Healthyfood / Daniela Ferrando
Dimensioni: 15×21 cm
Numero pagine: 144 pagine
Prezzo: 16,00 €
Anno di pubblicazione: 2023
Lingua: italiano
ISBN: 978-88-99528-980
Era il luglio del 1923 quando il governo guidato da Benito Mussolini attuò una serie di provvedimenti per mettere il bavaglio ai giornalisti e all’informazione, provvedimenti restrittivi e censori che avrebbero dato il via alla stagione successiva. Da lì in poi la storia è nota.
A distanza di 100 anni da quella prima espressione di privazione di libertà del regime, il Museo storico della Liberazione in Roma organizza e propone al territorio due giorni di riflessioni, incontri, spettacoli e visite performative all'interno dei suoi spazi con La Resistente - Festival della memoria e della Liberazione, in programma il 10 e 11 giugno 2023. Gli spazi interni ed esterni dello storico palazzo di via Tasso 145 - che durante i mesi dell’occupazione nazifascista di Roma fu sede del Comando del Servizio di Sicurezza delle SS, sotto la guida del colonnello Herbert Kappler - diventano così sede della prima edizione di un festival che vuole concentrare in due giorni riflessioni e intrattenimento.
I due giorni coinvolgeranno storici, giornalisti, attrici e musiciste: un insieme di pensiero e cultura per offrire alla città la ricchezza delle attività che quotidianamente si svolgono all’interno del Museo storico della Liberazione di via Tasso.
Un’iniziativa dedicata alle attività quotidiane di ricerca e divulgazione della storia della Resistenza a Roma durante l’occupazione nazifascista, secondo una lente che guarda a quel periodo storico e e alle sue vicende non solo nelle attività più rilevanti o dei personaggi più noti, ma anche di quel tessuto vario, popolare, sconosciuto che compone la società. Una storia dal basso che intreccia vite ed eventi che sono rimaste nei libri di storia ma anche come cicatrici della città di Roma.
Al di là delle nuvole. Sulle ali del mio Angelo - Giusy D'Arrigo - Armando Curcio Editore
C’era una volta, Tanto Tempo Fa, un Prurito. Non era un Prurito grandissimo. Non era un Prurito da niente. Era un Prurito normale. E il Prurito desiderava una bella grattatina. Tanto Tempo Fa. Dopo un po’, diciamo più o meno un quarto d'ora dopo Tanto Tempo Fa, il Prurito vide un albero, e subito cominciò a grattarsi contro la sua corteccia. Ma a quel punto accadde una cosa molto strana: il Prurito cominciò a crescere. In effetti, più si grattava e più cresceva. “Divertente” pensò il Prurito continuando a grattarsi. Non passò neanche un minuto che il Prurito cominciò a ricoprirsi di pelliccia, e alla pelliccia spuntarono braccia e gambe e persino un naso. E dopo pochissimi istanti il Prurito cominciò ad assomigliare moltissimo a… un orso.
UN ORSO??? Be’, tutti sanno che gli orsi si grattano quando sentono prurito, ma non molte persone sanno che i Pruriti si grattano perché sono Orsi! E infatti, più il Prurito si grattava, più diventava un Orso, finché alla fine, dove prima non c'era nessun orso, fece la sua comparsa un Orso che Non C’era! L’Orso aprì gli occhi e sorrise. «Oh sìsìsì!» disse, poiché era un orso molto ottimista. Si guardò a destra e a manca e si accorse di essere tutto solo. “Sono forse il primo?” pensò. “O sono l'ultimo?” e si chiese se fosse meglio essere il primo o l'ultimo quando si era tutti soli.
Poi scoprì di avere una tasca.
Infilò la mano dentro la tasca e ci trovò un pezzo di carta, ripiegato. Il biglietto diceva: Tu sei me? L'Orso si grattò la testa. “Ottima domanda”. Continuò a leggere:
Una Fantastica Foresta stava crescendo intorno all’Orso ovunque gli capitasse di guardare, e l’Orso non poté fare a meno di chiedersi se la foresta crescesse proprio mentre lui non guardava, e dunque chiuse gli occhi. Però così non riusciva più a vedere. Perciò sbirciò: la foresta stava crescendo. E pensò: PIÙ GUARDO E MENO SO SE ALBERI E FIORI CRESCONO O NO QUANDO NON MI GUARDO INTORNO PER CONTROLLARE COSA FA IL MONDO. Era un bel pensiero, e l’Orso lo mise per iscritto con una matita che aveva trovato dietro il suo orecchio.
La Fantastica Foresta era molto silenziosa, al tempo di Tanto Tempo Fa. E l’Orso riusciva a distinguere diversi tipi di silenzio. C'era il piccolo silenzio delle foglie, e il profondo silenzio del terreno, e l'antico silenzio degli alberi. E poi c'era un silenzio che era il più silenzioso di tutti ed era anche il più difficile da individuare: quello dell’orso stesso. L’orso ascoltò attentamente e seguì il suono del suo stesso silenzio, che lo condusse nel cuore della foresta. All'improvviso vide da lontano una strana figura
La strana figura gli stava facendo ciao con la mano. In realtà quella strana figura si rivelò essere non una, ma due strane figure sedute una sull’altra. Erano la Mucca Mollacciona e il Ramarro Rilassato. La Mucca Mollacciona era una grossa, morbida mucca che assomigliava a un divano. Si sarebbe anche potuto dire che era un grosso, morbido divano con la personalità di una mucca. Era una mucca con cui era facile andare d'accordo. Ed era anche un divano con cui era facile andare d'accordo. Il Ramarro Rilassato, invece, era un ramarro tutto pelle e ossa, vestito con un completo stropicciato. Se ne stava seduto come al solito un po’ assonnato sulla schiena della Mucca Mollacciona, fumando pigramente il suo gran sigaro. Era troppo pigro per camminare per conto suo. Era troppo pigro per stare in piedi per conto suo. Era troppo pigro per stare seduto per conto suo. Talvolta riusciva a cadere per conto suo, ma solo da altezze molto molto piccole. «Salve» disse l'Orso.
«Salve a te, Orso» disse la Mucca, «è bello vederti». «Ma tu mi conosci?» chiese l’Orso. «Certo che sì» rispose la Mucca con un sorriso. L'Orso si grattò la testa: «E io… io ti conosco?». «Assolutamente sì» disse la Mucca.
La storia di un orso in cerca della propria identità. Gira per il bosco chiedendo agli altri animali: "Chi sono? Sono felice? Sono bello? Siamo amici? A cosa stai pensando? Posso pensare assieme a te?". Incontra la Mucca Mollacciona, il Ramarro Rilassato, il Penultimo Pinguino, la Taxi-Tartaruga e nella Fantastica Foresta si chiede quali sono i vari tipi di silenzio.
GIOVEDÌ 8 DICEMBRE 2022 decimo compleanno della piccola libreria Che Storia
Ore 9:30 - COLAZIONE E LETTURE DI BENVENUTOUscirà mercoledì 2 novembre il brano “Cosa Resterà” il personale Omaggio a Pier Paolo Pasolini di Mauro Ermanno Giovanardi. Il brano esce in tutti i portali digitali su etichetta Vrec nel giorno simbolo della sua scomparsa avvenuta nel lontano 2 novembre del 1975, mentre è previsto per il 5 marzo 2023 (101° anniversario della sua nascita) la pubblicazione di un esclusivo vinile 7″ con inclusa la b-side “Una storia sbagliata”, brano composto da Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola e dedicato proprio a Pier Paolo Pasolini. “Cosa Resterà” è nato per accompagnare il cortometraggio realizzato da Monica Giordano dal titolo originale “Tu sei bello come una stella”, interamente in stop-motion e dedicato a Pier Paolo Pasolini, un artista definito dalla regista «l’uomo che ha visto, non senza inquietudini e domande, la fine di un’epoca e la nascita dell’omologazione culturale ed economica».
Il brano “Cosa Resterà” è stato scritto (musica e parole) da Mauro Ermanno Giovanardi e Maria Pia Leziroli, arrangiato da Max Zanotti, mixato da Lele Battista presso Le Ombre Studio, con mastering a cura di Giovanni Versari, presso lo studio La Maestà.
«Era da tempo che con Maria Pia volevamo scrivere qualcosa insieme – afferma Mauro Ermanno Giovanardi – e il corto dedicato a Pasolini è stata l’occasione per prendere la palla al balzo. Nè è nato un pezzo che calza alla perfezione con il mio repertorio e che mi permette di omaggiare un artista che con la sua lezione è vivo e attuale più che mai. Un vero punto di riferimento perché con la sua opera ha esplorato i diversi mondi della creazione poetica, saggistica, letteraria, artistica, cinematografica».
Cortometraggio in stop-motion, dedicato a Pier Paolo Pasolini, instancabile osservatore della storia e del cambiamento: uomo che ha visto, non senza inquietudine e domande, la fine di un'epoca, quella del sottoproletariato, della sua identità linguistica e, insieme, la nascita dell’omologazione culturale ed economica. Il cortometraggio è ambientato in una spiaggia immaginaria di Ostia, ove le case, ruderi abbandonati, rappresentazione di un paese spettrale sepolto dal vento, sono ormai uniche testimoni della sofferenza del Poeta, che a quella realtà apparteneva. Pasolini rinasce libero dalle afflizioni e si rialza lieve sulla sabbia del mattino, di nuovo bambino e dolce come l’abete da cui, nella rappresentazione, la sua sagoma è ricavata. Il passato è denso e contraddittorio, in aperta ed eterna contrapposizione con il peso della modernità, che lo insegue attraverso palazzi sempre più alti, ravvicinati, incombenti ed opprimenti, sino a diventare anonimi. Pasolini può smettere di fuggire, per ritrovare finalmente il sorriso con il suo pallone e tornare, di spalle, un passo dopo l'altro, mani in tasca, verso le stelle.