in Sri Lanka. Come l’attrazione gravitazionale della Luna, questa scelta genera maree che si ritirano dalle coste della sua famiglia, scoprendo ansie radicate nelle menti e spiriti ancestrali imprigionati nei corpi. Sull’isola, sua sorella Himali cresce una figlia sul modello di un ideale politico, con un marito fantasma, ex militante comunista immigrato senza documenti in Europa. Pavitra, la sorella piú piccola, alle spalle un matrimonio insapore, si aggira come uno spettro in un appartamento non suo, soffrendo la povertà che l’ha costretta a dare in pegno l’unica ricchezza che possedeva. Ayesha, la figlia di Neela, vive a Milano una vita sgretolata, precaria, senza mai riuscire a «trovare né la soddisfazione morale né la compensazione economica». Una storia famigliare ambientata tra il presente e il passato, tra due spazi geografici che sradicano e frammentano, tra un Paese in cui è difficile provare a realizzare i propri sogni e uno in cui la magia e il mito pervadono ancora ogni cosa.

Intrecciando la storia tumultuosa dello Sri Lanka e lo sfondo della provincia italiana, le vite di quattro donne si inerpicano lungo sentieri lastricati di rancore, rabbia e amarezza, mentre tentano di andare avanti ritornando indietro, a casa.

sabato 16 maggio 2026

Angelo Amato de Serpis | “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”

“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”: le vittime dimenticate della Seconda Guerra Mondiale e non solo rivivono nella nuova opera di Angelo Amato de Serpis.

Dal bombardamento di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna del 1943, fino alle tristi vicende odierne di Gaza e al disastro umanitario alla tragedia ferroviaria di Balvano del 1944: un ponte tra passato e presente, tra conflitti di alcuni anni fa e quelli contemporanei, una storia che si ripete.

Una nuova intensa opera narrativa arricchisce il panorama editoriale italiano.

Dalla memoria dimenticata della Seconda Guerra Mondiale, alle ferite ancora aperte dei conflitti contemporanei attraverso il racconto “Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte”, pubblicato da Brignoli Edizioni, con la collaborazione e la partecipazione della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna, lo scrittore Angelo Amato de Serpis consegna ai lettori un’opera intensa e necessaria, capace di trasformare la storia locale in riflessione universale.

Un’opera narrativa che restituisce voce e memoria alle vittime civili dimenticate della Seconda Guerra Mondiale in Campania.

La narrazione è liberamente tratta e si ispira a due tragedie che hanno segnato profondamente il Mezzogiorno e l’Italia intera, restituendo voce alle vittime civili spesso escluse dalla grande narrazione storica, riducendole al massimo a semplici freddi numeri.

Il racconto “Ciliegie rosso sangue” è liberamente ispirato al bombardamento dell’area industriale e delle città di Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna e dintorni del 30 maggio 1943, uno degli episodi più drammatici vissuti dal territorio nolano-pomiglianese durante la guerra, con particolare riferimento alle vittime provenienti da Castello di Cisterna e dai comuni circostanti.

Attraverso una scrittura evocativa e profondamente umana, l’autore ricostruisce il destino di uomini, donne e bambini travolti dalla violenza bellica, creando un ponte ideale con le tragedie dei civili coinvolti nei conflitti odierni, come quello che continua a colpire la popolazione di Gaza.

Il secondo racconto, “Il treno della morte”, rilegge in chiave narrativa la tragedia ferroviaria di Balvano, vicino Potenza, del marzo del 1944, una delle più gravi e colpevolmente obliata catastrofe ferroviaria europea, simbolo estremo della fame, della disperazione e della lotta per la sopravvivenza nell’Italia devastata dalla guerra.

Ne emerge un’opera di forte impegno civile, nella quale la memoria storica diventa denuncia morale e interrogativo contemporaneo sul valore della vita umana nei teatri di guerra di ieri e di oggi.

Angelo Amato de Serpis conferma così una scrittura attenta alle storie marginali e alle comunità ferite, trasformando il racconto storico in strumento di coscienza collettiva.

«Non esistono guerre “lontane” – afferma l’autore – perché il dolore dei civili attraversa il tempo e riguarda tutti. Ricordare significa scegliere da che parte stare, ovvero dalla parte della vita. Ringrazio per lo stimolo e il supporto di Ferdinando Calabrese, Gennaro Romano e Fiorella Chirollo della Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna che mi hanno dato la possibilità di conoscere storie e vicende umane dalla diretta voce di discendenti e parenti delle vittime di quel terribile bombardamento del 1943.

Scrivere questo libro è stato per me, nel mio piccolo, un sentito modo di dare voce a chi non ha potuto raccontare la propria storia e trasformare il ricordo in responsabilità verso il presente e impegno per la pace. Purtroppo è un’ulteriore testimonianza della validità del pensiero di Antonio Gramsci, il quale si rammaricava che la storia era sì maestra di vita, come diceva Cicerone, ma non aveva scolari ad ascoltarla».

“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si propone come un’opera destinata al dibattito culturale e civile regionale e non solo, capace di unire ricerca memoriale, narrazione e attualità in un unico potente messaggio di responsabilità e pace.

Con stile diretto e coinvolgente, l’autore mette in scena la storia dei territori campani e non, come simbolo universale del prezzo umano della guerra, trasformando la narrazione storica in strumento di coscienza collettiva.

“Ciliegie rosso sangue e Il treno della morte” si configura così come un libro di memoria, denuncia e umanità, capace di collegare passato e presente in un’unica, potente narrazione. Inoltre si propone come strumento culturale e didattico per incontri pubblici, percorsi scolastici e iniziative dedicate alla memoria storica.

Il volume sarà disponibile nei circuiti editoriali nazionali e sarà presentato prossimamente in Campania o oltre nell’ambito di incontri pubblici dedicati alla memoria storica. Comunicato Stampa

martedì 5 maggio 2026

Ricordo di Ermanno Corsi alla finale del Premio Nazionale di Poesia Cerino

 

Torna l’appuntamento con la grande poesia a Napoli. Sabato 9 maggio, la suggestiva Chiesa di S. Maria del Parto, famosa per la Tomba di Sannazaro, ospita il Premio Nazionale di Poesia Cerino giunto alla XXII edizione, vuole essere un omaggio al poeta Salvatore Cerino e un tributo alla sua poesia, che ha segnato il Novecento artistico napoletano.

I nomi dei vincitori saranno annunciati durante la manifestazione dalla giuria presieduta da Francesco D’Episcopo e composta da Lydia Tarsitano, Iana Salerni e Marco Molino. La lettura delle opere vincitrici sarà affidata alla voce dell’attrice Liliana Palermo e accompagnata dagli intermezzi musicali di Giovanni Paturzo.

A quasi un anno dalla scomparsa di Ermanno Corsi, storico membro della giuria del Premio, il Salotto Cerino dedicherà un ricordo al grande giornalista, legato alla famiglia Cerino da una profonda amicizia. A rievocare la figura del noto intellettuale napoletano sarà il giornalista e scrittore Gino Giaculli, che ricostruirà il ruolo svolto da Corsi nella professione, nella vita culturale, nella politica e nel meridionalismo.Per riaffermare la continuità di una vicinanza rafforzatasi nel tempo, la poetessa Assunta Sperino declamerà la poesia che si classificò al primo posto nell’edizione 2024, leggendo la menzione che Corsi le dedicò di suo pugno. Sempre più numerosi i poeti partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia, che concorrono con opere in lingua italiana e in napoletano.Obiettivo del premio è promuovere la poesia e avvicinare i giovani all’arte letteraria che crea sentimenti ed emozioni; una specifica sezione è, infatti,riservata agli alunni della Scuola secondaria di 1° e 2° grado: verranno premiati studenti provenienti da scuole di tutto il territorio nazionale che si sono cimentati nella composizione in versi.I primi classificati di ciascuna sezione riceveranno un buono da spendere presso la libreria MOOKS Mondadori di Napoli.

Salvatore Cerino (Napoli, 1910 – 1992) è stato uno degli ultimi grandi poeti in vernacolo napoletano. Appassionato cantore di sentimenti e luoghi della sua città natale, ha fatto della natura il principale motivo ispiratore della sua poesia. Amico di Raffaele Viviani, fu apprezzato da Libero Bovio, E.A. Mario, Mario Pomilio, Antonio Ghirelli, Michele Prisco e da tanti altri. È stato promotore di numerose iniziative culturali, ospitando nel suo salotto letterario, attivo fin dal dopoguerra, i più celebri intellettuali e artisti dell’epoca. Comunicato Stampa

lunedì 4 maggio 2026

Maggio si tinge di nuove storie e approfondimenti per la Giannini Editore.

Maggio si tinge di nuove storie e approfondimenti per la Giannini Editore. La storica casa editrice napoletana presenta le sue novità editoriali: “Benessere digitale” di Paolo Siani, “Posidonia” di Elisabetta Montaldo e “Indomita” di Domenico Pennone.
Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.
Paolo Siani è pediatra e primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.
Posidonia è un romanzo dalla struttura inusuale, narrato in prima persona dai due protagonisti, Vera e Leonardo, personaggi realmente esistiti ma reinventati dalla scrittura. Entrambi raccontano senza filtri le proprie vite fino al momento dell’incontro che le cambierà radicalmente. Vera Vergani è una celebre attrice degli anni Venti, manager della propria compagnia teatrale, capace di rivoluzionare lo stile del teatro italiano e di portarlo sulle scene internazionali. Leonardo è comandante sulle “città galleggianti”, uomo di mare e protagonista di un’epoca segnata dal progresso e dall’avventura.
Sarà il mare a farli incontrare e a unire i loro destini. Dalla casa di Procida, Vera ripercorre una vita vissuta tra i palcoscenici e l’oceano, senza nascondere conflitti, errori e colpe, in una lucida e spietata analisi delle loro esistenze. Lo sfondo è quello degli anni ruggenti, attraversati da tensioni sociali, migrazioni, conquiste scientifiche e artistiche: dal futurismo ai grandi transatlantici, dai Ballets Russes alle figure che segnarono l’epoca, da Marconi a Toscanini, da Eleonora Duse alla giovane Anna Magnani, da Pirandello a D’Annunzio. A raccontare è Elisabetta Montaldo, la nipote, che osa reincarnarsi nella figura potente e fragile della nonna restituendo un romanzo intenso, intimo e profondamente storico.
Elisabetta Montaldo è scrittrice, pittrice e costumista legatissima all’isola di Procida. Nella sua carriera firma una ventina di film italiani e internazionali, tra tutti I cento passi, La meglio gioventù, I demoni di San Pietroburgo, che la coronano con due premi David di Donatello, due Ciak d’Oro e altri. Con Giuliano Montaldo firma diverse opere liriche per l’Arena di Verona, lo Stadio Olimpico e la città di Tokyo. Nel 2001 ha iniziato parallelamente la sua carriera di scrittrice con Il Mestiere di Costumista. Ha scritto i romanzi: Rafìla (2008), Calipso (2023) oltre ai numerosi saggi sull’isola di Procida, tra storia e costume.
Indomita ricostruisce i quattro giorni che cambiarono il volto di Napoli e della Resistenza italiana, trasformando un’insurrezione popolare nella prima vittoria autonoma di una grande metropoli europea contro l’occupazione nazista. L’opera fa dialogare la precisione del dato d’archivio con la forza della memoria orale, indagando le radici politiche e sociali della rivolta e documentando come Napoli, abbandonata dalle istituzioni dopo l’8 settembre 1943, ritrovò la propria dignità civile attraverso la lotta armata. Tra i punti chiave: il dato ufficiale dei 1.589 partigiani riconosciuti dalla Commissione Ministeriale per il Riconoscimento Partigiano (Fondo Ricompart); la storia inedita di Domenico, tranviere che osò schiaffeggiare un fascista per difendere una donna; e il mosaico sociale della partecipazione di studenti, femminielli e giovani eroi come Gennaro Capuozzo e Maddalena Cerasuolo. L’opera si propone anche come strumento didattico e civile, ricordando le radici della Costituzione italiana e della democrazia europea tra le barricate napoletane del settembre 1943.
Domenico Pennone, giornalista, ha una lunga esperienza nella divulgazione documentaristica e saggistica. Già Capo Ufficio Stampa della Città metropolitana di Napoli, ha curato il documentario “Maurizio Valenzi: 100 anni di una vita meravigliosa”. Esperto di comunicazione e innovazione, ha pubblicato per Maggioli, Il Sole 24 Ore e Formez.

sabato 2 maggio 2026

Marco Visconti - “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”,

Un paganese nel cuore della tempesta bolscevica: “La penna e il passaporto” svela la vita incredibile di un protagonista paganese dimenticato del Novecento.

Immaginate un uomo partito da Pagani (Sa) e ritrovatosi, nel giro di pochi anni, a gestire i visti diplomatici nella Mosca di Lenin, a cenare con Curzio Malaparte e a sfidare con i suoi articoli la censura di Stalin. Quell’uomo esisteva davvero: si chiamava Pietro Sessa, e la sua storia, rimasta per decenni nell’ombra, riemerge oggi grazie alla penna dello storico e prof. Marco Visconti.

Il volume “La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin”, edito da Omnia Liber Edizioni, ha quasi il sapore del thriller storico. Visconti ricostruisce l’esistenza di un personaggio “camaleontico”, capace di attraversare le epoche più buie del secolo scorso con un’unica arma: la scrittura.

Pietro Sessa non fu solo un testimone, ma un attore della storia. Come segretario del consolato italiano a Mosca, poi console, visse in prima linea il crollo dello Zarismo e l’alba sanguinosa dell’Unione Sovietica. Ma è come inviato de «La Stampa» e «La Tribuna» che Sessa compie il suo capolavoro: raccontare agli italiani le contraddizioni del regime stalinista, muovendosi sul filo teso tra il dovere di cronaca e le pressioni politiche del Fascismo.

«Ho scoperto Sessa quasi per caso — dichiara l’autore Marco Visconti — e mi sono trovato davanti a un enigma: come ha fatto un personaggio così influente del “secolo breve”, tra le altre cose traduttore di Puškin e per questo citato da Antonio Gramsci, a sparire dai radar della memoria?». Il libro risponde a questa domanda attraverso documenti rari e articoli d’epoca (riportati in appendice), che restituiscono il sapore di un giornalismo d’altri tempi, fatto di polvere, treni internazionali e intuito formidabile.

Il libro gode del patrocinio e della postfazione dell’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno (AssoStampa), presieduta dal presidente Salvatore Campitiello, e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, della prefazione del prof. Alfonso Tortora dell’Università degli Studi di Salerno e della postfazione del dottor Francesco Nacchia (Amalinze).

Biografia autore

Marco Visconti, laureato in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Napoli «Federico II» con il massimo dei voti (110 e Lode), insegna Italiano e Storia nelle scuole secondarie di secondo grado del Napoletano. Dal 2020 è giornalista pubblicista: ha collaborato con testate locali come «Vesuvio Live» e «Le Cronache», e collabora attualmente con «la Città», ricoprendo il ruolo di caporedattore per «MediaNews24». La sua attività giornalistica gli ha valso diversi attestati di stima. Parallelamente, ha sviluppato un’intensa attività poetica, ottenendo riconoscimenti in premi nazionali e internazionali e partecipando a importanti eventi culturali pubblici. Nel 2024 ha pubblicato la raccolta di poesie Sommersi. Gabbie dorate per uomini liberi, edita da PrintArt Edizioni. È inoltre l’autore del volume La penna e il passaporto. Pietro Sessa nella Russia di Lenin e Stalin.

mercoledì 29 aprile 2026

Sono 31 le candidature pervenute al Ministero della Cultura per il titolo di Capitale italiana del libro 2027

Sono 31 le candidature pervenute al Ministero della Cultura per il titolo di Capitale italiana del libro 2027, a conferma della crescente attenzione dei territori verso la promozione della lettura e delle politiche culturali diffuse. Tra queste, sette candidature sono presentate in forma aggregata, per un totale complessivo di 92 Comuni coinvolti.

Il termine per la presentazione delle domande è scaduto lo scorso 18 aprile. Entro tale data, i Comuni partecipanti hanno trasmesso al Dipartimento per le attività culturali del Ministero dossier completi, contenenti progetti articolati e strategie volte alla valorizzazione del libro e della lettura come strumenti di crescita culturale e coesione sociale.

La selezione sarà affidata a una giuria composta da cinque esperti indipendenti di riconosciuta competenza nei settori della cultura e dell’editoria, nominati annualmente dal Ministero della Cultura. Entro il 30 giugno 2026 la commissione individuerà fino a un massimo di 10 progetti finalisti. I Comuni selezionati saranno invitati a presentare pubblicamente i propri dossier nel corso di un incontro dedicato di approfondimento.

La giuria sottoporrà quindi al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, entro il 31 luglio 2026, la proposta della città designata come Capitale italiana del libro 2027. I progetti candidati pongono al centro il libro e la lettura come strumenti di inclusione, innovazione e partecipazione.

Alla città vincitrice sarà assegnato un contributo fino a 500 mila euro per la realizzazione delle attività previste nel dossier di candidatura.

Qui l’elenco dei Comuni candidati o capofila della candidatura.

Le Capitali degli anni precedenti

Il riconoscimento è stato attribuito negli anni passati a:

Chiari (2020), Vibo Valentia (2021), Ivrea (2022), Genova (2023), Taurianova (2024), Subiaco (2025). Per il 2026 il titolo è stato assegnato a Pistoia. - Ministero della Cultura
Roma, 29 aprile 2026 Ufficio Stampa e Comunicazione MiC 

martedì 28 aprile 2026

Johann Wolfgang von Goethe - Le affinità elettive

Le affinità elettive (in tedesco: Die Wahlverwandtschaften) è il quarto romanzo di Johann Wolfgang von Goethe, pubblicato nel 1809. Il titolo deriva dall'affinità chimica, proprietà degli elementi chimici che descrive la tendenza di alcuni di essi a legarsi con alcune sostanze a scapito di altre.
Il romanzo racconta la vita di una coppia sposata che, trovandosi a convivere con un amico di lui e con la nipote di lei, va incontro al disfacimento della propria relazione e alla formazione di due nuove coppie, che in brevissimo tempo si divideranno per colpa di una serie di eventi avversi, che faranno terminare la storia in modo tragico.

Il libro inizia raccontando la tranquilla vita di Edoardo e Carlotta. I due avevano vissuto il loro amore in giovane età, ma le loro famiglie avevano piani diversi per il futuro: Edoardo fu indotto dal padre a sposare una donna ricca e anziana e anche Carlotta fu data in sposa ad un altro uomo, benestante, dal quale ebbe anche una figlia, Luciana. Rimasto vedovo, Edoardo parte per un viaggio attorno al mondo durato anni, in compagnia di un vecchio amico, il Capitano. Al suo ritorno, i due si rincontrano; essendo entrambi vedovi, la fiamma tra loro si riaccende. Si sposano e dedicano la loro pacata esistenza alla cura della loro tenuta, circondata da un grande parco.

La storia si complica quando Edoardo, venuto a sapere della disgrazia in cui è caduto il suo amico, decide di portare il Capitano a vivere con loro. Carlotta è dapprima contraria, poiché teme che un terzo elemento possa rompere gli equilibri e la soddisfazione sentimentale faticosamente raggiunta. Viene dedicato un intero capitolo alla descrizione chimica di ciò che sarebbe successo quando l'elemento C, il Capitano, si sarebbe unito all'elemento B, Edoardo, lasciando così l'elemento A, Carlotta, solo.

Il problema trova soluzione quando Carlotta decide di prelevare una giovane nipote orfana, Ottilia, dal facoltoso collegio in cui questa risiede assieme a Luciana, e di trasferirla nella loro tenuta, non solo perché l'ama come fosse una figlia, ma anche perché avvertita dall'Assistente e dalla Preside di tale istituto come troppo introversa per un'istruzione collegiale.

Ad occupare la tenuta, dunque, sono ora in quattro. Edoardo e il Capitano si dedicano a opere di ingegneria e architettura, mentre le due donne sono completamente dedite all'organizzazione del parco. Pian piano, le affinità elettive fanno la loro comparsa, avvicinando terribilmente Edoardo ad Ottilia e il Capitano a Carlotta. Questi nuovi sentimenti vengono dapprima fortemente contrastati da tutti i personaggi coinvolti, ma la forza dell'amore parla per loro: quando, infatti, i due sposi si lasciano andare a una notte di passione, sentono e immaginano l'altro non come Carlotta o Edoardo, ma come Ottilia e il Capitano.

L'interesse che Edoardo prova per Ottilia cresce con il tempo fino a quando anche Carlotta e il Capitano, nello stesso momento, vanno contro le loro reciproche proibizioni e si scambiano un bacio; Carlotta è, tuttavia, una persona più pragmatica rispetto ad Edoardo, e decide così di non perdere completamente il proprio autocontrollo, cercando di cancellare dal suo cuore e dalla sua mente quel bacio illegittimo. È proprio a questo punto della storia che fuoriescono inesorabilmente i diversi comportamenti che i due coniugi, uniti dal matrimonio ma separati da una forte diversità caratteriale, assumono di fronte ad una stessa situazione: Edoardo, più simile ad Ottilia, continua ad amarla in maniera irrazionale, ma riservata, sperando in un futuro insieme; Carlotta ed il Capitano, invece, entrambi dallo spirito fermo, pur lasciandosi andare di fronte alla forza dell'eros comprendono che sarebbe meglio, per entrambi, sopprimere ogni sentimento, per evitare che la situazione degeneri.

Non a caso, quando il Capitano si trasferisce dopo un'offerta di lavoro ricevuta da un amico di Edoardo, Carlotta affronta il marito comunicandogli l'intenzione di mandare Ottilia da una sua amica, in modo che ella possa essere introdotta nell'alta società e che la coppia possa tentare un ritorno alla stabilità antecedente all'arrivo del Capitano e di Ottilia. Edoardo, per evitare ad Ottilia un futuro incerto, decide di lasciare il castello informando la moglie, comunicandole che fino a quando la ragazza fosse rimasta lì, lui non l'avrebbe cercata! Ma, ponendo la condizione che se Ottilia avesse abbandonato la proprietà, lui si sarebbe sentito libero di cercarla e corteggiarla. «continua» 

Le due coppie del romanzo sono accomunate dai rispettivi caratteri. Carlotta e il Capitano sono persone pragmatiche e posate che pensano alle conseguenze delle loro azioni e cercano di non farsi sorprendere dagli eventi e dagli affetti. Edoardo e Ottilia si comportano come due bambini; Edoardo in particolare cerca una persona che si rispecchia nella sua e infatti intuisce che Ottilia lo ama quando vede che ella copiando un contratto scritto da lui ha talmente preso a cuore il compito da finire per imitare la sua calligrafia quasi che volesse fondersi e confondersi con lui. Ottilia in Edoardo vede il padre che ha perso quando era piccola e questo si evidenzia nel libro quando lei smette di portare al collo un pendaglio con l'immagine del padre, dato che oramai Edoardo nel suo cuore ha preso il posto del padre defunto. Ottilia nel romanzo viene descritta come una persona eterea, quasi un angelo che non si rende conto che le attenzioni che gli uomini le riservano non dipendono solo da un comportamento cavalleresco, ma in realtà da un amore nascente nei suoi confronti. Ella dopo aver conosciuto Edoardo non ha spazio nel suo cuore per nessun altro e riesce a pensare solo a lui.

Da Le affinità elettive è stata tratta una miniserie televisiva omonima prodotta dalla Rai, diretta da Gianni Amico e trasmessa nel 1979, e un film omonimo diretto dai fratelli Taviani e uscito nelle sale nel 1996.

Nel mondo della pittura, René Magritte ha tratto ispirazione da questa opera per il titolo del dipinto Affinità elettive.

giovedì 2 aprile 2026

Antonio Porcelli - “Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore”

Non un romanzo, non una raccolta poetica nel senso tradizionale del termine, ma un viaggio dentro ciò che accade quando l’ emozione prende forma nella coscienza. Con “Blu Oltremare. Esercizi di fenomenologia dell’amore”, pubblicato da IOD Edizioni nella collana La bottega delle idee diretta da Giuseppe Ferraro, Antonio Porcelli firma il suo esordio letterario e propone un libro che si muove sul confine tra filosofia, scrittura poetica e riflessione intorno all’esperienza umana. L’opera è già disponibile in libreria e negli store digitali.

Il volume nasce da un’urgenza personale di scrittura e prova a interrogare l’amore non come tema letterario o come sentimento idealizzato, ma come evento interiore che coinvolge corpo, linguaggio e coscienza. L’autore osserva il momento esatto in cui un’emozione prende forma e prova a tradurre in parole ciò che accade quando il desiderio incontra l’altro e modifica la percezione di sé.

Nella premessa Porcelli parte da una lettura critica del presente, un tempo dominato dalla competizione e da una concezione dell’ esistenza spesso misurata esclusivamente attraverso il successo economico e sociale. In questo scenario il libro rivendica il valore del sentire come dimensione essenziale della vita umana e propone la relazione come uno spazio di esposizione e trasformazione, un luogo in cui l’individuo smette di proteggersi e accetta il rischio di essere attraversato dall’esperienza.

L’opera è costruita in due movimenti. La prima sezione, Esistenzialismo blu, esplora il rapporto tra interiorità e mondo, indagando le zone più intime della coscienza. La seconda, Erotica dell’emozione, entra nel territorio dell’ incontro con l’ altro e affronta l’eros come esperienza che mette in gioco identità, fragilità e desiderio.

In questa prospettiva l’amore non viene rappresentato come un ideale romantico o come un evento improvviso destinato a consumarsi nell’istante, ma come un processo che richiede costruzione, responsabilità e disponibilità al cambiamento. L’autore utilizza un’immagine concreta per raccontare questo movimento: l’amante è simile a un operaio che lavora in un cantiere aperto, consapevole che ciò che costruisce può sempre incrinarsi o crollare, ma disposto comunque a continuare il lavoro.

La scrittura alterna frammenti poetici e pagine di riflessione più distese. I versi cercano di catturare l’intensità dell’attimo emotivo, mentre la prosa tenta di interpretarne il significato, creando un dialogo continuo tra intuizione e pensiero. Da questo intreccio nasce una forma narrativa che diventa anche un esercizio di esplorazione interiore, in cui la parola non descrive semplicemente l’esperienza amorosa ma prova a darle forma.

Il libro attraversa le diverse fasi del sentimento, dall’incontro al bacio, fino ai momenti più complessi della relazione. Anche il disinnamoramento, il tradimento e il dolore vengono osservati come passaggi che trasformano la coscienza, evitando letture semplificate e restituendo all’amore la sua dimensione più autentica, quella di un processo che cambia chi lo attraversa.

Il titolo richiama la metafora che percorre l’intero lavoro. Il blu oltremare diventa il simbolo della profondità emotiva, un colore che contiene quiete e tempesta, vicinanza e distanza. Amare significa allora immergersi in questo mare interiore accettando che dentro quella profondità convivano la possibilità del naufragio e quella di una nuova consapevolezza.

Nato da appunti e riflessioni maturati tra il 2022 e il 2023, Blu Oltremare raccoglie pensieri fissati sulla pagina nel momento stesso in cui prendevano forma, senza interrompere il movimento delle emozioni da cui sono nati. Il risultato è un testo che invita a riscoprire l’amore non come idea astratta, ma come gesto capace di riattivare la sensibilità e restituire intensità all’esperienza umana. Antonio Porcelli

 

𝐓𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢𝐧𝐢 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞: 𝐢𝐧 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐜𝐚𝐫𝐨-𝐏𝐫𝐨𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐓𝐫𝐚𝐩𝐚𝐧𝐢

𝐼𝑙 𝑐𝑎𝑡𝑎𝑙𝑜𝑔𝑜 𝑠𝑖 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜, 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀

Esplosione di novità per la Giannini Editore, ad aprile arrivano tre nuovi titoli tutti da scoprire:
  1. “Eva in Viola” di Beatrice Cecaro e Paola Proietti, 
  2. “Michele Prisco” di Gioconda Marinelli e 
  3. “La secessione di San Gennaro” di Paolo Trapani.

  • “Eva in Viola”, pubblicato nella collana La Cisterna, è un romanzo che attraversa i confini del tempo e dell’anima. Eva in Viola racconta la trasmigrazione di un'anima che ritorna sulla Terra per completare ciò che in una vita precedente è rimasto irrisolto. Eva e Viola: due donne vissute in epoche diverse, unite da un destino invisibile e dalla stessa anima. La storia prende l’avvio dalla vita di Viola, segnata da insicurezze e fobie, per poi svelarsi attraverso le esperienze forti e dolorose di Eva, giornalista coraggiosa internata in manicomio, fino a un incontro simbolico e catartico nelle intense sedute di ipnosi regressiva che legano le due esistenze. Un percorso di consapevolezza e rinascita, in cui fragilità e forza si intrecciano, accompagnate da personaggi che, a vario titolo, diventano specchio e motore del cambiamento interiore delle protagoniste.

Beatrice Cecaro è autrice di Madre di Pieta (Alos Edizioni, 2010) e Donna e Regina (Elio de Rosa Editore, 2016). Ha curato per il Museo Cappella Sansevero le mostre Le Verita Svelate (2002), Chartulae Desangriane (2006) e Parole Maestre (2007). Nel 2015 ha coprodotto e scritto il documentario Vivere alla grande, girato in un centro di salute mentale. 

Paola Proietti, napoletana, avvocato, mamma e membro delle 3C (Comitato Comunicatori della Cultura). Ha esordito nel 2023 con il romanzo So chi mi ha uccisa (Giannini Editore).

  • Michele Prisco, pubblicato, nella collana Pem, è la biografia di uno dei maestri più eleganti e profondi della narrativa del secondo Novecento. Definito da Carlo Bo “un vero signore del romanzo”, Michele Prisco (Torre Annunziata, 1921 – Napoli, 2003) ha saputo trasformare la provincia vesuviana in uno specchio universale dell’animo umano, esplorando le ombre e le inquietudini dei suoi personaggi con una scrittura sobria, lucida e intensamente umana. Gioconda Marinelli ricostruisce la sua figura attraverso un ritratto vivo e affettuoso: un’intervista inedita realizzata nel 1998 nella casa di via Stazio a Napoli, i ricordi delle figlie Annella e Caterina, e le testimonianze di amici e colleghi come Gesualdo Bufalino, Alberto Bevilacqua, Fernanda Pivano, Mario Pomilio. Ne emerge il ritratto di un uomo colto, capace di unire rigore e leggerezza, eleganza e umanità. Un viaggio letterario e umano che restituisce la voce di uno scrittore “fuori da coro”, fedele solo alla propria arte.

Gioconda Marinelli, nata ad Agnone (Molise), vive e lavora a Napoli. Naturalista e biologa, è anche giornalista e scrittrice. Ha pubblicato sillogi poetiche introdotte da Maria Luisa Spaziani e Dacia Maraini, e biografie di celebri artisti come Luisa Conte, Tina Pica, Katia Ricciarelli, Sandra Milo, Anna Campori. Con Dacia Maraini ha firmato diversi volumi, tra cui Dizionarietto quotidiano (Bompiani), Dentro le parole, Dacia Maraini in cucina e Alfabeto quotidiano (Marlin). È autrice del romanzo Quale amore e del testo teatrale Anime nude, dedicato alla violenza di genere. Con la sua famiglia custodisce la tradizione millenaria della fonderia di campane Marinelli di Agnone, simbolo di un legame profondo con le radici e la memoria. Per i tipi della Giannini ha pubblicato nel 2023 Fabrizia Ramondino. La scrittrice oltre i confini.

  • La secessione di San Gennaro, pubblicato nella collana Sorsi, è un romanzo di fantasia che immagina un futuro sorprendente e provocatorio: il 10 maggio 2034 Napoli torna a essere Capitale. Con una storica e pacifica dichiarazione, i cittadini proclamano la nascita dello Stato Città di Napoli, dando vita a una secessione senza sangue e nel nome del principio di autodeterminazione dei popoli sancito dalle Nazioni Unite. La data scelta non è casuale: esattamente tre secoli prima, il 10 maggio 1734, Carlo di Borbone aveva reso Napoli capitale di un regno indipendente. Stavolta, a muovere i napoletani è la volontà di riprendersi il proprio destino, dopo secoli di dominazioni straniere e di poteri imposti dall’esterno. Il nuovo Stato si ispira alla Polis greca e si articola in cinque consigli municipali, moderni “Sedili” che rappresentano i quartieri della città. Il motore della rinascita è anche economico: il tesoro di San Gennaro diventa la garanzia della nuova moneta digitale, la “Januaria”, una cripto-valuta ancorata al valore dei preziosi del Santo, simbolo di un’economia etica e autonoma. Attraverso la storia di tre protagonisti, Paolo Trapani racconta la straordinaria avventura del popolo partenopeo che, per la prima volta nella storia, riesce a governare se stesso. Un romanzo ironico, visionario e profondamente identitario, che trasforma la passione napoletana in una rivoluzione civile e culturale. 

Paolo Trapani, laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è giornalista pubblicista dal 2001. Ha pubblicato i volumi: I nuovi primati del Sud. Storie contemporanee di un Mezzogiorno positivo (Controcorrente, 2002); Maledetta Juve, non sappiamo più come insultarti (Magenes, 2017); Napoli, la città del calcio (Magenes, 2018); Rigore per la Juve! (Magenes, 2020); Napoli sulla pelle (Iuppiter, 2021).

giovedì 26 marzo 2026

Libro Aperto - Festival della Letteratura per Ragazzi 2026

Dietro il successo di Libro Aperto Festival, l’appuntamento annuale che avvicina centinaia di giovani lettori al mondo della letteratura, c’è la passione e la visione di Angela Albarano, ideatrice e organizzatrice dell’evento. Angela, docente, formatrice ed event manager, unisce la sua esperienza ventennale nell’organizzazione di eventi culturali a quella nell’ambito delle culture giovanili e come docente nella scuola secondaria di secondo grado. Da questa combinazione di competenze nasce Libro Aperto Festival: un evento progettato per unire lettura, educazione e partecipazione attiva, dove i ragazzi diventano protagonisti per tre giorni, votando i libri, partecipando a laboratori, incontri con autori e dibattiti con ospiti speciali.

Un festival che mette i giovani al centro

Libro Aperto Festival non è solo un evento letterario: è un progetto educativo che coinvolge scuole, famiglie, autori e partner istituzionali. Bambini e adolescenti diventano protagonisti, partecipando come giurati, prendendo parte a laboratori creativi e incontri con scrittori, sviluppando così spirito critico, curiosità e passione per la lettura. Ogni edizione è un’opportunità per avvicinare le nuove generazioni alla cultura e all’inclusione, facendo della lettura un momento di scoperta e confronto.

Angela Albarano ha trasformato un’idea in un progetto strutturato e riconosciuto sul territorio. La sua capacità di creare reti tra scuole, autori, istituzioni e partner rende il Festival un’esperienza completa e coinvolgente, dove l’educazione alla lettura si intreccia con valori di comunità, partecipazione e responsabilità.

Grazie a chi rende possibile Libro Aperto Festival

Con l’entusiasmo che la contraddistingue, Angela rinnova i ringraziamenti a tutti i partner e gli ospiti che sostengono  Libro Aperto Festival, contribuendo alla sua crescita e al suo successo. Un ringraziamento speciale va anche ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie, che ogni anno partecipano con entusiasmo, accogliendo Libro Aperto Festival come un momento di aggregazione, formazione e divertimento culturale.

Crescere insieme attraverso la lettura

Grazie alla guida di Angela Albarano,  Libro Aperto Festival continua a crescere, rafforzando il legame tra giovani, scuola e comunità. Ogni libro letto, ogni laboratorio realizzato e ogni incontro con gli autori diventa un piccolo passo verso un futuro più consapevole, creativo e aperto alla cultura.

mercoledì 25 marzo 2026

Italo Ferraro - Napoli. Atlante della città storica. Quartieri Bassi e il «Risanamento»

Italo Ferraro - Napoli. Atlante della città storica. Quartieri Bassi e il «Risanamento» è il secondo della collana di volumi di "Napoli. Atlante della Città Storica".https://www.oikosedizioni.com/content/quartieri-bassi-e-il-risanamento

In 37 capitoli il volume Quartieri Bassi e il "Risanamento" descrive in modo ordinato e sistematico, minuziosamente e senza pregiudizi, la formazione della città medievale, in età ducale e angioina dal VI al XIV secolo, e le successive trasformazioni, nelle epoche aragonese, vicereale, borbonica, fino ai giorni nostri.

martedì 24 marzo 2026

“Nata nell’acqua sporca” di Giuliana Vitali è il libro vincitore nella sezione narrativa del Premio letterario Nabokov 2025

“Nata nell’acqua sporca” di Giuliana Vitali è il libro vincitore nella sezione narrativa del Premio letterario Nabokov 2025, storico riconoscimento sostenuto da una giuria di esperti del mondo editoriale, accademico e giornalistico, nato a Roma nel 2006.

“Il Premio Nabokov è per me la preziosa possibilità di lasciare che il romanzo continui il suo viaggio, raggiunga nuovi lettori e trovi posto, in modi sempre diversi, nelle vite degli altri. – dice la Vitali - Scrivere è sempre stato qualcosa di fragile e necessario insieme, fatto di dubbi, tentativi e ascolto. Per questo accolgo questo premio come un invito a restare fedele a quella ricerca, con rispetto e responsabilità. Se questo libro è riuscito a parlare anche ad altri, allora il merito è anche di chi lo ha accolto, letto e fatto proprio. A loro va la mia gratitudine più sincera. Grazie all’organizzazione del Premio, per la cura e l’attenzione con cui ogni dettaglio è stato pensato, e al suggestivo Teatro di Novoli che ha reso questo momento ancora più significativo”.

Edito da Giulio Perrone, il romanzo, con la prefazione di Silvio Perrella, è l’esordio letterario dell’autrice partenopea, un viaggio tra ricerca e smarrimento dove viene raccontata la storia di Sara, una giovane donna cresciuta ai margini con un padre imprenditore assente ed emigrato in Albania e una mamma giornalista troppo distante emotivamente. La vicenda è ambientata in una Napoli notturna, cupa, popolata dagli esclusi, una città che nel libro supera i confini geografici per farsi spazio universale: luogo simbolico di contraddizioni, ferite e resistenza, specchio di un disagio che parla a molte realtà contemporanee. Nata nell’acqua sporca è anche tra le proposte dell’80esima edizione del Premio Strega 2026 oltre che candidato tra i primi 15 libri del Premio Fiesole e finalista al Premio Scarpetta.

Chi è Giuliana Vitali

Nata a Napoli nel 1987, vive a Roma. Scrittrice, condirettrice della rivista letteraria cartacea illustrata Achab, in attività dal 2013. Collabora con diversi giornali e riviste culturali come Left, Huffpost Italia, Wired Italia, Il Quotidiano del Sud, Succedeoggi di Nicola Fano, KulturJam di Sandro Medici, dove pubblica racconti, interviste e video-interviste, recensioni, reportage oltre che in ambito letterario-culturale, una particolare attenzione è rivolta al sociale e ai diritti. Ha frequentato la scuola di scrittura Genius di Paolo Restuccia e in particolare il corso dello scrittore Andrea Carraro. E’ anche autrice (testo e musica) del brano “Isola” interpretato da Pietra Montecorvino, inserito nel nuovo disco dell’interprete partenopea. La canzone vede anche il contributo al clarinetto di Alessandro Papotto (ex storico membro del Banco di Mutuo Soccorso).