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martedì 28 gennaio 2020
#ParoleSenzaTempo GIOVANNI PAOLO II - LE MIE PREGHIERE
GIOVANNI PAOLO II - LE MIE PREGHIERE ed. Newton
29 apr. (Adnkronos) - Le preghiere e le poesie di Karol Wojtyla, vibranti di fervore umano e di convinzioni profonde, di intensità interiore e di straordinarie risorse espressive, abbracciano certezze soprannaturali e un ampio ventaglio di argomenti teologico-sociali nel libro “Le mie preghiere, le mie poesie” di Giovanni Paolo II pubblicate dalla newton Compton a cura di Santino Spartà.
Riecheggiando alcuni Padri della Chiesa come sant’Agostino o san Tommaso d’Aquino, Giovanni Paolo II ritiene la preghiera, nella quale si affida a un ampio periodare, a una grande varietà di immagini, simboli e figure retoriche, uncolloquio con Dio, una ricerca di Dio che è al tempo stesso la Sua rivelazione più alta. Anche nelle liriche traspare l’anelito sincero di un’anima nella contemplazione del creato e del creatore.
Karol Wojtyla, nato il 18 maggio 1920 a Wadowice, un paese dell’Alta Slesia a 21 chilometri da Cracovia, è morto a Roma il 2 aprile 2005. Perse a nove anni la madre e il peso della sua educazione ricadde sul padre, sottufficiale di carriera, che abituò il figlio a una severa disciplina. Karol Wojtyla fu ordinato sacerdote nel 1946, e nel 1967, a soli 47 anni, fu ordinato cardinale da Paolo VI. Divenne papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II. Il 1 maggio 2011 sarà beatificato. Don Santino Spartà è nato a Randazzo (Catania) e vive a Roma, dove si è laureato in Teologia e Lettere. Giornalista e consulente cinematografico, ha collaborato con la Radio Vaticana e con Radio Uno. È autore di molti libri di poesia, saggistica e giornalismo. AdnAgenzia . 2011 . 04 . 29
Le preghiere di Karol Wojtyla, vibranti di fervore umano e di convinzioni
profonde, di intensità interiore e di straordinarie risorse espressive,
abbracciano certezze soprannaturali e un ampio ventaglio di argomenti
teologico-sociali. Riecheggiando alcuni Padri della Chiesa come S. Agostino o
S. Tommaso d'Aquino, Giovanni Paolo II ritiene la preghiera, nella quale si
affida a un ampio periodare, a una grande varietà di immagini, simboli e
figure retoriche, un colloquio con Dio, una ricerca di Dio che è al tempo
stesso la Sua rivelazione più alta.
Genere Cristianesimo
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Grandi Tascabili Economici
Data uscita: 01/01/2007
Pagine:302
Formato:Tascabile
Lingua:Italiano
Curatori: Santino Spartà
EAN: 9788881831715
sabato 25 gennaio 2020
#RACCONTAMIUNASTORIA. FIGURACCE, antologia a cura di Niccolò Ammaniti
Durante una cena estiva, dopo aver bevuto un po', otto scrittori cominciano a confessarsi le peggiori figuracce della loro vita. Cose che il giorno dopo, da sobrio, vorresti non solo non aver raccontato, ma soprattutto mai aver vissuto. E invece dopo qualche tempo Niccolò Ammaniti li chiama e dice: avete il coraggio di scriverle? Da qui nasce un'antologia divertente, autodelatoria e un po' folle. Sono storie di lavoro, d'amore, di incontri sbagliati in cui viene fuori che le figuracce sono svolte esistenziali e come le cicatrici ci ricordano chi eravamo e cosa siamo diventati. Autori: Niccolò Ammaniti, Diego De Silva, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Francesco Piccolo, Christian Raimo, Elena Stancanelli, Emanuele Trevi.
FIGURACCE
- Curatore: Niccolò AmmanitiEditore: Einaudi
- Collana: Einaudi. Stile libero big
- Anno edizione: 2014
- In commercio dal: 8 luglio 2014
- Pagine: 260 p., Brossura
- EAN: 9788806220518
- Niccolò Ammaniti // Se sei solo le figuracce non esistono – I timidi sono più sensibili alle figuracce.
- Francesco Piccolo // Tutta la vita a Berlino – …tu sei in un angolo della festa e speri che almeno qualcuno si ricordi di salutarti, prima di sparire nelle notti di amore ed euforia.
- Elena Stancanelli // Cappelli – Un romanzo, una volta pubblicato, diventa quello che vuole. Viene letto, interpretato, insultato, amato da altri.
- Christian Raimo // ilmiolibro.it ovvero come sono diventato uno scrittore – Che si tratti di essere medici, insegnanti, genitori, astronauti, eremiti. O scrittori.
- Emanuele Trevi // La cosa vera – Come ho già accennato, io sono un mezzo idiota. E con l’altra metà di me stesso, cerco di fare in modo che gli altri non se ne accorgano.
- Antonio Pascale // Il testimone silenzioso – Io conservo tutte le belle risposte che avrei potuto dare al momento giusto e me le ripasso, perché prima o poi capiteranno momenti ideali per quelle risposte.
- Diego De Silva // You and me alone – Sto dicendo che per capire davvero una cosa devi farla. O almeno provare a farla.
- Niccolò Ammaniti // Marco Risi contro la Maga della Maglianella – È vero che scrivere è un po’ mentire. In fondo, quando compri un libro accetti l’idea che uno ti racconti un sacco di frottole.
Il primo racconto è quello di Francesco Piccolo, senza dubbio il più intimista. Da ragazzo Piccolo confessa di avere avuto i brufoli e di avere letto il ribrezzo negli occhi dei compagni. Quindi adesso, tutto ciò che gli capita, è sempre ben accetto; un dono di cui essere grato e che egli non pensa di meritare. Fosse anche l’amore, improvviso ed imprevisto, che una taxista di Berlino dice di provare nei suoi confronti e che egli, per “gratitudine”, non riesce a fare a meno di incoraggiare. Elena Stancarelli non narra a mio avviso una vera e propria figuraccia, ma piuttosto il clima di indifferenza e stress che ruota attorno alle trasmissioni televisive, frequentate da personaggi famosi. Lo studio di Unomattina e un Albano poco disponibile, la fanno riflettere sull’utilità di ciò che sta facendo. Divertentissimo il racconto di Christian Raimo, ai suoi esordi durante una presentazione a New York, accompagnata da droghe e stitichezza, il cui “parto” dalle dimensioni abnormi, sarà affrontato con stoico coraggio nientemeno che da David Foster Wallace, che con lui ha condiviso una festa e un bagno accidentalmente intasato.
Emanuele Trevi racconta di una peculiare “crociera degli artisti”, dove facciamo la conoscenza di una “macchietta” quale il professor Pullone, poeta mancato e della sua assistente, nonché amante, Maddalena. Devo confessare che questo è il mio racconto preferito, del quale ho apprezzato l’umorismo e il senso critico, e la scrittura evocativa, ma sempre elegante, che caratterizza questo scrittore. Paolo Giordano ci racconta delle sue indecisioni davanti ai venditori negli autosaloni e di come si sia sentito felice alla guida del suo nuovo suv. Antonio Pascale “indossa” panni femminili per narrare la storia di un’attrazione “galeotta”. Colpevole un vestito a fiori, indossato dalla protagonista, che attira l’attenzione di Stefano, scrittore perverso di racconti noir. Qui ho riso molto con la scena del messaggio inviato per sbaglio a chi non avrebbe mai dovuto riceverlo, e con la carambola dei motorini che si sono abbattuti, in sequenza, disastrosamente al suolo. Diego de Silva, per il quale ho un debole a causa della naturalezza con la quale esplica gli eventi, ci porta a Courmayeur, dove una serata fra scrittori viene “vivacizzata” da una fan, cafona e in abiti sadomaso. Così come aveva aperto, chiude l’antologia Ammaniti che, fra maghi e sortilegi, si trova ad avere a che fare con la maledizione che ha causato il flop del film “L’ultimo capodanno” di Marco Risi. Fra tutti, questo è il più surreale. fonte: paperblog.com
Ricominciare da sé Osho
"Ricominciare da sé" è un viaggio, un cammino nel quale Osho ci conduce verso la conoscenza profonda di noi stessi e delle chiavi della beatitudine.
Un percorso di saggezza e di meditazione che parte dalla testa, passa dal cuore e porta fino all'ombelico, vero centro dell'energia vitale, troppo spesso dimenticato dalla cultura razionalistica occidentale. Con ogni capitolo di questo libro Osho non fa che aprire in noi una porta dopo l'altra, permettendoci di penetrare sempre più nel nostro essere. Fino al raggiungimento del divino, della musica nascosta del Tutto.
«Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po' più tese, in modo che in te possa scaturire l'amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po' più allentate, in modo che in te possa scaturire un'intelligenza vigile e non la pazzia. Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita.»
Ricominciare da sé
Osho
Traduttore: Ma Anand Vidya, Swami Anand Videha
Editore: Mondadori
Collana: Oscar spiritualità
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 gennaio 2009
Pagine: 220 p., Brossura
EAN: 9788804586661

Un percorso di saggezza e di meditazione che parte dalla testa, passa dal cuore e porta fino all'ombelico, vero centro dell'energia vitale, troppo spesso dimenticato dalla cultura razionalistica occidentale. Con ogni capitolo di questo libro Osho non fa che aprire in noi una porta dopo l'altra, permettendoci di penetrare sempre più nel nostro essere. Fino al raggiungimento del divino, della musica nascosta del Tutto.
«Le corde del tuo cuore dovrebbero essere un po' più tese, in modo che in te possa scaturire l'amore; e le corde della tua mente dovrebbero essere un po' più allentate, in modo che in te possa scaturire un'intelligenza vigile e non la pazzia. Se queste corde del tuo essere fossero entrambe equilibrate, in te potrebbe nascere la musica della vita.»
Ricominciare da sé
Osho
Traduttore: Ma Anand Vidya, Swami Anand Videha
Editore: Mondadori
Collana: Oscar spiritualità
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 gennaio 2009
Pagine: 220 p., Brossura
EAN: 9788804586661

giovedì 23 gennaio 2020
Auschwitz. Ero il numero 220543, Denis Avey
Auschwitz. Ero il numero 220543 è un romanzo autobiografico scritto dal reduce di guerra britannico Denis Avey in collaborazione con il giornalista della BBC Rob Broomby nel 2011.
«Una conoscenza limitata a volte è più rischiosa dell'ignoranza vera e propria»
Il libro narra le esperienze vissute da Denis Avey, soldato del Royal Army britannico che prestò servizio in Nordafrica durante la prima metà della seconda guerra mondiale. Dopo essere stato catturato e trasferito varie volte in varie carceri per prigionieri di guerra in vari paesi europei, Avey è stato alla fine internato nel campo di lavoro di Auschwitz- Monowitz. Lì, sentendo parlare delle immani atrocità inflitte dalle SS ai danni dei prigionieri ebrei, decide di scambiarsi con uno di loro per qualche notte per poter essere testimone di tutto ciò in prima persona. Liberato alla fine del conflitto, ha taciuto la sua storia per anni, prima di raccontare gli orrori che ha vissuto in prima persona in uno stato di totale impotenza

«Era il 1944. Sono entrato ad Auschwitz di mia volontà.»
È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz?
Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo… Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto.
Una storia vera che ha commosso milioni di lettori
Un grande successo internazionale
«L’uomo che entrò ad Auschwitz volontariamente per raccontare l’orrore (…). Ora a 93 anni, ha scritto le sue memorie e quell’incredibile avventura è diventata un bestseller.»
Antonella Barina, il Venerdì di Repubblica
«Dopo il successo internazionale, anche in Italia il libro che narra l’incredibile vicenda.»
Il Messaggero
«La sua testimonianza ha permesso di gettare una luce inedita su uno dei massacri più terribili della storia dell’umanità.»
Famiglia Cristiana
ISBN: 9788854186668 -
Pagine: 320 - Fuori collana n. 142 -
Argomenti: Storia - Saggistica - Narrativa - Narrativa straniera - Narrativa storica https://www.newtoncompton.com/libro/auschwitz-ero-il-numero-220543
«Non partii soldato per difendere il re e il mio Paese, per quanto fossi un patriota abbastanza convinto. No, mi arruolai per il gusto di farlo, per l'avventura. non avevo idea dell'inferno al quale stavo andando incontro. Quando partimmo per la guerra non fummo salutati come eroi. Lasciammo Liverpool a bordo dell'incrociatore Otranto in una luminosa mattina di ottobre del 1940, senza la più pallida idea della nostra destinazione. Rimasi a guardare il Royal Liver Building, al di là della distesa sempre più ampia d'acqua torbida del Mersey, chiedendomi se avrei mai più rivisto gli enormi uccelli di metallo verdastro sulla sommità dell'edificio. A quel tempo Liverpool non aveva ancora subìto gravi bombardamenti. Avrebbe avuto la sua parte un mese dopo la mia partenza, ma per il momento era ancora una città relativamente tranquilla. Io avevo ventun anni, e mi sentivo invulnerabile. Se perdo un arto – promisi a me stesso – a casa non ci torno. Ero un soldato con i capelli rossi e un temperamento combattivo che mi avrebbe cacciato in un mucchio di guai, ma ero fatto così.»
(Denis Avey nell'incipit di Auschwitz. Ero il numero 220543)
Denis Avey (Essex, 11 gennaio 1919 – Bakewell, 16 luglio 2015) è un ex militare, ingegnere e autore britannico
Nel libro Denis Avey racconta la sua vicenda di prigioniero di guerra in Africa e quindi di deportato in Polonia, dove è messo ai lavori forzati nel campo di lavoro di Monowitz (a 4 chilometri da Birkenau). Qui conobbe il prigioniero ebreo Ernst Lobethal (che sopravvissuto all'Olocausto ne ricorderà anch'egli l'amicizia nelle sue memorie rilasciate per gli archivi dello USC Shoah Foundation Institute). Avey racconta anche di essere riuscito a trascorrere alcuni giorni ad Auschwitz-Birkenau scambiandosi di abito con un deportato ebreo olandese di nome Hans. Di questa visita ad Auschwitz però non si hanno hanno riscontri oggettivi. Essa rimane una parte della sua testimonianza che non è stato possibile confermare dalla ricerca storica
mercoledì 22 gennaio 2020
La strana guerra delle Formiche - Hubert Nyssen
La strana guerra delle Formiche - Hubert Nyssen
Categoria: Narrativa
Categoria: Narrativa
In origine le formiche erano verdi e blu e vivevano tranquillamente. Per comunicare tra di loro si toccavano con le antenne. Un giorno Eloisa, una fata curiosa e pettegola, per scoprire i loro segreti dona loro la facoltà di esprimersi col linguaggio umano. Una volta scoperto il linguaggio, formiche blu e formiche verdi giocano con le parole, e si scambiano messaggi e idee. Ed ecco iniziati i problemi... Ben presto le frasi diventano taglienti e le parole diventano armi pericolose. Il finale lascia di che riflettere... Titolo originale: ''L'étrange guerre des fourmis'' (1996).
Editore: Motta Junior
Collana: BUS Biblioteca Universale Scolastica
Illustratore: Christine Le Boeuf
Traduttore: Sandra Magnolfi
Copertina: Brossura con bandelle
Pagine: 64
Dimensione: 10,5 x 17
Data di pubblicazione: 07/03/2012
ISBN: 9788882793753
"Le due armate si lanciarono una contro l'altra con odio, ben decise a
mozzarsi la testa a vicenda, come si usa nelle guerre tra formiche, e a
sbarazzare l'universo del colore avverso. Blu e Verdi erano di taglia
uguale e di forza identica: il combattimento fu lungo, terribile e senza
pietà. Proseguì per tutta la notte. La maggior parte delle formiche
morì nel corpo a corpo e le poche sopravvissute, mutilate, agonizzarono
fino all'alba. (...)
martedì 21 gennaio 2020
Le chiavi delle fate di Delfante Gabriella

Le chiavi delle fate
di Delfante Gabriella | Editore: Amrita
A volte non serve andare a cercare un’ispirazione, una guida o un consiglio presso chissà quale guru. A volte basta una fatina: che, con la sua grazia giocosa, ci suggerisca la qualità fondamentale sulla quale concentrarci e lavorare per rendere migliori noi stessi, le nostre relazioni con gli altri o, banalmente, le nostre giornate.
Queste 54 carte dalle deliziose illustrazioni ci offrono proprio questo:
un’ispirazione servita nella maniera più amichevole possibile.
In occasione del ventennale di questo gioco che da tempo ha conquistato il cuore dei lettori Amrita, l’autrice ha ampliato il numero delle carte, le ha interamente ridisegnate, e ha composto un libretto di accompagnamento in cui scopriamo com’è avvenuto il suo incontro con loro, e come siano nel tempo diventate uno strumento efficacissimo anche in scuole di arteterapia e percorsi di counseling.
54 carte rotonde in 4 colori + libretto di 120 pagine in 4 lingue
Indice
Indice del libretto contenuto nella confezione:
Preludio
L'incontro
Perchè le fate
La simbologia dei colori
Cosa "dicono"
Meditazione di accompagnamento
L'arte e l'art counselling
Scheda Tecnica
Editore Amrita
Data pubblicazione Gennaio 1995
Formato Tarocchi - Pag 54 carte rotonde - 7,5x7,5
ISBN 8896865417
EAN 9788896865415
Lo trovi in Libri: #Carte per la divinazione
MCR-NR 1370
giovedì 26 dicembre 2019
Philip Roth, Pastorale americana.
Pastorale americana (American Pastoral) è un romanzo scritto nel 1997 da Philip Roth. In esso si racconta la vita del suo personaggio principale, Seymour Levov ("lo svedese", o "the Swede"), e in particolare come le sue grandi doti personali e i suoi enormi sforzi non siano sufficienti a evitare un disastro familiare. Con questo libro Roth vinse il Premio Pulitzer per la narrativa del 1998.
La cornice di Pastorale americana è il 45° ritrovo degli allievi di una scuola superiore cui partecipa Nathan Zuckerman, un personaggio che compare quale alter ego dell'autore in diversi romanzi di Roth.
Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi, Torino, 2005, pagg. 458
Titolo originale: American Pastoral
Anno di prima pubblicazione: 1997 Traduzione di Vincenzo Mantovani

Al ritrovo degli ex-alunni della sua scuola, Zuckerman incontra il suo vecchio amico Jerry Levov, che gli racconta brevemente i tragici eventi della vita di suo fratello maggiore Seymour, che il giovane Nathan aveva idolatrato per via delle sue doti sportive. Nel resto del romanzo Zuckerman ricostruisce una biografia immaginaria dello "svedese", basandosi sui suoi ricordi di due brevi incontri avuti con lui negli ultimi anni, sul racconto di Jerry e su alcuni ritagli di giornale.
Nei due incontri Seymour appare felice e fin troppo soddisfatto della sua vita e dei tre figli avuti dalla seconda moglie, ma evita di parlare del suo primo matrimonio se non facendo qualche riferimento agli shock che avevano colpito la sua famiglia; la conversazione con Jerry rivela che questi shock riguardano soprattutto Merry, la figlia nata dal primo matrimonio dello "svedese". La ricostruzione immaginaria della vita di Seymour si limita a questo primo matrimonio e termina nel 1974.
Seymour Levov nasce e cresce a Newark, in New Jersey. Suo padre è di origini ebraiche e possiede una piccola fabbrica di guanti in rapida espansione, la Newark Maid. Seymour viene presto soprannominato "lo svedese" per via della sua capigliatura bionda, dei suoi occhi blu e del suo bell'aspetto nordico; eccelle in tre sport (baseball, basket e football), cosa che lo rende una sorta di eroe nella scuola che frequenta. Più tardi egli sostituisce il padre alla guida della Newark Maid e sposa Dawn Dwyer, una cattolica di origini irlandesi, ex Miss New Jersey.
La vita dello "svedese" è apparentemente perfetta, con una famiglia armoniosa, affari soddisfacenti e una bella casa immersa nella natura delle zone rurali del New Jersey. Il principale problema sembra essere il fatto che Merry (unica figlia di Seymour) balbetta. Ma, mentre infuria la Guerra del Vietnam ed i disordini razziali degli anni sessanta distruggono il centro di Newark, Merry, ormai sedicenne, diventa sempre più ribelle e politicizzata e si unisce all'organizzazione politica di estrema sinistra dei Weathermen. La "vita pastorale" di Levov viene distrutta quando Merry compie un attentato dinamitardo contro un ufficio postale, uccidendo una persona e dandosi poi alla fuga.
Nei successivi 5 anni Levov cerca in tutti i modi di tenere assieme quel che resta della propria famiglia e persino di riportare Merry a casa. Ma nell'ultima giornata descritta nel romanzo queste illusioni si dissipano definitivamente e le vite personali dei protagonisti vanno completamente in pezzi, mentre sullo sfondo le udienze dello scandalo Watergate scuotono gli Stati Uniti.

American Pastoral è un film del 2016 diretto e interpretato da Ewan McGregor, al suo esordio alla regia
La cornice di Pastorale americana è il 45° ritrovo degli allievi di una scuola superiore cui partecipa Nathan Zuckerman, un personaggio che compare quale alter ego dell'autore in diversi romanzi di Roth.
Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi, Torino, 2005, pagg. 458
Titolo originale: American Pastoral
Anno di prima pubblicazione: 1997 Traduzione di Vincenzo Mantovani

Al ritrovo degli ex-alunni della sua scuola, Zuckerman incontra il suo vecchio amico Jerry Levov, che gli racconta brevemente i tragici eventi della vita di suo fratello maggiore Seymour, che il giovane Nathan aveva idolatrato per via delle sue doti sportive. Nel resto del romanzo Zuckerman ricostruisce una biografia immaginaria dello "svedese", basandosi sui suoi ricordi di due brevi incontri avuti con lui negli ultimi anni, sul racconto di Jerry e su alcuni ritagli di giornale.
Nei due incontri Seymour appare felice e fin troppo soddisfatto della sua vita e dei tre figli avuti dalla seconda moglie, ma evita di parlare del suo primo matrimonio se non facendo qualche riferimento agli shock che avevano colpito la sua famiglia; la conversazione con Jerry rivela che questi shock riguardano soprattutto Merry, la figlia nata dal primo matrimonio dello "svedese". La ricostruzione immaginaria della vita di Seymour si limita a questo primo matrimonio e termina nel 1974.
Seymour Levov nasce e cresce a Newark, in New Jersey. Suo padre è di origini ebraiche e possiede una piccola fabbrica di guanti in rapida espansione, la Newark Maid. Seymour viene presto soprannominato "lo svedese" per via della sua capigliatura bionda, dei suoi occhi blu e del suo bell'aspetto nordico; eccelle in tre sport (baseball, basket e football), cosa che lo rende una sorta di eroe nella scuola che frequenta. Più tardi egli sostituisce il padre alla guida della Newark Maid e sposa Dawn Dwyer, una cattolica di origini irlandesi, ex Miss New Jersey.
La vita dello "svedese" è apparentemente perfetta, con una famiglia armoniosa, affari soddisfacenti e una bella casa immersa nella natura delle zone rurali del New Jersey. Il principale problema sembra essere il fatto che Merry (unica figlia di Seymour) balbetta. Ma, mentre infuria la Guerra del Vietnam ed i disordini razziali degli anni sessanta distruggono il centro di Newark, Merry, ormai sedicenne, diventa sempre più ribelle e politicizzata e si unisce all'organizzazione politica di estrema sinistra dei Weathermen. La "vita pastorale" di Levov viene distrutta quando Merry compie un attentato dinamitardo contro un ufficio postale, uccidendo una persona e dandosi poi alla fuga.
Nei successivi 5 anni Levov cerca in tutti i modi di tenere assieme quel che resta della propria famiglia e persino di riportare Merry a casa. Ma nell'ultima giornata descritta nel romanzo queste illusioni si dissipano definitivamente e le vite personali dei protagonisti vanno completamente in pezzi, mentre sullo sfondo le udienze dello scandalo Watergate scuotono gli Stati Uniti.

American Pastoral è un film del 2016 diretto e interpretato da Ewan McGregor, al suo esordio alla regia
Interpreti e personaggi
Ewan McGregor: Seymour "Svedese" Levov
Jennifer Connelly: Dawn Dwyer Levov
Dakota Fanning: Merry Levov
Rupert Evans: Jerry Levov
Peter Riegert: Lou Levov
Valorie Curry: Rita Cohen
David Strathairn: Nathan Zuckerman
Uzo Aduba: Vicky
Mark Hildreth: agente Dolan
Molly Parker: Sheila Smith
Ocean James: Merry Levov a 8 anni
Ewan McGregor: Seymour "Svedese" Levov
Jennifer Connelly: Dawn Dwyer Levov
Dakota Fanning: Merry Levov
Rupert Evans: Jerry Levov
Peter Riegert: Lou Levov
Valorie Curry: Rita Cohen
David Strathairn: Nathan Zuckerman
Uzo Aduba: Vicky
Mark Hildreth: agente Dolan
Molly Parker: Sheila Smith
Ocean James: Merry Levov a 8 anni
Ribelli all'angolo. Una storia dei Clash a cinque di Jacopo Ghilardotti
Nell'estate del 1983, al culmine della fama, i Clash licenziano MickJones, il loro musicista e autore principale, abbandonano la classica formazione a quattro e si ricompattano in una nuova, contestata formazione a cinque, con un giovane batterista, due chitarristi semisconosciuti e due soli membri originali: il bassista Paul Simonon e Joe Strummer, voce del gruppo e di una generazione. Come se i Rolling Stones cacciassero Keith Richards: per i fan di tutto il mondo è uno shock paragonabile, nella storia del rock, solo allo scioglimento dei Beatles. Questi nuovi Clash scompaiono nell'autunno del 1985, dopo aver pubblicato un disco, "Cut the crap", universalmente giudicato orribile, uno dei peggiori mai prodotti da un gruppo rock di livello. Col tempo però si sono scoperte tante storie su questi Clash disprezzati: che si sono lasciati dietro un sacco di canzoni inedite, che i nuovi arrivati venivano bullizzati di continuo, che due anni di vita sono stati un inferno. E che "Cut the crap", forse, non è poi tanto male. "Ribelli all'angolo" racconta la storia di questo gruppo negletto e di questo disco ripudiato. Prima in diretta, attraverso gli occhi, le memorie e la ricerca di un fan, e poi mettendo in fila le tante scoperte, anche critiche, di questi trent'anni, con l'aiuto di molti dettagli inediti. Un libro sui Clash più sfortunati che diventa un omaggio a tutte le nicchie della musica rock, al tempo perduto, alla fanitudine.
Ribelli all'angolo. Una storia dei Clash a cinque
di Jacopo Ghilardotti
Editore: Arcana
Collana: Musica
Data di Pubblicazione: settembre 2019
EAN: 9788862316644
ISBN: 886231664X
Pagine: 251
Formato: brossura
Un libro sui Clash più sfortunati che diventa un omaggio a tutte le nicchie della musica rock, al tempo perduto, alla fanitudine. Ha 56 anni e ha fatto per oltre vent’anni il libraio a Milano, la città dov’è nato. Scriveva saggi sul cinema di genere per gli Speciali di «Ciak» e da qualche anno è autore per il canale televisivo Classica HD. Ha scritto la sceneggiatura di tre docufilm, fra cui Leonardo da Vinci. Il genio a Milano e Dentro Caravaggio. Ha pubblicato Il Viva Verdi (Salani, 2013) e il saggio La casa degli Atellani e la vigna di Leonardo (Rai-Eri, 2015).
Ribelli all'angolo. Una storia dei Clash a cinque
di Jacopo Ghilardotti
Editore: Arcana
Collana: Musica
Data di Pubblicazione: settembre 2019
EAN: 9788862316644
ISBN: 886231664X
Pagine: 251
Formato: brossura
Un libro sui Clash più sfortunati che diventa un omaggio a tutte le nicchie della musica rock, al tempo perduto, alla fanitudine. Ha 56 anni e ha fatto per oltre vent’anni il libraio a Milano, la città dov’è nato. Scriveva saggi sul cinema di genere per gli Speciali di «Ciak» e da qualche anno è autore per il canale televisivo Classica HD. Ha scritto la sceneggiatura di tre docufilm, fra cui Leonardo da Vinci. Il genio a Milano e Dentro Caravaggio. Ha pubblicato Il Viva Verdi (Salani, 2013) e il saggio La casa degli Atellani e la vigna di Leonardo (Rai-Eri, 2015).
"Ho voluto raccontare questa fase del gruppo perché è ricca di aspetti incredibili. Pochi sanno, ad esempio, che i Clash a cinque diedero vita per due settimane ad una serie di performance da busker nei pub, nei bar e nelle piazze del Nord Inghilterra. Oggi, grazie ad Instagram e ai social, tutto questo sarebbe alla luce del sole, invece di quell'avventura esistono solo poche immagini che ogni tanto spuntano dal nulla. Nessun altro gruppo si sarebbe mai imbarcato in un'avventura di quel genere. Incredibile... Solo pochi giornali si occuparono di quegli show, ma lo fecero con un tono del tipo: guardate che cosa si sono inventati questi sfigati. D'altra parte a quei tempi il mondo andava proprio da un'altra parte. Il punk era finito nel sottobosco e nel 1986, il decennale di un genere che aveva cambiato il corso della musica, non venne minimamente preso in considerazione. Oggi quella storia, quella del punk, viene invece celebrata con enfasi dai media come uno degli ultimi grandi momenti creativi dell'umanità...".
Hanno ammazzato la Marinin Nadia Morbelli
Hanno ammazzato la Marinin
Editore: Giunti Editore
Collana: A
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 4 luglio 2012
Pagine: 224 p., Brossura
EAN: 9788809776135
n Hanno ammazzato la Marinin, è la notte prima di Pasqua e Nadia è appena rientrata a Genova da un viaggio di lavoro e svago a Napoli. Mentre si rilassa nella vasca da bagno, salta la corrente a causa di un temporale violento, ma solo nel suo condominio. Tre giorni dopo, la polizia bussa alla porta di Nadia. Durante il blackout la fastidiosa vicina Assunta Mammoliti, conosciuta da tutti come “La Marinin”, è stata assassinata. Per l’ispettore Prini si tratta di un’indagine aperta e subito chiusa: è stata uccisa da un ladro colto sul fatto. Ma a Nadia invece rimangono parecchi dubbi, non solo riguardo l’omicidio, ma anche per quanto concerne il suo rapporto con Prini.
Il linguaggio di Hanno ammazzato la Marinin è fresco e divertente quanto la storia stessa. Morbelli scrive in un italiano regionale estremamente ricco di colore, che comprende sia il dialetto che termini regionali di Genova e dintorni. Ci sono anche un paio di fantastici prestiti linguistici, il mio preferito tra questi è l’uso del terimne beauty farm con il significato di spa o centro estetico. La bellezza di questo linguaggio, però, sta nell’uso di neologismi, prefissi e slang; elementi che forniscono una visione della vita di tutti i giorni in Nord Italia. Il risultato è una lettura intrigante e divertente.

mercoledì 25 dicembre 2019
L'occhio del lupo di Daniel Pennac
L'occhio del lupo è un romanzo per ragazzi di Daniel Pennac,
edito in Italia da Salani nella collana Gl'Istrici.
Un ragazzo e un lupo si incontrano, si
fissano in silenzio attraverso le sbarre della gabbia di uno zoo, come
due animali selvatici costretti in cattività si studiano.
Il lupo chiuso nella sua disperazione
guarda il mondo da un occhio solo, metafora della distanza che vuol
tenere tra il mondo e la sua prigione. Il ragazzo, il cui nome Africa
rievoca un passato di libertà ben diverso dallo zoo, riesce a superare
la diffidenza del lupo e a conquistarlo con un atto di estrema
sensibilità e solidarietà: chiudendo un occhio.
Cominciano così, come per magia, a scambiarsi le loro storie.
L’occhio del lupo si lascia guardare e lascia che i ricordi affiorino in immagini.
Di dolore, di passato e di sogni.
E l’occhio del lupo guarda nell’occhio
del ragazzo che da sempre possiede una dote prodigiosa: racconta storie
che fanno sognare.
L’incontro/scontro iniziale si risolve dunque in un intenso scambio.
Il ragazzo si ritrova in Alaska a
ripercorrere la vita del lupo e della sua famiglia fino al giorno della
sua cattura. Mentre il lupo rivive il viaggio del ragazzo attraverso i
mille volti dell’Africa, la Gialla dei deserti, l’Africa Grigia delle
savane e la Verde delle foreste equatoriali, fino al suo arrivo
nell’Altro Mondo, il cosiddetto mondo civilizzato in cui si sente
prigioniero, e allo zoo dove però ritrova tutti i suoi amici animali,
compagni di avventura.
Una storia delicata e tenera, dai buoni sentimenti, che svela l’intensità del raccontare storie.
L’occhio del lupo
ISBN 9788884516589
Autore Daniel Pennac
Dettagli 112 pagine
“-Vuoi guardarmi? D’accordo, anch’io ti guardo!-
Ma qualcosa disturba il lupo: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. Il lupo è a disagio. Allora il ragazzo fa una cosa curiosa: chiude un occhio”
Ma qualcosa disturba il lupo: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. Il lupo è a disagio. Allora il ragazzo fa una cosa curiosa: chiude un occhio”
martedì 24 dicembre 2019
Storie eretiche di cittadini perbene Nando Dalla Chiesa
Un viaggio nell'Italia che non si rassegna, che non ha perso il senso della coerenza e della lealtà, né prima, né dopo, sull'onda dei nuovi trasformismi. Sette storie personali (e un po' anomale) di impegno civile quotidiano, dal Nord al Sud. Tutti pezzi di un'Italia attuale, vibrante di speranze e di inquietudini. Pezzi che si uniscono a volte senza che l'autore lo programmi: l'informazione, la politica, la società civile, la giustizia, la questione morale, la sinistra. E poi Piazza Fontana, la mafia, Tangentopoli. Tutto attraverso le storie di persone eretiche, ma comunque rappresentative di un'intera categoria di cittadini, i cosiddetti cittadini perbene. 
Storie eretiche di cittadini perbene
Nando Dalla Chiesa
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 23 marzo 1999
Pagine: 198 p.
EAN: 9788806143244

Storie eretiche di cittadini perbene
Nando Dalla Chiesa
Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 23 marzo 1999
Pagine: 198 p.
EAN: 9788806143244
Ideale continuazione del precedente Storie, pubblicato negli «Struzzi» nel 1990, questo volume vuole proporre al lettore le vicende di quei personaggi che spesso non riescono ad arrivare sulle prime pagine dei giornali e all’onore della cronaca. Mario Calabresi, figlio del piu noto commissario, è giornalista dell’Ansa: non appartiene ad alcun partito, ma la sua testimonianza costringe a interrogarsi senza veli sull’identità della sinistra di oggi e di ieri. Gianna Sangalli, sindacalista in pensione, è la memoria vivente di una Milano ormai scomparsa, antitesi della cultura e della propaganda leghista. Basilio Rizzo, consigliere comunale dei Verdi a Mila- no, rappresenta la coscienza critica, sul piano morale, della Milano smarrita dietro sirene sempre diverse. Nando Benigno, approdato a Milano dalla Puglia negli anni Settanta, è stato instancabile animatore del coordinamento antimafia degli insegnanti milanesi e tra i fondatori del circolo « Società Civile»; ora è titolare di una trattoria a Brindisi, insegna filosofia e promuove movimenti antimafia. Riccardo Orioles, un altro giornalista, già in primissima, fila ai « Siciliani» di Giuseppe Fava, è considerato troppo autonomo nel mondo del centro-sinistra che si fa governo. Vive con orgoglio tra stenti di ogni tipo, rifiutando l’incarico di capo-ufficio stampa del Comune di Palermo. Infine i giudici. Meglio, alcuni giudici, quelli piú impegnati nella difesa della legalità. A loro è dedicato l’ultimo capitolo, poiché sono loro che esprimono con il filo rosso che li unisce la storia di un nervo scoperto che attraversa gli ultimi decenni. Chi non c’è piú, come Falcone e Borsellino, chi c’è e viene attaccato: come Caponnetto, Grazia Pradella, Spataro, Colombo, Caselli. Tutti pezzi di un’Italia attuale, vibrante di speranze, di inquietudini e di polemiche. Pezzi che si uniscono a volte senza che l’autore stesso lo programmi: l’informazione, la politica, la società civile, la giustizia, la questione morale, la sinistra. E poi piazza Fontana, la mafia, Tangentopoli. Tutto attraverso le storie di persone eretiche, ma comunque rappresentative di un’intera categoria di cittadini, i cosiddetti cittadini perbene.
Nando dalla Chiesa, Storie eretiche di cittadini perbene, Einaudi 1999
Nando dalla Chiesa, Storie eretiche di cittadini perbene, Einaudi 1999
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